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Anticamorra, Cantone: «Legalizzare le droghe leggere non sarebbe una follia»

«Lo spaccio di droga in molti quartieri rappresenta il vero meccanismo di welfare». La camorra «si sta assumendo da anni il compito di tenere in vita moltissime famiglie» di quartieri «che esplodono». Dunque, potrebbe essere valutata l’ipotesi di una legalizzazione delle sostanze stupefacenti leggere, che oggi sono spesso trattate chimicamente e molto più pericolose che in passato. «Un meccanismo di legalizzazione intelligente o controllata non sarebbe una follia assoluta. Se la legalizzazione significa anche controllo e viene fatta in modo intelligente forse non è una bestemmia».

 

Raffaele Cantone: «Se legalizzazione vuol dire controllo forse non è una bestemmia» (VIDEO)

 

CANTONE: «C’È UN WELFARE CAMORRISTICO»

Sono l’allarme e la provocazione lanciati ieri dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, intervenuto alla Festa dell’Unità dei Giovani Democratici di Napoli sul tema della criminalità. Rispondendo dal palco alle domande del direttore del Mattino Alessandro Barbano, l’ex magistrato, uno dei simboli della lotta ai Casalesi, ha parlato della presenza nella città partenopea di «un vero e proprio welfare camorristico». «In questa città – ha affermato – esiste una situazione che per molto tempo si è fatto finta di non vedere. Si è fatto finta di non vedere il livello clamoroso di evasione scolastica, i ragazzini che a 16/17 vestono come fossero dei modelli senza aver alcun reddito economico, lo spaccio a cielo aperto, che in molti quartieri rappresenta il vero meccanismo di welfare». «La camorra rappresenta – ha proseguito il presidente dell’Anac – in molte realtà l’unico tessuto che consente alle persone di vivere. Parliamo di un vero e proprio welfare camorristico».

 

Raffaele Cantone: «In molti quartieri un vero e proprio welfare camorristico» (VIDEO)

 

 

Cantone ha anche sottolineato l’inconsistenza di certi slogan anticamorra, che a volte vengono utilizzati proprio da persone contigue al mondo della criminalità. E un riferimento è stato fatto anche alla rimozione di uno striscione ai funerali di Gennaro Cesarano, il 17enne ucciso domenica scorsa nel cuore del Rione Sanità. «Se andassimo a vedere in quei quartieri qual è il livello di reddito legale – ha proseguito l’ex magistrato – dovremmo pensare a quartieri che esplodono, e invece non esplodono perché quello che non fa lo Stato lo fa la camorra, che si sta assumendo da anni il compito di tenere in vita moltissime famiglie. E ora noi vogliamo chiedere alle famiglie di quel quartiere di fare un atto di ipocrisia e dire ‘Diciamo No alla camorra’? Quante volte abbiamo sentito dire ‘No alla camorra’ ed erano i primi camorristi?». «Sarebbe stato ipocrita – ha commentato Cantone riferendosi ai funerali di Genny – mettere un ‘No alla camorra’ visto il contesto che c’era intorno».

CANTONE: «LIBERALIZZAZIONE DELLE DROGHE NON È FOLLIA»

«Culturalmente – ha poi affermato il presidente dell’Anac parlando della principale fonte di ricchezza dei clan di camorra, gli stupefacenti – sono contrario alla legalizzazione delle droghe, ma mi chiedo se questa situazione finisce per consentire l’immissione nel mercato di droghe sempre più pericolose. Quelle leggere che oggi circolano non sono quelle degli anni 60, ’70, che in qualche modo erano anche un fatto di moda. Spesso sono trattate chimicamente e portano sempre più a meccanismi di assuefazione. […] Rispetto all’idea di non legalizzare le droghe leggere le mie convinzioni che fino a poco tempo fa erano granitiche ora lo sono meno». «Lo Stato – ha poi proseguito Cantone – ha liberalizzato il gioco d’azzardo in modo indecente. Non c’è un bar in cui non ci siano le slot machine, hanno aperto casinò ad ogni angolo della strada. Un meccanismo di legalizzazione intelligente o controllata (delle droghe leggere, nda) non mi sembrerebbe una follia assoluta. Se la legalizzazione significa anche controllo e viene fatta in modo intelligente forse non è una bestemmia».

Cantone ha chiarito che la sua apertura è una «provocazione di preoccupazione» ed ha marcato il confronto con i giochi di Stato. «Ma che cosa è avvenuto – ha chiesto – per il gioco d’azzardo? Non abbiamo consentito a grandi broker o a grandi soggetti stranieri, alcuni magiosi andati all’estero, di comprarsi pezzi del gioco d’azzardo in Italia? Non abbiamo consentito che le sale scommesse le riaprissero, perché lì non c’è bisogno di certificazione antimafia, direttamente i camorristi? Vogliamo vedere in certe realtà chi sono i titolari di queste sale Bingo che aprono un giorno sì e uno no? È ovviamente un argomento tabù, perché rende 7 miliardi allo Stato. Lo Stato ha già dimostrato di essere iper-cinico». «Dire legalizziamo qualcosa per togliere qualcosa ai clan, se viene fatto come è stato fatto per i giochi d’azzardo significa creare un meccanismo di compromesso con i clan».

CANTONE: «FINORA NESSUNA POLITICA PER IL SUD»

Nel corso dell’intervista alla Festa dell’Unità non sono mancati riferimenti alle scelte del governo Renzi. Cantone ha bocciato l’esecutivo sulle politiche per il Mezzogiorno senza se e senza ma, ma ha promosso la maggioranza sulla riforma costituzionale. «Bisogna – ha affermato – guardare i fatti. E i fatti sono chiari: non c’è stata alcuna politica del Mezzogiorno. Si è intervenuto con alcune vicende spot. Si è scelto una scelta di interventi, significativi, emblematici, simbolici. A Napoli Bagnoli. In Calabria Gioia Tauro. In Puglia l’Ilva. […] Non c’è un’idea chiara su come provare a risolvere la complessità dei problemi». Alcune responsabilità cadrebbero però anche sul Sud.  «L’impressione è che non ci sia un’idea precisa su cosa si voglia fare. È colpa del governo, ma anche di una classe dirigente che non c’è. Non vengono proposte».

CANTONE: «DDL BOSCHI, C’È CHI HA CAMBIATO IDEA IN UN MESE»

Infine, il ddl Boschi. Il presidente dell’Anticorruzione non capisce come mai chi ha già votato la riforma ora si tiri indietro. «In una riforma – ha detto – ci sono sicuramente cose buone e sbagliate. Io da cittadino mi chiedo: perché io voto una riforma e poi un mese dopo dico che non va più bene. C’è qualcosa che non quadra. Al Senato c’è un sacco di gente che ha votato questa riforma. O è stata incoerente prima o è incoerente adesso. Molti di questi non hanno niente a che vedere con la sinistra. Chissà, forse si aspettavano qualche risultato sulla giustizia, o l’abolizione della legge Severino. È evidente che questo è un paese dove l’incoerenza la fa da padrona». «Noi – ha proseguito – non possiamo continuare ad avere l’idea che ogni volta che si fa una riforma il benaltrismo la faccia da padrona. In quanti paesi di questo mondo le riforma sono state fatte e dopo un po’ cambiate… dove c’è scritto che una riforma una volta fatta non si può cambiare? Dov’è scritto che la Costituzione dev’essere sempre immobile?».

(Immagine e video: Giornalettismo)