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Giubileo 2015, paura in Vaticano: Roma non è pronta

Giubileo 2015, paura in Vaticano: Roma non è pronta, è la sensazione fra chi sta seguendo Oltretevere l’organizzazione dell’Anno Santo della Misericordia voluto da Papa Francesco. Oggi sono in programma i vertici bilaterali Stato-Chiesa, appuntamenti consueti per coordinare le istituzioni ma che chiaramente verteranno proprio sullo stato dell’arte per l’Anno Santo della Misericordia; un dossier sul quale la Capitale sembra fare acqua da tutte le parti, il che davvero non è un mistero.

GIUBILEO 2015, PAURA IN VATICANO: ROMA NON E’ PRONTA

Su Repubblica nella Cronaca di Roma tutte le preoccupazioni del Vaticano.

Chi è vicino in questi giorni a Bergoglio parla, in realtà, di un Papa «molto preoccupato per come i pellegrini saranno accolti, su come saranno tutelati e con quali garanzie potranno recarsi a pregare sulla tomba di San Pietro ». Finora – filtra sempre dai Sacri Palazzi vaticani – tutto è stato previsto «sulla carta», ma di «concreto» non c’è nulla. E la prima grande «spina giubilare» che turba la Curia pontificia è proprio l’aspetto organizzativo- strutturale dei 4 percorsi giubilari già resi noti il 5 agosto scorso in un incontro in Campidoglio, presenti il sindaco Marino, l’assessore ai lavori pubblici Maurizio Pucci, la presidente del primo Municipio, Sabrina Alfonsi e, per parte vaticana, monsignor Liborio Andreatta, vice presidente dell’Opera romana pellegrinaggi, l’ente del Vicariato che sovrintende alla organizzazione dei pellegrini: i fedeli in marcia – stando alle previsioni – dovrebbero arrivare a Roma in oltre 35 milioni nel corso dei 12 mesi giubilari. Nel grande Giubileo del 2000 i furono circa 30 milioni. Ma – fanno notare in Vaticano – dopo ben tre anni di preparazione. Per il Giubileo della Misericordia indetto da papa Francesco la situazione è ben diversa. Bergoglio vuole un Anno Santo tutto spirituale, fatto di preghiere, me- ditazioni, opere di carità. Senza spese faraoniche. E i quattro percorsi individuati all’interno della città dovrebbero riportare i pellegrini all’antico spirito giubilare quando l’attraversamento della Porta Santa e la sosta sulla tomba di S.Pietro erano preceduti da cammini penitenziali lungo le strade di Roma tracciati in maniera da toccare le quattro grandi basiliche.

Gli itinerari predisposti dal Campidoglio sono quattro, e sono stati diffusi dall’Ufficio Stampa di Palazzo Senatorio già da qualche tempo: eccoli.

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La gestione dei percorsi sarà curata dai soggetti che vinceranno le gare bandite dal Campidoglio; sta di fatto che, notano dal Vaticano, per ora oltre a belle intenzioni scritte su carta c’è molto poco di concreto per assicurarsi che questi percorsi diventino un’esperienza di pellegrinaggio sentita e di valore per i partecipanti al Giubileo.

L’assessore Pucci assicurò che sarebbero stati allargati marciapiedi, realizzati attraversamenti pedonali, arredi urbani, segnaletica lungo i tratti giubilari, e persino percorsi e scivoli per disabili per eliminare il maggior numero di barriere architettoniche. «Belle intenzioni ma è tutto rimasto sulla carta », lamentano Oltretevere, dove a poco più di due mesi dal via del Giubileo le speranze di vedere una città pronta ad accogliere i milioni di pellegrini previsti sono quasi ridotte al lumicino. Il Papa vuole che i pellegrini siano messi in condizione di poter pregare lungo i tragitti, ma niente finora è stato fatto a tal proposito. Cosa è stato previsto – si chiedono in Vaticano – ad esempio per tutelare i pellegrini da venditori ambulanti e da un traffico sempre più caotico? E come saranno accolti? Dove saranno individuate le aree per i pullman in arrivo? Interrogativi rimasti finora senza risposta, lamentano in Curia, con l’aggravante che la Stazione Termini è nel caos più totale, la metro si blocca per cedimenti strutturali

Per non parlare del comportamento del Sindaco: dietro le frasi, durissime, di Papa Francesco sull’aereo che lo riportava a casa dagli Stati Uniti, il fastidio per una città male amministrata.

 «Roma oggi è una città allo sbando con un sindaco che nei momenti di maggiore crisi non trova di meglio da fare che – ammoniscono Oltretevere – trascorrere lunghe ferie negli Usa per ritornarvi dopo appena 2 settimane per tentare di farsi ricevere dal Papa al raduno delle famiglie cattoliche».