La tempesta perfetta dei risarcimenti di Costa Crociere

16/01/2012 - Giornalettismo a colloquio con Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: “Stimare un risarcimento? Impossibile” Stanno lentamente rientrando nelle loro abitazioni i tanti passeggeri della Costa Concordia, la nave naufragata al largo delle coste dell’Isola del Giglio, che sono stati soccorsi dalle forze

     
 

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Giornalettismo a colloquio con Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: “Stimare un risarcimento? Impossibile”

Stanno lentamente rientrando nelle loro abitazioni i tanti passeggeri della Costa Concordia, la nave naufragata al largo delle coste dell’Isola del Giglio, che sono stati soccorsi dalle forze di salvataggio. Tanta paura, molti danni e una vacanza rovinata: tutti elementi che saranno adeguatamente valutati dal punto di vista economico per costituire fonte di risarcimento danni. Che la Costa Crociere pagherà, è poco ma sicuro: dalla dinamica risulta evidente come il sinistro del Giglio non possa assolutamente essere ricompreso nel caso fortuito, praticamente unica scriminante che libera il fornitore del contratto di trasporto dagli obblighi di responsabilità civile: in effetti, dottrina e giurisprudenza con il tempo hanno disegnato l’obbligo del cosiddetto “vettore” come particolarmente gravoso a favore del trasportato. Così, a Genova, sede legale della Costa, i vertici della compagnia di navigazione stanno iniziando a farsi i primi conti in tasca, perché di sicuro il conto sarà particolarmente salato.

LE ASSICURAZIONI – La nave, come è evidente, è pesantemente assicurata da un panel di compagnie che accettano il rischio: le cosiddette assicurazioni multimarca, di cui, dalle notizie a disposizione, non è possibile conoscere la composizione (anche se voci beninformate parlano di un coinvolgimento non marginale del leone di Trieste, le Assicurazioni Generali). In queste ore le associazioni dei consumatori stanno scaldando i motori per aiutare i clienti della Costa ad esigere tutto il risarcimento che la legge gli consentirà di ottenere: si parla di cifre molto, molto alte. Oltre a non sapersi chi assicura per Carnival Cruise Lines, che possiede Costa SpA, la Concordia, nessuno ha potuto visionare il faldone della polizza che stabilisce cosa copra il premio pagato dall’armatore. “Analisti”, dice il blog Assicura, “parlano di copertura per danni danni materiali e diretti alla nave; ai macchinari; ai passeggeri morti; ai passeggeri infortunati; danni a terzi; inquinamento, ma non le perdite di reddito conseguenti al danno d’immagine, che resteranno invece a carico di Carnival. Possibilsti alcuni analisti invece rispetto alla perdita di profitto legata al “fallito viaggio”, perlomeno se la dirigenza si sarà dimostrata previdente non badando a spese”. Secondo la Reuters, la botta che si aspetta la Carnival per il naufragio è di quelle imponenti.

Carnival, il gruppo Usa con sede a Miami che possiede Costa Crociere, prevede un impatto di almeno 85-95 milioni di dollari (0,11-0,12 dollari per azione) sugli utili 2012 dal naufragio della nave Costa Concordia davanti all’isola del Giglio, che ha provocato la morte di almeno sei persone e il ferimento di altre 70. Lo dice Carnival in una nota, in cui anticipa che ci saranno altri costi per il business che non sono determinabili in questo momento, e che la nave sarà inutilizzabile per tutto il resto dell’anno se non oltre.

Sempre la Reuters ci fa sapere a quanto ammonta la copertura per la Costa Concordia.

La società dice di avere una copertura assicurativa per i danni alla nave con una cifra deducibile attorno ai 30 milioni di dollari. Il Sole 24 Ore ha scritto ieri che il valore della Costa Concordia è di circa 450 milioni di euro ed è coperto da una assicurazione con una copertura ulteriore per passeggeri ed equipaggio sino a circa 3 miliardi di dollari.

E secondo i dati finora a disposizione delle stampe, i danni complessivi sarebbero oltre un miliardo di euro. Insomma, una selva di cifre nella quale è oggettivamente difficile orientarsi. Quali sono i diritti dei passeggeri della Concordia? E dei familiari delle vittime? Cosa può opporre Costa ai questuanti?

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI – Come dicevamo sono i network dei consumatori ad aver diffuso le prime notizie, e stanno partendo le prime raccolte di firme per le incombenti class action. Internet, in queste ore, è affollatissima di stime, calcoli e determinazioni degli importi che dovrebbero essere liquidati ai passeggeri della Costa Concordia: danni minimi da risarcire, massimi stimabili, assicurazioni, cifre di ogni tipo. Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, da noi raggiunto al telefono, non rinuncia ad usare parole dure riguardo questi calcoli della primissima ora: “Allo stato della vicenda, iniziare a parlare di cifre è da imbecilli. Non è possibile dare una stima precisa degli importi che potranno essere liquidati ai passeggeri della Costa”. La verità è che la responsabilità civile, più di altri settori della giurisprudenza, è stato pesantemente disegnato dai giudici, e quindi essere sicuri di come andrà a finire è piuttosto avventuristico: “Non c’è una norma chiara”, dice Trefiletti. Quel che Federconsumatori sa dei risarcimenti viene spiegato nel comunicato diffuso dall’associazione.

In relazione al disastroso naufragio della Costa Crociere possiamo osservare quanto segue: Per coloro che sono rimasti coinvolti direttamente, essi hanno diritto certamente, oltre il rimborso di quanto pagato, al risarcimento del danno patrimoniale per le cose personali andate distrutte, oltre alle spese sostenute per rientro, assistenza, ecc. Inoltre, essi hanno diritto al risarcimento del danno alla persona, se feriti e in proporzione alla prognosi ricevuta, e, in oggi caso, anche in assenza di danno fisico, al danno da vacanza rovinata come danno esistenziale (ex danno morale). Quanto alla forma per richiedere il risarcimento, la legge prevederebbe il termine di 10 giorni e l’uso della raccomandata (o mezzo equivalente a dare certezza): se si rispettano questi termini e forme si è al sicuro da ogni contestazione. Ad ogni modo, la notorietà del fatto è tale che riteniamo che, ove si fosse nell’impossibilità di rispettare il termine, comunque non si produrrebbe decadenza, anche ammesso e non concesso che il termine abbia effettivamente questa natura (cosa discutibile e non certa in dottrina e giurisprudenza). Per coloro che sarebbero dovuti partire con la Costa Concordia più avanti, è evidente la sopravvenuta impossibilità del TO di fornire il servizio. Essi hanno diritto ad un viaggio alternativo di valore superiore (senza supplemento) o uguale od ancora di valore inferiore previo rimborso della differenza; in alternativa, se non accettano le soluzioni proposte, essi hanno diritto al rimborso del viaggio senza penali.

Con Trefiletti commentiamo proprio a partire da questo comunicato. “Partiamo dall’inizio: la questione è talmente delicata che il primo consiglio è quello di affidarsi ad una associazione dei consumatori, perché noi, su materie del genere, abbiamo una praticaccia da mettere a disposizione”; secondo passo, da norma, è quello di denunciare entro 10 giorni dal sinistro, di essere fra le vittime della tragedia – mediante raccomandata, come abbiamo letto nel comunicato. Sono tre le direttrici sulle quali si muove l’importo che il cittadino potrà ottnere: primo, “e sicuro, oltre ogni dubbio”, il rimborso del biglietto; secondo, il risarcimento del danno “patrimoniale”, ad esempio dei beni andati persi nel sinistro; terzo, “e di più recente invenzione, accolto anche da una recente normativa europea”, il danno esistenziale, già danno morale, ovvero tutto il danno non economicamente quantificabile e non legato strettamente al patrimonio andato distrutto nel sinistro: “Ma qui, non è che c’è una normativa di riferimento”, precisa Trefiletti, “bisognerà vedere come andrà. Ci confronteremo in maniera molto netta con la Costa e otterremo per i cittadini tutto quello che la Costa gli deve”, ci spiega il presidente della Federconsumatori.

QUALI DIRITTI? – Così, secondo chi si occupa di risarcimenti per professione, le varie stime dei danni che girano in questi minuti sulla rete sarebbero destituite di ogni fondamento: “Secondo un primo calcolo la Costa Crociere, oltre al valore dell’imbarcazione (circa 500 milioni di euro), si prepara a mettere in conto circa 60 milioni di euro di mancati incassi, anche se una valutazione più precisa arriverà dai test finanziari di questi giorni in cui si valuterà il danno di immagine e il calo delle prenotazioni. Altro capitolo riguarda i rimborsi per i passeggeri, coperto da una decina di compagnie assicurative: il costo complessivo si aggirerebbe intorno al miliardo di euro. Ai 4.234 turisti a bordo andranno infatti fra i 10 e i 20mila euro fra rimborso del biglietto e danno da shock da vacanza rovinata. Per le vittime invece l’armatore ha una responsabilità oggettiva per tutti i danni fino a 430mila euro”, scriveva il TgCom (ci sono molti siti di consulenza legale che ipotizzano massimali di risarcimento a norma delle varie convenzioni internazionali), e riguardo al risarcimento dovuto alle famiglie dei deceduti Trefiletti ci spiega che si tratta di questioni “molto delicate” che di solito si risolvono con un coinvolgimento assolutamente individuale “fra le famiglie e l’azienda”, e per le quali viene in particolare in rilievo il profilo del “danno esistenziale”; sicura anche la possibilità di usufruire di un nuovo viaggio con Costa Crociere per chi aveva comprato un biglietto Concordia: “Ti devono dare il viaggio anche se costa di più, e se costa di meno ti devono dare la differenza”, ci spiega Trefiletti.

“L’AZIENDA E’ PARTE LESA” – Per quanto riguarda il danno alle cose, il danno patrimoniale appunto, vi sono vari siti che parlano di massimali di risarcimento, e anche qui “ci sarà da discutere”, dice Trefiletti. Particolarmente delicata è allo stesso modo la questione dei passeggeri non italiani: perché, ovviamente, essendo la nave, l’armatore e le acque della tragedia interamente di diritto nazionale, il risarcimento dovrà essere chiesto a norma delle nostre leggi. “Sul punto, la normativa è carente, perché voglio proprio vedere come farà la coppia di giapponesi o coreani a rispettare il limite dei 10 giorni”, spiega Trefiletti. Insomma, la questione del risarcimento danni ai passeggeri della Costa Concordia è tutt’altro che chiusa: anzi, “deve ancora essere aperta” e proprio domani le associazioni dei consumatori si incontreranno con la Astoi, la federazione di confindustria che organizza i tour operator – il sito della quale, aggiornato oggi, non riporta una parola sul naufragio della Concordia. “L’azienda è parte lesa”, dice l’amministratore delegato della Costa Crociere in conferenza stampa: “Il capitano ha effettuato una manovra non autorizzata”, precisa Pier Luigi Foschi, tentando di riversare la responsabilità sul comandante Francesco Schettino: omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave sono le accuse a suo carico. Il profilo penale del primo ufficiale della nave è ancora tutto da chiarire: c’è anche chi sostiene che bisognerà valutare molto attentamente le notizie che parlano di una nave in mare con macchinari difettosi. Se così fosse, infatti, tutte le imputazioni colpose diventerebbero immediatamente dolose, come effetto del cosiddetto “dolo eventuale”: viaggiare con strumentazione danneggiata significa implicitamente addossarsi il rischio di un disastro.

     
 

8 Commenti

  1. alb124 scrive:

    che finezza chiedere risarcimenti con 16 persone ancora disperse, mentre i sub stanno facendo i salti mortali -nel vero senso della parola- per cercare qualche superstite. Bravi, complimenti davvero per l’efficienza.

    • gigi scrive:

      perché, TU non l’avresti chiesto se fossi stato un passeggero?
      ipocrita..
      per le azioni legali non è mai troppo presto, considerando i tempi biblici della giustizia

      • alb124 scrive:

        magari avrei aspettato un paio di settimane, soprattutto se fossi il presidente della più importante associazione di consumatori italiana.

        • Aldo scrive:

          E’ triste dirlo, ma visti i tempi tecnici ristrettissimi disponibili per poter far valere i diritti dei danneggiati, per evitare il rischio che ottenere i risarcimenti diventi sempre più complesso, è bene che le varie associazioni di consumatori si muovano quanto più rapidamente possibile, e questo resta vero anche se vi sono stati dei morti e vi sono ancora così tanti dispersi.

          • angela maria scrive:

            E’meglio che ognuno si faccia seguire dal suo avvocato di fiducia. Una volta che sarà aperto un procedimento civile o penale si potranno costituire: nel primo caso aderendo in sede penale costituendosi parte civile. Quando Qualcuno si muove per chiedere i risarcimenti di danni commessi ai danni di gruppi omogenei, come nel caso dei turisti imbarcati e rimasti indenni, con lo scopo di chiudere la questione senza andare in causa, si finisce sempre di non saper bene quanto ammonta l’indennizzo totale e come è stato ripartito. Gli avvocati sanno cosa è la class action e sanno che oggi non è più prerogativa delle associazioni dei consumatori ma anche dei comitati e dei singoli danneggiati basta che decidano di aderire facendosi rappresentare dal loro avvocato di fiducia. Inoltre è lo stesso magistrato che stabilisce, caso per caso, l’ammontare del risarcimento e la sua sentenza cumulativa è immediatamente escutiva. E’ meglio evitare di delegare qualcuno a transare con la controparte… queste cose Trafiletti perché non le dice? come ha detto, che chiedere i danni collettivi è il suo mestiere? questa è una tragedia che richiederà del tempo per essere metabolizzata anche perché non si è ancora conclusa ed è meglio che tutti i passeggeri sopravissuti affidino le loro questioni legali a una persona di fiducia che li tenga lontani da invii di documenti, firme e deleghe a persone che non si conoscono anche perché non saranno i soldi del risarcimento a farli riprendere serenamente dal trauma e ai famigliari delle vittime dal dolore per la morte dei loro congiunti.

        • Sandro F. scrive:

          @ alb124: te non avresti aspettato un bel nulla, nel caso avevi un tuo caro su quella nave… e magari, se avevi la possibilità di avere davanti a te il comandante, lo avresti linciato per la cazzata che ha fatto.

  2. Malandrino Mandrino Giudecca scrive:

    Come tanti avvoltoi morti de fame e senza manco un vero senso de pietà per chi gh’a perso qualcun in questa sciagura, la lobby delle associazioni di consumatori s’è subito buttà a capofito in questo affar milionario dove ghe s’è certamente la possibilità de spillar un bel po’ di sghei a chi si metterà nelle loro mani per intraprendere gli iter per le richieste di risarcimenti. Savemo invece che chi vorrà aver un risarcimento dovrà affrontar qualche ano de processi e dovraria pagarse dei soi avvocati, per non rischiar de vanificar ogni speranza de aver qualcosa. “Vergonia”, “vergonia”.

  3. emilia scrive:

    una famiglia chiamata Costa, quasi un secolo or fa, acquista delle navi…Fa un sogno…quello di trasformare i sogni della gente in realtà …Vivere giorni d’incanto, sentirsi principi e regine di una favola, visitare posti meravigliosi…evadere per qualche giorno dalla realtà…Quella famiglia rende giorno per giorno più reale quel sogno e nel farlo si ingrandisce ed ingrandisce ed ingrandisce….diventa compagnia…Una compagnia che fa di sicurezza, affidabilità, immagine, efficienza i suoi punti di forza. Poi un giorno a causa di un singolo tutto crolla…Crolla il sogno dei passeggeri…Crolla il sogno della famiglia…il sogno diventa incubo…I sentimenti di gioia, felicità, leggerezza, spensieratezza propri delle vacanze lasciano il posto al dolore, all’amarezza, alla riflessione, al vuoto…..Vuoto nei cuori dei sopravvissuti che per sempre saranno segnati da questa esperienza…Vuoto nei cuori dei salvati che per sempre non potranno non ricordare di essere rinati proprio quel 13 gennaio mentre altri rimanevano sommersi…vuoto nei cuori di quelle persone come giampietroni che anche se si sono donati senza se e senza ma, si troveranno sempre a fare i conti con il tormento dei sommersi…. Morire a 150 metri dalla costa…morire per un inchino….morire senza un perchè…morire avendo la sola colpa di aver realizzato uno dei propri sogni della vita…Una vita che in un lampo è scivolata di mano e tutto è finito….Per i risarcimenti, i giudizi e quant’altro ci sarà tempo…ora non si deve che tacere….Tacere per rispetto dei sommersi…Tacere per rispetto dei salvati…Chi si è “salvato” avrà tutto il tempo per pensare alle azioni legali, ora lasciamoli in pace! Quanto alla Costa è giusto che paghi ed è certo che pagherà però smettiamola di credere che sciagure come queste debbano subito e solo essere guardate da tutti dal punto di vista “quantitativo” e lo è stato di esempio proprio il Presidente Costa che provato e toccato dalla tragedia, non negando assolutamente la responsabilità civile della Compagnia ha preferito puntare in questo momento tutta l’attenzione sul dramma umano!

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