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Nichi Vendola va in pensione a 57 con un vitalizio di 5.000 euro al mese

Cuore a sinistra, portafoglio a destra. Il vecchio adagio vale anche per Nichi Vendola, ex governatore della Puglia che dallo scorso luglio riceve una «somma mensile lorda» di 5mila 618 euro e 73 centesimi a titolo di vitalizio. E dire che da governatore si era battuto perché venisse cancellata la rendita dei consiglieri regionali. Degli altri, evidentemente.

Nichi Vendola
(Gettyimages)

NICHI VENDOLA E L’ABOLIZIONE DEL VITALIZIO IN PUGLIA NEL 2013

Come ricorda Repubblica nel novembre 2012 l’assemblea regionale pugliese approvò la legge 34 che cancellò il vitalizio. Da gennaio 2013 basta soldi ai consiglieri. Addio anche all’assegno di fine mandato, una specie di liquidazione per tutti coloro che salutavano la compagnia di Viale Capruzzi, Bari. Gli ultimi a salvarsi quelli eletti nel 2005 e nel 2010 che fino al 2013 hanno maturato un discreto tesoretto. Da lì in avanti niente, basta, finita la festa. E tra questi “fortunati” c’è anche Nichi Vendola, in carica come presidente della Regione Puglia dal 18 maggio 2005 al 2 luglio 2015.

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NICHI VENDOLA, IL CALCOLO DELL’ASSEGNO

E come per i “fortunati” Vendola non ha potuto reclamare niente dal 2013 in poi. Ma per gli altri otto anni rimanenti si può portare a casa l’assegno contabilizzato dal servizio Amministrazione pari, al lordo, a cinquemilaseicentodiciotto euro e settantare centesimi. 5.618,73 euro. Ma c’è di più. Teoricamente avrebbe iniziato a beneficiare dell’assegno a partire da 60 anni. Una legge pugliese del 2003 però prevede che «per ogni anno di contribuzione oltre il quinto, l’età richiesta è diminuita di un anno, con il limite di 55 anni». Otto anni di contribuzione, tre in eccedenza, 60 meno 3 ed eccoci a 57 anni. Ha scelto di andare in pensione prima accettando la «riduzione predeterminata» degli emolumenti.

NICHI VENDOLA E L’INDENNITA’ DI FINE MANDATO

Nichi Vendola, che peraltro ha goduto anche dell’assegno di fine mandato: 198.818,44 euro, non ha fatto niente di scandaloso o di “fuori dalle regole”. Ha preso ciò che gli spettava secondo la legge. Però avrebbe potuto rinunciare al vitalizio cancellato nel 2013 per tutti. Invece tutti i “fuoriusciti” hanno accettato.