Nave Costa, c’è rischio di disastro ambientale?

14/01/2012 - Sono 2.300 le tonnellate di olio combustibile ancora presenti sull’imbarcazione a un miglio dalla costa dell’Isola del Giglio ‘Dare subito luogo alle operazioni di svuotamento dei grandi serbatoi di carburante della nave naufragata all’isola del Giglio per scongiurare la tragedia

     
 

di

Sono 2.300 le tonnellate di olio combustibile ancora presenti sull’imbarcazione a un miglio dalla costa dell’Isola del Giglio

‘Dare subito luogo alle operazioni di svuotamento dei grandi serbatoi di carburante della nave naufragata all’isola del Giglio per scongiurare la tragedia ambientale’. Cosi’ Legambiente, sull’incidente avvenuto la scorsa notte in cui e’ stata coinvolta la ‘Concordia’, imbarcazione della Costa crociere.

SALVARE TUTTO - L’associazione ‘rivolge le sue condoglianze alle famiglie delle vittime di questa tragedia, che sembra inspiegabile dal punto di vista tecnico e della navigazione, ed e’ solidale con l’amministrazione comunale, la popolazione del Giglio e con tutte le persone che si trovano a far fronte a un grande problema’. Allo stesso tempo, pero’, Legamebiente ricorda ‘di aver gia’ sollevato negli anni passati seri dubbi sulla presenza di grandi navi da crociera molto vicine alle coste, e di aver segnalato, insieme ad amministrazioni locali come quella di Campo nell’Elba, la necessita’ di allontanare le rotte delle grandi navi e di quelle con carichi pericolosi dalle isole dell’arcipelago toscano e soprattutto dai tratti di mare piu’ a rischio o vicino alle aree protette’. “E’ importante che nelle prossime ore si provveda a mettere in sicurezza lo scafo e ad aspirare il carburante. Altrimenti l’isola del Giglio e’ condannata”. Cosi’ anche il geologo Mario Tozzi, ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, interviene sul disastro della nave Concordia di Costa Crociere. “Il mio primo pensiero – aggiunge – va alle vittime e ai dispersi nell’incidente. Premesso questo, quanto accaduto potrebbe avere anche un risvolto ambientale”. Anche se i serbatoi di navi di questa stazza “sono ben protetti – rileva Tozzi – e’ importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare il carburante. Altrimenti si provvedera’ a metterlo in sicurezza, credo nelle prossime ore”. Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c’e’ gia’ stato: “la nave, nell’impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato con se’, ha rovinato parte del fondale per un bel po’”.

COMBUSTIBILE -
Dovrebbero essere oltre 2.300 le tonnellate di olio combustibile contenute nei serbatoi della nave da crociera Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio. Il timore e’ che fuoriuscendo dai 75 metri di squarcio nella fiancata, l’olio combustibile potrebbe inquinare la splendida area marina. Per scongiurare il pericolo sono al lavoro alcuni mezzi antinquinamento marino: una nave d’altura e due barche costiere, una piuttosto grande. Sono arrivate da Livorno e Porto Torres, ma un’altra imbarcazione d’altura antinquinamentoe’ in arrivo da Golfo Aranci. Le imbarcazioni procederanno al cosiddetto ‘allibaggio’, cioe’ al trasferimento dell’olio combustibile dai serbatoi della nave da crociera a quelli di cui dispongono a bordo.

     
 

1 Commento

  1. serena scrive:

    e da 100 anni che nn succedeva una cosa del genere appena è arrivata la notizia mi è sembrava che parlavano di un film ma invece e la realta spero che i dispersi si ritrovano .

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie