“Quello spettacolo offende Gesù Cristo”

19/01/2012 - Il Vaticano contro una piéce teatrale in scena a Milano Il testo della lettera e’ misurato, sottintende un fermo invito a non eccedere nelle espressioni di dissenso, ma contiene anche un giudizio netto: ‘opera offensiva nei confronti di Nostro Signore

     
 

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Il Vaticano contro una piéce teatrale in scena a Milano

Il testo della lettera e’ misurato, sottintende un fermo invito a non eccedere nelle espressioni di dissenso, ma contiene anche un giudizio netto: ‘opera offensiva nei confronti di Nostro Signore Gesu’ Cristo e dei cristiani’. L’opera in questione e’ la piéce teatrale di Romeo Castellucci ‘Sul concetto di volto nel figlio di Dio’ che gia’ tante proteste, anche violente, ha suscito a Parigi. La lettera arriva dalla Segreteria di Stato vaticana e rappresenta una presa di posizione sullo spettacolo dopo quella arrivata nei giorni scorsi dalla Curia di Milano. Anzi, il linea con essa.

LA GIGANTOGRAFIA – Lo spettacolo e’ in cartellone dal 24 gennaio al teatro Parenti di Milano: parla di un padre vecchio e incontinente, accudito dal figlio che deve continuamente pulirlo dalle feci. Alle spalle degli attori una gigantografia del volto di Cristo che riproduce il Salvator Mundi di Antonello da Messina. Un accostamento che fa scattare un’associazione tra le debolezze di un uomo al termine della sua parabola terrena e l’Uomo con la ‘U’ maiuscola. E viene avvertito come blasfemo da molti cattolici, che hanno espresso il proprio disagio via internet annunciando rosari di riparazione in concomitanza con la prima.

UNA RIFLESSIONE SUL MISTERO DELLA FINE - Tanto piu’ che si e’ parlato di lanci di pietre ed escrementi in direzione del volto di Gesu’, anche se Castellucci ha sempre rigettato quest’interpretazione e sul sito del Parenti scrive che il suo testo nasce dalle Scritture e vuol essere ‘una riflessione sul mistero della fine’: ‘Il Figlio dell’uomo, messo a nudo dagli uomini – dice – mette a nudo noi, ora’. Tra chi si e’ messo in moto, il Comitato S.Carlo Borromeo che chiede di cancellare lo spettacolo; l’Aiart, Associazione spettatori che parla di spettacolo ‘blasfemo e inaccettabile’; e padre Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano del convento S.Domenico di Bologna, il quale a nome di un gruppo di fedeli l’8 gennaio ha scritto al Papa, segnalando che l’opera e’ ‘offensiva’ e ha ripercussioni sulla ‘liberta’ religiosa, i minori, la dignita’ dell’arte, il buon costume, valori sanciti dalla Costituzione’.

LA LETTERA DEL VATICANO – Il Vaticano ha risposto il 16 gennaio con una lettera firmata da mons. Peter Wells, assessore agli Affari generali della Segreteria di Stato, il cui testo e’ stato reso pubblico dal Comitato S. Carlo. La missiva prende le mosse dalla piece di Castellucci – ‘un’opera teatrale attualmente rappresentata in Italia che risulta offensiva nei confronti di Cristo e dei cristiani’ – per poi allargare lo sguardo oltre questo fatto particolare, auspicando che ‘ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunita’ cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori’. No, quindi, a quanto puo’ offendere la fede, e no, nel contempo, a qualsiasi azione di risposta che esca dai limiti della compostezza.

IL RICHIAMO – Un concetto ribadito bene anche dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: ‘Il senso della lettera proveniente dalla Segreteria di Stato e’ molto chiaro’, ha detto e richiama la nota diffusa dalla Curia di Milano il 14 gennaio. In quella la diocesi guidata dal card. Angelo Scola chiedeva il rispetto dei cittadini milanesi che nel volto di Cristo vedono Dio e invitava a manifestare il proprio dissenso evitando ‘eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali’. Passaggio importante, visto che a Parigi, a ottobre, non sono mancati momenti di tensioni davanti e dentro il teatro durante lo spettacolo. In Italia i gruppi cattolici hanno annunciato iniziative di preghiera. Ma nel dibattito sulla vicenda, i toni non sono sempre stati pacati. Lo stesso Comitato S.Carlo si difende e denuncia di essere stato ‘criminalizzato e ghettizzato’, accusato di antisemitismo e di aver giudicato gli indirizzi religiosi della direttrice del teatro Parenti Andree’ Ruth Shammah. (ANSA).

     
 

20 Commenti

  1. siria scrive:

    mi piacerebbe sapere come fanno questi baciapile a sapere cosa offende il loro amico immaginario, glielo ha comunicato con quali mezzi? telefono, fax, email, roveto ardente……

    perchè questi ipocriti non parlano chiaro e ammettono che lo spettacolo in questione offende loro, o meglio mette in crisi le loro convinzioni che sono così traballanti ed insicure da non poter reggere l’impatto con la minima critica? ma no, sono degli ipocriti che si nascondono dietro al pupazzetto del loro amico immaginario al quale attribuiscono tutte le loro meschinità, non avendo le palle di assumersene la responsabilità diretta.

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