La bimba troppo anormale per un trapianto

18/01/2012 - Mia Rivera ha bisogno di un nuovo rene. I dottori le hanno detto no per il suo ritardo mentale Mia Rivera ha 3 anni ed ha bisogno del trapinto di un rene. I medici, però, le negano l’intervento perchè disabile. La

     
 

di

Mia Rivera ha bisogno di un nuovo rene. I dottori le hanno detto no per il suo ritardo mentale

Mia Rivera ha 3 anni ed ha bisogno del trapinto di un rene. I medici, però, le negano l’intervento perchè disabile. La bambina, infatti, è affetta dalla sindrome di Wolf-Hirschhorn, un disturbo genetico che colpisce una persona su 50mila e che provoca ritardi nello sviluppo mentale e fisico. Molti dei piccoli che nascono con questa sindrome non riescono a raggiungere i due anni di età.

IL RIFIUTO DEI MEDICI - La famiglia di Mia si è detta disposta a donare i propri organi pur di salvare la bambina. Ma quando la madre si è recata all’ospedale di Philadelphia la scorsa settimana per discutere del trapianto, i medici le hanno riferito di preferire non effettuare l’intervento. A raccontarlo è stata proprio la signora Chrissy Rivera, alla Abc News: “Mi è stato detto che non potevano perché ritardata mentalmente”, ha affermato la donna in tv. “Queste sono state le parole esatte, messe su carta”, ha precisato.

LA GIUSTIFICAZIONE - I medici avrebbero espresso le loro preoccupazioni per la capacità di Mia di assumere farmaci per tutto il resto della sua vita, specialmente quando la famiglia Uun giorno non sarà più in grado di badare a lei. “Questo è scandaloso. Tutti devono essere trattati allo stesso modo”, ha detto la signora Rivera. Mia, che ha due fratelli più grandi di lei, di 11 e 6 anni, non può camminare nè parlare. E per mangiare necessita di un tubo gastro intestinale. “Ma lei sorride e gioca, riconosce e ama i suoi fratelli. Loro amano giocare con lei”, ha detto la mamma. la signora Rivera non è intenzionata per nulla a retrocedere nella sua battaglia di denuncia. “Ogni madre vuole il meglio per suo figlio e farò di tutto per ottenerlo”, dice.

LA PETIZIONE - Da quanto emerge l’ospedale di Philadelphia, intanto, fa sapere di non selezionare affatto i candidati al trapianto in base alle capacità intellettuali, ma si rifiuta di commentare la vicenda di Mia. “Sentiamo e capiamo la frustrazione, ma non siamo in grando di commentare pubblicamente casi individuali”, dicono. La signora Rivera ha raccontato tutto l’accaduto in un post pubblicato sul suo blog. Non appena lo ha letto, Sunday Stilwell, una donna del Maryland, madre di due bambini autistici, ha lanciato una petizione su change.com. Sono più di 20mila le persone che sul web hanno chiesto all’ospedale di trapiantare alla bambina il rene di cui necessita per sopravvivere.

     
 

17 Commenti

  1. anna margherita cammarota scrive:

    vergogna vogliono forse fare la selezione della razza?????

    • Marco scrive:

      La “selezione della razza” come dici tu l’ha già fatta madre natura visto che una persona con questi disturbi fisici e mentali non potrà mai ripordursi e quindi tramandare il proprio patrimonio genetico.

      Magari cerchiamo di capire e imparare il significato di certi termini prima di usarli a sproposito!

  2. VALENTINA T scrive:

    Se una persona, anche con problemi fisici e mentali, puo’ comunque vivere una vita felice, perche’ negargliene la possibilita’.

    • Engine scrive:

      Perche’ gli organi da trapiantare non sono sufficienti a coprire tutte le richieste. Le richieste devono essere valutate caso per caso, tenendo conto di numerosi fattori. Quel rene dovrebbe essere trapiantato, in teoria, alla persona che ne trarra’ il maggior beneficio secondo determinati parametri.

  3. Ateo come te scrive:

    Marco a te manca la ragione sei un idiota

  4. Askthedust scrive:

    Conosco l’argomento trapianti per esserci passato personalmente. Purtroppo qui non si tratta di discriminazione, ma da scelte che i medici fanno a causa della cronica mancanza di organi da trapiantare. I donatori sono pochi e i medici effettuano il trapianto solo a quei soggetti che, statisticamente, potranno “godere” più a lungo del nuovo organo. Per lo stesso motivo non si effettuano trapianti su persone anziane, tossicodipendenti o affette da gravi patologie cardiache, tanto per fare qualche esempio. Se ho un solo rene, io medico preferisco trapiantarlo ad un bambino che ha statisticamente più possibilità di arrivare a 80 anni piuttosto che ad una bambina che potrebbe, per altre ragioni, morire dopo un solo anno, rischiando di “sprecare” il prezioso organo. Sono consapevole che è un discorso estremamente cinico, ma è esattamente così che funziona. Se ci fossero più organi a disposizione, senza dubbio la bambina verrebbe trapiantata. Sad but true.

  5. VALENTINA T scrive:

    Si, il ragionamento fila…pero’ mi dispiace le stesso.

  6. Tutta questa storia è veramente penosa.La selezione mi ricorda un po un certo Dottor Mengele…quello dei lager nazisti. Però se un medico proprio non riesce fare il trapianto forse sarebbe stato più umano di non dire che la causa era quel ritardo della bimba. Cosi ha fatto solo tanto male sia ai genitori come anche a tanta gente che non riesce a condividere un pensiero cosi.Anche a me non piace e non vorrei mai che esistessero delle decisioni di questo tipo.

    • Engine scrive:

      Sarebbe piu’ opportuno tacere quando non si conosce l’argomento. Come e’ gia’ stato detto nei commenti le richieste di trapianto superano di gran lunga la disponibilita’ di organi da trapiantare – non e’ una selezione di carattere ideologico, nessuno desidera negare la possibilita’ di sopravvivere. Gli organi disponibili vengono trapiantati in persone che, sul lungo termine, ne potranno trarre il maggior beneficio. Puoi non essere d’accordo, cio’ non cambia la realta’ dei fatti: non ci sono organi per tutti.
      Sul dire la verita’ come segno di scarsa umanita’, esiste un codice deontologico: un medico non puo’ deliberatamente mentire ad un paziente o al tutore del paziente. E’ una forma di rispetto, l’abbandono della figura paternalistica del medico e il pqassaggio ad una figura professionale che tratta alla pari le persone che gli sono affidate.

  7. maatilde scrive:

    Di sicuro spiace, ma se sono stati i medici a fare un ragionamento del genere io ci credo. Non che i medici siano in possesso della verità assoluta, ma prima di dire di no ad un trapianto ad una bambina con handicap ci avranno pensato due volte, si sono di sicuro immaginati i casini che sarebbero successi. Se hanno detto di no devono esserci dei motivi validi. E in più condivido pienamente il ragionamento di Askthedust, quello avrà sicuramente influito sulla decisione.

    • tristezza scrive:

      già, hanno detto no perché non è probabile che la bambina viva molto. E’ brutto, ma è così anche in Italia: il trapianto degli organi o la ricostruzione degli arti per traumi o cose del genere, nel sistema pubblico, vengono effettuate solo se il paziente ha determinate qualità (di solito dipende da età, peso, aspettativa di vita, eventuali malattie genetiche, …), perché le spese sono alte e gli organi pochi.
      Nel sistema privato naturalmente basta pagare..

  8. Ann scrive:

    Capisco che non vogliano darle un rene preso da un donatore estraneo (i donatori sono pochi, i malati tanti: purtroppo bisogna scegliere a chi dare gli organi e chi lasciare morire) ma non capisco perchè non possano darle il rene di uno dei genitori. E’ forse troppo piccola per ricevere un rene adulto?

    • gigi scrive:

      perché i dottori sono abbastanza avveduti e scaltri da evitare di andare a impantanarsi in un’operazione ad alto rischio che difficilmente porterà benefici ma più facilmente problemi e complicazioni, magari pubblicità negativa, senza nessun ritorno.
      inoltre essere genitore non garantisce necessariamente la compatibilità immunologica e istologica per la riuscita del trapianto.

      • Ann scrive:

        Hm, queste sono le tue supposizioni, a meno che tu non sia uno dei chirurghi in questione.
        io speravo in una risposta dell’ospedale diversa dal “è no perchè no”

        • gigi scrive:

          veramente hanno risposto “no, perché ha la malattia tal dei tali..”
          più chiaro di così.. magari in Italia avrebbero dato false speranze non avendo il coraggio di dire un no netto e non effettuando mai il trapianto.. ti sembra più umano così?

  9. paolina scrive:

    Né l’atteggiamento gretto e meschino dell’uomo medio verso l’handcap e la povertà, perché entrambi costituiscono uno scandalo, né l’eroismo. Donare organi dovrebbe essere vietato in via generale. I reni sono due, ma chi garantisce al donatore il perfetto funzionamento durante tutta la vita del solo rene rimasto? Trovo giusto e responsbile il comportamento dei medici che si sono rifiutati di fare il trapianto su una persona con brevi aspettative di vita. Io non accetteri mai un organo da un vivente. Quando la vita ci presenta il conto bisogna accettarlo e rassegnarsi a partire.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie