Il disastro della libertà economica in Italia

15/01/2012 - La Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom. Il nostro Paese è al 92esimo posto Come da 18 anni a questa parte, la Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom, un rapporto che misura,

     
 

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La Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom. Il nostro Paese è al 92esimo posto

Come da 18 anni a questa parte, la Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom, un rapporto che misura, per l’appunto, le libertà economiche e di intrapresa in 184 paesi analizzando alcuni parametri che sono:

  • La tutela dei diritti di proprietà,
  • La libertà dalla corruzione,
  • La spesa pubblica,
  • Il regime fiscale,
  • La libertà el business,
  • Il mercato del lavoro
  • La libertà monetaria,
  • Libertà del commercio,
  • Libertà degli investimenti,
  • Libertà finanziaria.

LA CLASSIFICA – La combinazione pesata dei punteggi attrbuiti genera un indice complessivo che consente di stilare una classifica globale che, per il 2012 vede l’Italia al 92° che deriva dall’analisi dei parametri appena citati che vengono dettagliati analiticamente qui . Oltre ai valori assoluti, può essere utile verificare la tendenza dell’indice di libertà economica nel tempo che, nel caso italiano è leggibile nel grafico che segue:

Se per correttezza va sottolineato che l’evoluzione dell’indice per gli altri paesi come per l’Italia è stata influenzata dalla crisi, va sottolineato che l’andamento discendente che si osserva dal 2010 in poi è anche frutto di scelte nazionali caratterizzate da una pressione fiscale crescente, dalla corruzione montante, dal decadere della tutela dei diritti di proprietà e della certezza del diritto e da una serie di scelte che hanno sensibilmente ampliato il ruolo ed il peso dello Stato nell’economia con ciò stesso comprimendo la libertà economica nel suo complesso. Senza incidere sugli squilibri sociali e/o la povertà che, al contrario, sono peggiorati come dimostrano gli studi dell’ISTAT.

VALIDA O NO? – Dell’Heritage Index si potrebbe dire che è ideologico in quanto prodotto da una fondazione che è rappresentativa del demonizzato pensiero liberista-capitalista. L’obiezione sarebbe piuttosto inconsistente: se il metro di valutazione è il medesimo nel tempo e la metodologia utilizzata per le ‘misurazioni’ è la stessa per ogni paese, comunque sia la classifica stilata rimane tale. Ma vale sempre il principio che anche questi dati possono essere contestati a condizione che si dimostri che sono errati e/o infondti e si propongano valutazioni diverse spiegando le ragioni di una diversa metodologia e di diverse conclusioni. La precisazione non vuole ‘mettere le mani avanti’ volendo solo essere un invito a non contestare con chiacchiere da bar o ideologismo. Oltretutto la necessità della precisazione nasce dal fatto che in questi giorni, le liberalizzazioni sono all’ordine del giorno nella politica e nella società italiana e generano, ahinoi, non un serio dibattito ma inconsistente chiacchiericcio ignorante e straccione afflitto dalla miopia e dal virus endemico dell’analfabetismo economico. Di rilievo per gli scettici è osservare le posizioni di Danimarca, Svezia e Finlandia, paesi caratterizzati sì da na tassazione elevata ma con un livello ed una qualità del welfare assolutamente imparagonabili con l’ipocrita e truffaldino welfare italiota. Tra parentesi essendo paesi seri, nel loro ordinamento non contemplano neppure per caso alcun articolo 18.

SAMOA & FRIENDS - Cercando di essere sereni, non enfatizziamo la disastrosa posizione complessiva del paese al n. 92 della classifica né che siamo preceduti dalla Turchia, dall’Arabia Saudita, dal Kirghisistan, dall’Azerbaijan o da Samoa. Si potrà sempre usare il superficiale argomento del sole, del mare, del buon cibo o delle bellezze ambientli, paesaggistiche o storiche o parlare della qualità della vita, ma di fatto l’Italia ed i paesi citasi, a lungo termine sono convergenti: noi a declinare e quelli a crescere. Alla faccia dei mandolini e della pizza. Quel che davvero conta ancor più dell’umiliante posizione, è la relazione tra la libertà economica crescita e benessere, la relazione inversa tra la libertà economica e povertà che sono chiaramente comprensibili e leggibili utilizzando i grafici che seguono

LA LIBERTA’ ECONOMICA - I grafici sono contenuti in uno stralcio del rapporto che contiene gli highlights, i punti salienti. Ma non basta. Nell’executive highlights si mostra e si dimostra la relazione tra libertà economica e leve di sviluppo quali il dinamismo imprenditoriale o l’innovazione

LIBERALIZZARE - Riteniamo sia sufficiente aver proposto uno sguardo a questo studio sintetizzandolo attraverso i grafici e rinviando chi volesse approfondire alla pagina di Heritage Foundation dalla quale è possibile scaricare i documenti e studiarli. Vorremmo però proporre come esempio di positiva evoluzione delle liberalizzazioni il trasporto aereo. Senza aver sminuito alcuno standard di sicurezza, sono nate le compagnie low-cost che hanno determinato prezzi dei voli decrescenti nel tempo, ampliando a dismisura il mercato rendendo accessibili viaggi accessibili a moti strati della popolazione; ha generato una accentuazione della concorrenza mettendo pressione alle compagnie tradizionali che si riverbera sui rezzi e, molto, sui servizi offerti costituendo uu sistema globale competitivo e ricchissimo di offerte tra i quali ognuno può trovare il prodotto-servizio più adatto al miglior costo. E accaduto nell’informatica, nei device digitali, nei telefonini e nelle tariffe relative; negli smartphone ed in tanti altri settori.

IL DISCRIMINE – E sono tutti esempi d mercati di prodotti-servizi che hanno generato ricchezza, lavoro buono, ricerca ed innovazione innescando processi di innovazione che non hanno precedenti nella storia dell’umanità. E’ questo che serve all’Italia ed è questo che pur essendo evidente, fin quasi banale, non si riesce a capire o meglio ritenendo conveniente un sistema chiuso ed iper-regolamentato dietro al quale costruire immutabili rendite a spese di tutti i consumatori. La libertà economica, le liberalizzazioni, la competizione e la concorrenza saranno il discrimine tra un futuro di sviluppo possibile o la perpetuazione del declino. Dipende da ciascuno di noi. A conclusione, alcune mappe che consentono una comparazione immediata tra il grado di libertà economica dell’Italia in raffronto all’Europa e nel contesto globale:

     
 

14 Commenti

  1. Paolo Lincetto scrive:

    Per non perdere le nostre speranze leggete, scaricate e diffondete la storia dell’Islanda. E stata detta “RIVOLUZIONE SILENZIOSA” quella che ha portato l’Islanda a riprendersi i propri diritti e a sconfiggere gli interessi economici. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le Banche di tutto il Mondo che porta con se messaggi Rivoluzionari di democrazia diretta autodeterminazione finanziaria e annullamento del debito.

    http://ilmartello.net/2012/01/14/la-notizia-del-secolo/

    E’ importante sapere quello che i Media nascondono perchè più grande di loro.

    • luigi zoppoli scrive:

      La storia dell’Islanda è del tutto diversa da come la si racconta. E’ assistita dal FMI. Il debito islandese NON nasce dallo stato ma dalla follia delle banche isladesi. Approfondire non sarebbe male.

      • Paolo Lincetto scrive:

        Vale lo stesso per l’Italia le Banche italiane prendono i soldi dal fondo monetario con un interesse dell’ 1% e invece di prestare i soldi alle piccole e medie imprese in crisi li usano per comprare BOT e CCT guadagnando il 4 %. Cosa cambia dall’Islanda? la manovra Monti non è stata “SALVA ITALIA” ma “SALVA BANCHE”

        • angela maria scrive:

          Paolo Lincetto. La gente non ha ancora capito che le banche non battono moneta: lo prendono a prestino, raccolgono il denaro dai clienti (criminali e non ) offrono servizi finanziari truffa per esempio titoli “azionati”Parmat, bot argentini ect., concedono presti ai tassi indicati dall’Unione delle Banche tipo BCE. Il Fondo Monetario è una grossa riserva monetaria messa a disposizione dalle 186 Nazioni che ne fanno parte. Nato come organizzazione internazionale nel 1946 si è dato lo” scopo” di facilitare l’espansione del ” commercio internazionale” come allora si occupa per lo più di concedere prestiti agli Stati membri in caso di squilibrio della bilancia dei pagamenti vedi gli Ispettori in Italia. Dovrebbe prestare i soldi “anche “ai paesi in via di sviluppo ma lo fa attuando dei criteri che privilegiano l’entrata delle multinazionali che producono disastri ambientali e sfruttano il lavoro delle popolazioni locali; anche su Wikipedia i commenti sono cauti” Il FMI si occupa anche della ristrutturazione del debito estero dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Il FMI impone di solito a questi Paesi dei “piani di aggiustamento strutturale” come condizioni per ottenere prestiti o condizioni più favorevoli per il rimborso del debito che costituiscono l’aspetto più controverso della sua attività. Questi piani sono infatti modellati su una visione neoliberista dell’economia e sulla convinzione che il libero mercato sia la soluzione migliore per lo sviluppo economico di questi paesi.[senza fonte] Tra i punti principali essi di solito comprendono la svalutazione della moneta nazionale, la riduzione del deficit di bilancio da conseguire con forti tagli alle spese pubbliche e aumento delle imposte (e quindi privatizzazioni massicce), l’eliminazione di qualsiasi forma di controllo dei prezzi. ” La Banca Mondiale creata nello stesso contesto della confernza di Bretton Wood concede prestiti agli Stati e anche alle imprese con la garanzia dei governi di appartenza. Ache sulla Banca mondiale Wikipedia è cauta “Ha sostenuto l’idea che l’acqua potabile, l’educazione e lo sviluppo sostenibile sono la chiave per la crescita economica, e ha cominciato a investire massicciamente in tali progetti. In risposta alle critiche, la Banca Mondiale ha adottato una serie di politiche a favore della tutela ambientale e sociale, per garantire che i loro progetti non peggiorino la situazione delle persone nei paesi di accoglienza. A dispetto di queste politiche, i progetti della Banca mondiale sono spesso criticati dalle organizzazioni non governative (ONG) di non lottare efficacemente contro la povertà, e trascurare gli aspetti sociali e ambientali.” Le liberalizzazioni vanno fatte seguendo una logica socio/culturale non economico/monetaria. I parametri usati da Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom sono giusti perché analizzati sulla base di dati che tengono conto delle condizioni in una versa la società/Paese e la sua Economia così come regolata dal suo Sistema governativo in base alle leggi economiche che si occupano di Spesa Pubblica, Ordine Pubblico, regime fiscale ect.
          ■La tutela dei diritti di proprietà,
          ■La libertà dalla corruzione,
          ■La spesa pubblica,
          ■Il regime fiscale,
          ■La libertà el business,
          ■Il mercato del lavoro
          ■La libertà monetaria,
          ■Libertà del commercio,
          ■Libertà degli investimenti,
          ■Libertà finanziaria.
          Quando l’ Italia riuscirà a liberarsi “liberalizzarsi” della Delinquenza Economica diffusa anche nelle maglie del Sistema di Governo e nella sistema Bancario Finanziario ritorneremo magiar pizza e a suonare i mandolini spasso per i nostri centri storici unici nel mondo magari preparata da un provetto pizzaiolo cinese “naturalizzato italiano “:come tutti gli stranieri residenti nel Nostro Paese occupati a creare in loro ma anche il nostro Benessere sociale. Le liberalizzazioni i cui si sta occupando il Governo sono “monche”…

  2. pio scrive:

    L’Italia esce dal socialismo reale, senza creare contrappesi veri dopo le liberazioni. Subito dopo o forse prima del cambiamento, occorre sempre decisamente creare delle authority vere e forti che facciano sanzioni pesanti.
    I vantaggi, se no, svaniscono e si creano sistemi malati.
    Il trasporto aereo ha funzionato, ma sta denererando
    La telefonia è migliorata ma cambiare gestore è come andare di corsa in salita.
    Il trasporto ferroviario è un disastro come quello autostradale.
    Sull’energia si stanno verificando troppe concentraziono e nessuno interviene.
    Per completare la frittata continuano ad esisre le corporazioni .
    Il governo tecnico non può farcela
    I governi politici non si sono mai preoccupati di creare una economia liberale, perchè alcuni sono legati al socialismo reale ed altri al corporativismo fascista.
    Gli organi di informazione no si preoccpano di diffondere la cultura liberale.

    • luigi zoppoli scrive:

      nelle grandi democrazie le autorithy ci sono, sono davvero indipendenti e sono assolutamente rigorose salvo eccezioni. Se cambiare gestore richiedeva ceri alla Madonna, l’Autorità se ne è occupata ed ho prescritto tempi e regole. Possiamo solo migliorare.

  3. Charly scrive:

    “Dell’Heritage Index si potrebbe dire che è ideologico in quanto prodotto da una fondazione che è rappresentativa del demonizzato pensiero liberista-capitalista.”

    Non credo che la classifica sia ideologica. La Danimarca è undicesima, alla facciazza di chi contrappone la flexicurity alla “libertà”.

    • luigi zoppoli scrive:

      lei ha colto il punto. L’obiezione4 che ho riportato era appositamente espressa per indicare che quand’anche Heritage Index fosseideologico., questo non cambia nulla della valenza della classifica.

  4. massimo matteoli scrive:

    Mi sa che queste classifiche siano come quelle delle società di rating.
    Secondo S&P saremmo al livello di qualche paese sudamericano, per l’Heriage Index dovremmo inviaiare la libertà economica, per fare un esempio, della Geogia e dell’Armenia (34 e 39 nella classifica).
    Visto il numero di emigrati sudamericani e del caucaso che ciò nonostante preferiscono l’ “iiliberale” Italia, mi pare che la “libertà economica”, per di più come la vede la Heritage, non sia il criterio migliore nè l’unico per valutare la forza e la capacità di un paese.

    • luigi zoppoli scrive:

      bene! No S&P, no Heritage. Lei ha un’idea migliore e più rappresentativa della realtà italiana?

      • Walter scrive:

        …. evidentemente ai struzzi piace di più leggere, dai maghi dell’economia nostrana, che stiamo meglio della Germania, siamo più forti della Francia, che i ristoranti sono costantemente pieni e che la crisi non c’è se non nella testa della gente (ovviamente cattolico comunista). Dai, usciamo! Forse troviamo un posto anche noi, in quel paese delle meraviglie.

  5. luigi zoppoli scrive:

    E’ di moda obiettare in questi termini ma un pò troppo comodo. Le agenzie di rating esprimono un a opinione dopotutto ma liquidare tutto forse non conviene. Le condizioni del paese quai sono? Se dicono che il debito è folle, la spesa pubblica è folle, che il paese non cresce indicandone le ragioni potrà non piacerci ma sarebbe saggio verificare se quanto esse dicono vero o no.D’altronde gli investitori hanno dimostrato di non ritenerci affidabili a meno di profonde riforme. Analogamente per Heritage. Se dicono che in Italia la giustizia non funziona afferamno il falso o constatano la sitazione?

  6. angela maria scrive:

    Paolo Lincetto. La gente non ha ancora capito che le banche non battono moneta: lo prendono a prestino, raccolgono il denaro dai clienti (criminali e non ) offrono servizi finanziari truffa per esempio titoli “azionati”Parmat, bot argentini ect., concedono presti ai tassi indicati dall’Unione delle Banche tipo BCE. Il Fondo Monetario è una grossa riserva monetaria messa a disposizione dalle 186 Nazioni che ne fanno parte. Nato come organizzazione internazionale nel 1946 si è dato lo” scopo” di facilitare l’espansione del ” commercio internazionale” come allora si occupa per lo più di concedere prestiti agli Stati membri in caso di squilibrio della bilancia dei pagamenti vedi gli Ispettori in Italia. Dovrebbe prestare i soldi “anche “ai paesi in via di sviluppo ma lo fa attuando dei criteri che privilegiano l’entrata delle multinazionali che producono disastri ambientali e sfruttano il lavoro delle popolazioni locali; anche su Wikipedia i commenti sono cauti” Il FMI si occupa anche della ristrutturazione del debito estero dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Il FMI impone di solito a questi Paesi dei “piani di aggiustamento strutturale” come condizioni per ottenere prestiti o condizioni più favorevoli per il rimborso del debito che costituiscono l’aspetto più controverso della sua attività. Questi piani sono infatti modellati su una visione neoliberista dell’economia e sulla convinzione che il libero mercato sia la soluzione migliore per lo sviluppo economico di questi paesi.[senza fonte] Tra i punti principali essi di solito comprendono la svalutazione della moneta nazionale, la riduzione del deficit di bilancio da conseguire con forti tagli alle spese pubbliche e aumento delle imposte (e quindi privatizzazioni massicce), l’eliminazione di qualsiasi forma di controllo dei prezzi. ” La Banca Mondiale creata nello stesso contesto della confernza di Bretton Wood concede prestiti agli Stati e anche alle imprese con la garanzia dei governi di appartenza. Ache sulla Banca mondiale Wikipedia è cauta “Ha sostenuto l’idea che l’acqua potabile, l’educazione e lo sviluppo sostenibile sono la chiave per la crescita economica, e ha cominciato a investire massicciamente in tali progetti. In risposta alle critiche, la Banca Mondiale ha adottato una serie di politiche a favore della tutela ambientale e sociale, per garantire che i loro progetti non peggiorino la situazione delle persone nei paesi di accoglienza. A dispetto di queste politiche, i progetti della Banca mondiale sono spesso criticati dalle organizzazioni non governative (ONG) di non lottare efficacemente contro la povertà, e trascurare gli aspetti sociali e ambientali.” Le liberalizzazioni vanno fatte seguendo una logica socio/culturale non economico/monetaria. I parametri usati da Heritage Foundation ha pubblicato il 2012 Index of economic freedom sono giusti perché analizzati sulla base di dati che tengono conto delle condizioni in una versa la società/Paese e la sua Economia così come regolata dal suo Sistema governativo in base alle leggi economiche che si occupano di Spesa Pubblica, Ordine Pubblico, regime fiscale ect.
    ■La tutela dei diritti di proprietà,
    ■La libertà dalla corruzione,
    ■La spesa pubblica,
    ■Il regime fiscale,
    ■La libertà el business,
    ■Il mercato del lavoro
    ■La libertà monetaria,
    ■Libertà del commercio,
    ■Libertà degli investimenti,
    ■Libertà finanziaria.
    Quando l’ Italia riuscirà a liberarsi “liberalizzarsi” della Delinquenza Economica diffusa anche nelle maglie del Sistema di Governo e nella sistema Bancario Finanziario ritorneremo magiar pizza e a suonare i mandolini spasso per i nostri centri storici unici nel mondo magari preparata da un provetto pizzaiolo cinese “naturalizzato italiano “:come tutti gli stranieri residenti nel Nostro Paese occupati a creare in loro ma anche il nostro Benessere sociale. Le liberalizzazioni i cui si sta occupando il Governo sono “monche” e i cittadini ne sanno poco o nulla.

    • Paolo Lincetto scrive:

      Ispirandosi ai principi della Costituzione, della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, della Carta sociale europea e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, la programmazione e la realizzazione di un sistema organico di interventi e servizi sociali, che si attui con il concorso delle istituzioni pubbliche e delle formazioni sociali, attraverso l’integrazione degli interventi e servizi sociali, sanitari, delle politiche abitative emettendo tutti gli atti obbligatori e generali di attuazione degli artt. 22 e 25 della Carte dai diritti dell’uomo, che come noto impongono che ” OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO AD UN TENORE DI VITA SUFFICIENTE A GARANTIRE LA SALUTE E IL BENESSERE PROPRIO E DELLA SUA FAMIGLIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL’ALIMENTAZIONE, AL VESTIARIO, ALL’ABITAZIONE, E ALLE CURE MEDICHE E AI SERVIZI SOCIALI NECESSARI; ED HA DIRITTO ALLA SICUREZZA IN CASO DI DISOCCUPAZIONE, MALATTIA, INVALIDITÀ, VEDOVANZA, VECCHIAIA O IN ALTRO CASO DI PERDITA DI SUSSISTENZA PER CIRCOSTANZE INDIPENDENTI DALLA SUA VOLONTA’”. Credo che questo governo abbia emesso delle leggi contro l’UMANITÀ.

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