L’orecchio che ascolta i batteri

18/01/2012 - Si tratta di un piccolissimo dispositivo bche rileva i suoni fino a sei ordini di grandezza sotto la soglia dell’orecchio umano E’ stato realizzato il primo ‘nano-orecchio’ capace di ascoltare i suoni emessi da microrganismi, come virus e batteri. Si

     
 

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Si tratta di un piccolissimo dispositivo bche rileva i suoni fino a sei ordini di grandezza sotto la soglia dell’orecchio umano

E’ stato realizzato il primo ‘nano-orecchio’ capace di ascoltare i suoni emessi da microrganismi, come virus e batteri. Si tratta di un piccolissimo dispositivo basato su una nanoparticella d’oro intrappolata in un fascio laser che rileva i suoni fino a sei ordini di grandezza sotto la soglia dell’orecchio umano. Messo a punto dai fisici della Ludwig-Maximilians University di Monaco di Baviera e illustrato su Physical Review Letters, rappresenta il primo passo verso la microscopia ‘acustica’.

COME FUNZIONA - Il nano-orecchio e’ costituito da una minuscola particella d’oro grande 60 milionesimi di millimetro (nanometri) e intrappolata in un raggio laser che funziona come una specie di ‘pinzetta’ ottica. I ricercatori hanno posizionato questo dispositivo in un mezzo acquoso tra due sorgenti sonore: una piu’ potente, fatta da un ago di tungsteno incollato ad un altoparlante che vibra alla frequenza di 300 Hertz, e una piu’ debole, fatta da piu’ nanoparticelle d’oro periodicamente scaldate da un secondo raggio laser per creare onde sonore alla frequenza di 20 Hertz. Accendendo una delle due sorgenti, le vibrazioni prodotte fanno muovere la nanoparticella d’oro nella stessa direzione in cui si propagano le onde sonore.

MICROSCOPIA ACUSTICA - Misurando lo spostamento, quindi, e’ possibile risalire alla frequenza del suono. Secondo i test condotti dai fisici tedeschi, il nano-orecchio sarebbe in grado di percepire suoni su scala microscopica ben al di la’ delle capacita’ umane, arrivando fino a -60 Decibel, e potrebbe essere usato per ascoltare i suoni prodotti da virus e batteri o da piccolissimi oggetti artificiali che non possono essere osservati al microscopio perche’ assorbono o disperdono troppo la luce. Per uno degli autori della ricerca, Alexander Ohlinger, ‘potremmo essere in grado si sviluppare un nuovo tipo di microscopia acustica visto che e’ possibile posizionare sensori acustici cosi’ sensibili vicino ai campioni microscopici’. (ANSA).

     
 

1 Commento

  1. Wazzer 1255 scrive:

    Insomma…. un “batterista a orecchio”?

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