Dal Titanic alla Concordia, un secolo di disastri
16/01/2012 - Cento anni di naufragi nella timeline del Guardian Il primo è lui, il Titanic, il transatlantico “inaffondabile” della linea passeggeri White Star: affonda nel 1912 al largo delle coste della Terranova con oltre 2mila passeggeri, colpito dal proverbiale iceberg. E’
Cento anni di naufragi nella timeline del Guardian
Il primo è lui, il Titanic, il transatlantico “inaffondabile” della linea passeggeri White Star: affonda nel 1912 al largo delle coste della Terranova con oltre 2mila passeggeri, colpito dal proverbiale iceberg. E’ solo il primo di un secolo di disastri che il Guardian riassume, all’indomani del naufragio della Costa Concordia, il gigante della marina italiana andato giù a poche miglia dall’Isola del Giglio: 1500 morti, per il Titanic. Come abbiamo detto, il primo di tanti.
IN PRINCIPIO FU IL TITANIC – Due anni dopo va giù The Empress of Ireland, partita da Quebec City verso Liverpool: non ha fatto in tempo nemmeno ad entrare in mare, perché ha colpito una nave norvegese nel fiume Saint Lawrence, il corso d’acqua che dai grandi laghi irochesi passa per Montreal sfocia nell’Oceano, segnando il confine fra Canada e America. Muoiono 1000 passeggeri dei 1500 portati, fra ospiti ed equipaggio. Nel 1927 affonda il piroscafo italiano Mafalda di Savoia, diretto a gran velocità verso Rio de Janeiro: a poche miglia dalla costa brasiliana si sfila l’asse dell’elica sinistra e l’acqua inizia ad entrare. L’SOS viene regolarmente lanciato, ma le navi accorse non si avvicinano per aiutare per l’imponente colonna di fumo che si innalzava dalla nave: in realtà non c’era alcun pericolo perché la nave era in sicurezza, tuttavia essendo stata bagnata la dinamo, ogni comunicazione era disattiva. Muoiono tra le 300 e le 900 persone, un numero mai chiarito. Il Princess Victoria, della British Railways, affonda nel Canale del Nord per una fortissima tempesta nel 1953, ricorda il Guardian, e muoiono 133 persone; a seguire, il disastro dell’Andrea Doria al largo delle coste di Nantucket, Stati Uniti. In un corridoio navale molto trafficato la nave collide con il transatlantico svedese Stockholm: “Entrambe le navi furono pesantemente danneggiate, ma il conto delle morti fu piuttosto basso fortunatamente”, sintetizza il Guardian, con l’Andrea che perde 45 passeggeri degli oltre 1000 a bordo mentre lo Stoccolma appena 5: il tutto grazie al pronto intervento di una nave francese a salvataggio.

L'Andrea Doria
LE ABITANTI DELLE PROFONDITA’ – Nel 1986 va giù l’Admiral Nakhimov, nave passeggeri russa che si scontra con il Pyotr Vasev, nave mercantile, nella baia di Tsemes, presso Novorossiysk: muoiono 423 “fra passeggeri ed equipaggio”. Un anno dopo, è la volta della “più grande tragedia marina in tempi di pace”, scrive il Guardian, ovvero il naufragio, nelle Filippine, del Dona Paz. Il Dona era diretto a Manila e affondò dopo lo scontro con il Vector, una nave cargo petrolifera, nello mare di Sibuyan, uno degli specchi d’acqua nell’arcipelago filippino. Parliamo di una tragedia da oltre 4000 vittime, visto che la nave prese fuoco per colpa del combustibile sulla nave cargo. Torniamo in Italia per il disastro del Moby Prince, nel 1991, con “un solo sopravvissuto”: il traghetto Moby entrò in collisione con la Agip Abruzzo: 140 morti per una delle più grandi tragedie marine ed ambientali di sempre, in Italia.

Il disastro del Moby Prince
Pochi anni dopo, sempre battente bandiera italiana, nel 1994 va giù l’Achille Lauro, già “orgoglio della nostra marina”, al largo delle coste somale. Una nave che aveva passato varie vicissitudini, fra cui il noto sequestro da parte dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina di Yassir Arafat, prima di essere ceduta dall’armatore originario alla Mediterranean Company. Dopo un incendio lungo tre giorni la nave affondò: due le vittime.

Achille Lauro
E, infine, il disastro al largo del Giglio.













Mi risulta un altro naufragio. Nel 1969 un’altra nave da crociera della compagnia Costa affondò al largo delle isole Canarie per un incendio a bordo.
Passeggeri ed equipaggio furono tutti (credo) salvati da altre navi, ma la nave andò a fondo. Non ricordo il nome.
22 ottobre 61 la bianca c., non ci furono morti ,l’ultimo a scendere fu il capitano. la nave affondo dopo tre giorni
A proposito di ‘naufragi storici’, è uscito da poco un interessante libricino: si tratta di una ristampa anastatica del drammatico e avvincente racconto (tratto dal diario di bordo) del naufragio del barco italiano “Il Glorioso”, costruito alla Marina di Alimuri di Meta di Sorrento, avvenuto nel 1873 in Oceano Atlantico, a 500 miglia dalla costa del Brasile.
Il libro, curato da Mario Russo e Andrea Fienga, è una rarità rinvenuta nella Biblioteca del Museo Correale di Sorrento e ristampata da con-fine edizioni. Il titolo è “Il Naufragio del Glorioso”.