Costa Crociere: un business in acque pericolose?

15/01/2012 - I proprietari del “Titanic” italiano trasportano tre milioni di passeggeri l’anno. Ma… Un impatto di 2,2 miliardi di euro sul sistema economico italiano, con un gettito fiscale generato pari al 4,4% della finanziaria 2011: era la stima del Mip, la

     
 

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I proprietari del “Titanic” italiano trasportano tre milioni di passeggeri l’anno. Ma…

Un impatto di 2,2 miliardi di euro sul sistema economico italiano, con un gettito fiscale generato pari al 4,4% della finanziaria 2011: era la stima del Mip, la business school del Politecnico di Milano, sull’incidenza di Costa Crociere sulla ricchezza italiana, pubblicata nel giugno scorso sul Sole 24 Ore. La compagnia opera da oltre 60 anni nel campo del trasporto passeggeri. È stata fondata dalla famiglia di armatori genovesi Costa, che l’ha ceduta nel 1997 a Carnival. La società, però, è rimasta italiana. Oltre al brand Costa, i marchi controllati dal gruppo italiano (che fa parte di Carnival Corporation) sono due: Aida e Iberocruceros.

LA SCHEDA – Sul giornale di Confindustria si raccontava all’epoca:

Intorno al sistema-Costa Crociere gravitano spese dirette del gruppo (nei confronti di fornitori e distributori – agenzie di viaggi – italiani, che nel 2010 sono state pari a oltre 880 milioni di euro); spese per le retribuzioni del personale e spese indirette, ovvero le spese sostenute direttamente dai croceristi in vacanza sulle navi della flotta Costa sul territorio italiano (circa 70 milioni di euro). L’impatto economico del gruppo determina un impatto occupazionale di grande importanza, stimato dallo studio Mip in 12.300 unità, di cui 3.600 impiegate direttamente dal gruppo e 8.700 generate lungo le catene di fornitura e per gli operatori di servizi turistici (calcolate in base alle unità di lavoro Fte – full time equivalent), per un totale retributivo superiore ai 373 milioni di euro lordi. Si può quindi affermare che ogni 1.235 euro di retribuzioni lorde generate dall’economia nazionale, un euro è attribuibile all’attività di Costa Crociere. E, nonostante la crisi economica, i disordini geo-politici internazionali e le catastrofi naturali che stanno mettendo in difficoltà il settore del turismo il gruppo – che ha chiuso il 2010 con 2,9 miliardi di euro di fatturato (+12,1%) e 2,15 milioni di ospiti totali a bordo delle sue navi (+18%) – continua a crescere e a investire, come spiega il suo presidente e amministratore delegato Pier Luigi Foschi.

Il quale raccontava gli investimenti del gruppo:

«Il 2 luglio a Trieste – spiega Foschi – con una festa che celebrerà la bellezza italiana e l’Unità del nostro Paese, ci sarà il battesimo di Costa Favolosa, la 15esima della flotta Costa e la 27esima del gruppo, nella quale abbiamo investito circa 510 milioni di euro. E la prossima primavera sarà pronta la sua gemella, la Costa Fascinosa. Continueremo a investire per dare valore all’azienda e così supereremo la crisi e i problemi internazionali. Il 2011 è un anno di transizione, ma mi aspetto una crescita nonostante tutto perché riusciamo a compensare i cali registrati su alcuni mercati con gli incrementi di altri, come per esempio la Germania dove le prenotazioni continuano a salire».

SUL PIU’ BELLO – La tragedia al largo dell’Isola del Giglio, accaduta proprio all’inizio della stagione delle prenotazioni delle crociere, rischia di tradursi in serie perdite per Carnival, proprietaria della Costa Concordia, ricorda l’Ansa. Domani è atteso il primo test finanziario con la risposta dei mercati. Circa un terzo di tutti i viaggi di lusso in mare – fanno notare esperti del settore – e’ organizzato proprio ora, nel periodo gennaio-marzo. E’ in questi mesi che normalmente si prenotano le crociere che poi si faranno nel corso dell’estate. Tenendo conto che nell’anno fiscale 2010, l’ultimo di cui si hanno tutti i dati a disposizione, l’Europa rappresentava il 38% dei redditi di Carnival, e che nel vecchio continente Costa Crociere e’ l’unita’ piu’ importante, il danno e’ abbastanza facile da immaginare. Innanzitutto verranno persi tutti quei viaggi che erano gia’ stati prenotati proprio sulla Costa Concordia e, secondo gli analisti, le assicurazioni non coprono la perdita di reddito, come in questo caso.

IL CONTO DEI DANNI – Costa ha quindici navi; nel 2007 e’ stato deciso l’acquisto di due navi della stessa classe della Concordia, pagate circa 510 milioni di euro ciascuna, Costa Favulosa, che si e’ aggiunta lo scorso anno alla flotta, e Costa Fascinosa, che dovrebbe entrare in servizio a maggio, aumentando cosi’ la capacita’ di Costa di oltre il 20%. L’assicurazione che copre Carnival dovrebbe prevedere un certo numero di rischi: danni alla macchina e allo scafo, come anche lesioni ai passeggeri e al personale di bordo, naufragi, danneggiamento a terzi e inquinamento. Gli effetti finanziari, comunque, rispetto a quanto accaduto nell’incidente in Italia, si vedranno domani quando riapriranno i mercati; e’ da segnalare che le azioni di Carnival – secondo i calcoli dell’agenzia Bloomberg – lo scorso anno avevano gia’ subito una flessione del 29%.

IL MERCATO ITALIANO – La Costa Crociere portava quasi tre milioni di passeggeri l’anno in giro per il mondo. Il Costa Concordia rimasto distrutto venerdì notte era il fiore all’occhiello della flotta: quattro piscine, quasi quattromila passeggeri e più di un migliaio di membri di equipaggio. Economie di scala e prezzi contenuti ne fanno il leader europeo del settore, con una crescita di dieci volte in un decennio: più di trecentomila i trasportati nel 2000, due milioni e novecento nel 2010, e un fatturato quintuplicato. Per attirare un pubblico più ampio, l’offerta a bordo è stata modernizzata: compaiono minipalestre, centri termali, e persino casinò. I percorsi sono stati diversificati: oltre al Mediterraneo, Caraibi, Nord Europa, e recentemente Medio Oriente e Asia. A partire dalla fine del 2012 la Costa aveva in programma di lanciare 11 nuove navi, investendo quasi dieci miliardi di euro in tredici anni. Alla Fincantieri di Marghera lavorano a navi che costano più di mezzo miliardo di euro, ma che riescono ad ospitare quasi cinquemila turisti e un migliaio di membri dell’equipaggio, con data di consegna 2014. Sarà la più grande nave da crociera battente bandiera italiana e la decima ordinata da Costa Crociere a Fincantieri, negli ultimi 10 anni. L’unità sarà costruita nello stabilimento di Fincantieri a Marghera. La consegna avverrà nell’ottobre 2014 e rappresenterà un’evoluzione del progetto della “classe Concordia”.

UN AFFARE DI STATO – Scrive il Sole 24 Ore che l’ordine è conseguente anche all’accordo tra Cassa depositi e prestiti, che ha varato un finanziamento da 830 milioni per la Carnival, indirizzato all’acquisto di due navi da crociera presso Fincantieri, e Sace, deputata ad assicurare il credito all’export. Ed ecco che l’affare diventa davvero grosso, troppo grosso. Specialmente nel momento in cui nel segmento cruise i giapponesi ritornano con grande aggressività sul mercato, dove si aspetta anche l’arrivo dei coreani. Fincantieri in allarme, Costa Crociere in allarme, gruppo Carnival in allarme. Da naufragio a tempesta economica: il passo non è poi così lungo.

     
 

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