La Chernobyl su rotaie che fa paura alla Russia
17/01/2012 - Un enorme carico di scorie radioattive verso la Siberia Gli ecologisti russi lanciano l’allarme “Cernobyl su ruote”: l’ente per il nucleare civile Rosatom si appresta ad inviare un enorme carico di scorie radioattive dalla centrale Leningradskya, nei pressi di San
Un enorme carico di scorie radioattive verso la Siberia
Gli ecologisti russi lanciano l’allarme “Cernobyl su ruote”: l’ente per il nucleare civile Rosatom si appresta ad inviare un enorme carico di scorie radioattive dalla centrale Leningradskya, nei pressi di San Pietroburgo, alla regione di Krasnoyarsk, in Siberia.
IL COMBUSTIBILE – Un treno con 80 tonnellate di combustibile esausto del tipo usato nella centrale di Cernobyl sarebbe in partenza a giorni, secondo Vladimir Slyviak, co-presidente del gruppo ‘Ekozashita’ (Ecodifesa, ndr), che sta cercando di allertare la popolazione di Zheleznogorsk, destinazione finale delle scorie, e le città sul probabile itinerario del convoglio radioattivo. Il treno speciale, di cui non si conoscono orari di partenza né tracciato, sarà il primo di circa 300, secondo varie indiscrezioni. Secondo i piani governativi, entro il 2025 in Siberia saranno stoccate 22.000 tonnellate di carburante esausto: significa un cargo radioattivo ogni due mesi circa, calcolano gli ambientalisti russi, che hanno già battezzato la regione “La toilette atomica del Paese”.
CITTA’ RUSSE - “Questi trasferimenti rappresentano un pericolo per oltre 15 città russe, tra queste Mosca, San Pietroburgo, Penza, Samara, Kirov, Perm, Ekaterinburg, Tiumen, Omsk, Novosibirsk e altre”, spiega il sito Civitas.ru, che promuove il dibattito a livello di società civile. Le tappe della “Cernobyl su ruote” (l’espressione è stata coniata da Slyviak) vengo tenute segretissime, ma non è difficile immaginare che per tali carichi verranno usati i tratti di ferrovia tra questi centri, i più affidabili in termini di sicurezza. Per queste città il rischio è passeggero, ma sulla regione d di Krasnoyarsk pende una minaccia praticamente eterna, insistono gli ecologisti, cercando di svegliare l’opinione pubblica locale.
Zheleznogorsk d’altronde è abituata a convivere con il nucleare: in epoca sovietica era una delle città segrete, si chiamava Krasnoyarsk-26 e tutto girava attorno a tre reattori per la produzione di plutonio per le atomiche della superpotenza socialista. Krasnoyarsk-26 comparve per la prima volta sulle mappe nel 1992, quando Mosca riconobbe l’esistenza delle città segrete. Oggi si chiama Zheleznogorsk e a dicembre Rosatom ha annunciato di avervi completato la costruzione di un nuovo sito per lo stoccaggio a secco delle scorie, considerato più sicuro di quelli ‘ad umido’.
LO STOCCAGGIO – “Sarà possibile lo stoccaggio sicuro in siti di tipo permanente piuttosto che temporaneo, dove il carburante può essere tenuto senza limiti di tempo sino a quando sarà riciclato”, ha spiegato il portavoce dell’ente nucleare al Moscow Times. La Russia ricicla circa il 16 per cento del proprio carburante esausto e il trasferimento da un luogo all’altro è prassi. Tuttavia in genere quello prodotto dai reattori RBMK-1000 ( del tipo diventato tristemente famoso dopo lo scoppio della centrale di Cernobyl, ma ancora attivi in altri impianti in Russia) vengono ‘sepolti’ presso le stesse centrali atomiche. “Trasferire materiale nucleare è routine – commenta Vladimir Chuprov, capo di Greenpeace Russia – ma quest’anno stanno preparando 96 treni, cosa che va decisamente oltre la norma”.
LA MOBILITAZIONE – Il gruppo Greenworld di Pietroburgo annuncia azioni per mobilitare la popolazione. In altri Paesi, quando si è tentato di creare siti di stoccaggio, sono scattate proteste e dibattiti, e per questo in Germania Usa, Giappone e altrove ancora non sanno bene quale sarà il destino delle scorie delle centrali atomiche, sottolinea Slyviak. Che un’idea al riguardo, ce l’ha: “In prospettiva – dice – il sito di Kransnoyarsk può diventare la destinazione” delle scorie dei paesi occidentali.












