L’uomo che sta rivoluzionando il calcio mondiale

16/01/2012 - Pep Guardiola, profilo di un antidivo Mettiamo insieme questi ingredienti: prendiamo l’uomo più desiderato dalle donne spagnole, un giovane allenatore di successo, un appassionato di musica e poesia, un uomo modesto e moderato, un dandy sempre alla moda, un personaggio

     
 

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Pep Guardiola, profilo di un antidivo

Mettiamo insieme questi ingredienti: prendiamo l’uomo più desiderato dalle donne spagnole, un giovane allenatore di successo, un appassionato di musica e poesia, un uomo modesto e moderato, un dandy sempre alla moda, un personaggio dalla spiccata personalità catalana e infine l’allenatore dell’anno. Chi esce fuori? Josep -Pep- Guardiola, l’allenatore del Barcellona, re di quegli allenatori della nuova generazione tanto professionali quanto attenti all’immagine, come Villas Boas, Leonardo e Allegri. A parlarne, slate.fr.

GUARDIOLA? HA SEMPRE RAGIONE – Quando vinci 13 trofei in 3 anni, tra cui due Champions e tre campionati spagnoli, non ti si può dire nulla. Hai ragione a prescindere. Oltretutto se eri uno di quei riferimenti del Barcellona di Cruyff che negli anni ’90 incantava l’Europa, anche se perse 4-0 contro il Milan ad Atene in finale di Coppa Campioni. Quando nel 2008 Johan Laporta chiamò l’allora allenatore del Barcellona B a guidare la prima squadra, dopo la partenza di Frankie Rijkaard, nessuno avrebbe mai immaginato che questo giovane ma inesperto allenatore avrebbe potuto fare qualcosa alla guida di una corazzata del genere. Poi successe che nel primo anno di Barca sconfisse il Real Madrid 2-6 al Bernabeu e portò alla consacrazione Leo Messi.

UN MODELLO NUOVO – Guardiola non è però un vincente solo in campo. E’ un modello di efficacia, di realizzazione professionale, un uomo di tendenza nello stile e nei modi. Quella sua abitudine di firmare contratti anno per anno lo rende prezioso, al punto che Sandro Rosell, presidente del Barcellona, è arrivato a dire che la sua speranza per la stagione che verrà è che Pep resti ancora un altro anno con loro.

L’ANTITESI MOURINHO - Quel suo modo di fare così pulito, educato, modesto risulta a qualcuno parecchio irritante. Ma non è colpa sua. Abbiamo a che fare con un individuo che sa gestire col bilancino qualsiasi situazione. Sa dosare umiltà, diplomazia e rispetto. Questo suo modo di fare fa impazzire molti suoi avversari, e in special modo Jose Mourinho, che non può combattere con un uomo che rappresenta la fusione dello charme di Zidane, della moralità di Thuram e dell’eleganza nei modi e nel vestire di Leonardo.

GUARDIOLA? IL NUOVO SIGNORE DEL CALCIO – L’antitesi del cane rabbioso rappresentato da Mourinho, pronto ad attaccare tutti pur di isolare la squadra e lasciarla lavorare senza pressione. David Trueba l’ha definito “un dalai pret-a-poter, un saggio prudente”. Un programma satirico spagnolo lo rappresenta sempre con un libro in mano. Guardiola rappresenta l’antitesi di tutti quei personaggi che per diventare degli idoli hanno dovuto rendersi protagonisti anche fuori dal campo, come ad esempio Best o Maradona, al quale la Mano Negra dedicò una canzone perché rappresentava il genio e la sregolatezza del gioco del calcio.

TALENTO E UMANITA’ - Guardiola è invece un filosofo, come l’ha definito Ibrahimovic, colui che non tirerà mai un calcio in faccia a un tifoso come fece Cantona o che mimerà i gesti degli avversari all’arbitro come Van Gaal. Guardiola è tutto quello che non è mai stato il calcio, eppure rappresenta il mondo del pallone di oggi. Preparazione, educazione, concentrazione. E non è una novità. Anche in Italia lo conoscemmo così, quando arrivò a Brescia, a fine carriera. Nonostante il Rigamonti sia lontano chilometri dal Cam Nou, e non solo in senso geografico, lui quando può torna, stringe mani, saluta vecchi amici, offre caffè, sorride, perché lo stile, l’eleganza e lo charme possono portare anche più lontano di un gesto plateale. Le coppe poi si possono vincere o perdere, ma è necessario prima di tutto essere uomini, ed è la lezione che Guardiola sta regalando al calcio mondiale, soprattutto perché è un personaggio, senza esserlo.

     
 

3 Commenti

  1. Minofrio scrive:

    ce ne fossero come lui , un signore in campo come nella vita , e come disse Totò ”signori si nasce” e lui lo nacque ;)

  2. nicholas scrive:

    condivido il ritratto, i cafoni del calcio possono solo inchinarsi al suo cospetto.

  3. massimo scrive:

    la cosa piu’ bella che ha fatto Guardiola oltre ovviamente ai trofei vinti ,e’ aver fatto capire al mondo intero che mourigno e’ un allenatore sopravvalutato dalla stampa .Non lo so infatti se il Barcellona giocasse senza venire in pulman a Milano l’inter …..Maaa! e se moratti non avrebbe pieni poteri nella fgci lo scudetto …..Maaa! mourigno poi per la stampa e la televisione e’ una ricchezza per come fa il comico Guardiola e’un Allenatore

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