“Tenevamo i bimbi in alto per salvarli”

14/01/2012 - Drammatiche le testimonianze che arrivano sulla tragedia del naufragio della nave da crociera Costa Concordia L’urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia e’ avvenuto probabilmente alcune miglia prima dell’isola del Giglio. Lo apprende l’ANSA da

     
 

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Drammatiche le testimonianze che arrivano sulla tragedia del naufragio della nave da crociera Costa Concordia

L’urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia e’ avvenuto probabilmente alcune miglia prima dell’isola del Giglio. Lo apprende l’ANSA da fonti investigative. La nave, pur imbarcando acqua, ha proseguito la navigazione e solo successivamente ha invertito rotta puntando verso il porticciolo Giglio.

TESTIMONIANZE – Arrivano a fiumi intanto i racconti dei sopravvissuti. ‘Abbiamo vissuto scene da apocalisse. C’e’ stato un forte stridio seguito da un botto e, nel ristorante, solo volati piatti e bicchieri’. E’ quanto racconta il maresciallo dei carabinieri, Giuseppe Romano’, 57 anni, di Paola (Cosenza), circa quanto accaduto a bordo della nave Costa Concordia. Ed aggiunge: ‘in tutta questa scena da apocalisse abbiamo visto poco personale di bordo ed abbiamo cercato di fare tutto da soli’. Romano’ ha ricevuto dai figli il regalo della crociera dopo che nelle settimane scorse e’ deceduta sua madre. ‘I miei ragazzi – ha aggiunto – mi hanno regalato questo viaggio per farmi trovare un poco di serenita’ dopo che nelle settimane scorse e’ morta mia madre. Proprio per questo motivo ero da solo in viaggio’. Il naufrago ha deciso di rientrare a Paola utilizzando il treno. Dopo la prima tratta da Civitavecchia a Roma Termini ora sta per rientrare in Calabria. ‘Voglio rientrare il prima possibile – ha proseguito Romano’ – dalla mia famiglia per riabbracciare tutti i miei cari. E’ stata una situazione bruttissima ed ora avverto la stanchezza fisica perche’ a bordo della nave ho fatto di tutto per mettere in salvo il maggior numero di persone’. Il maresciallo dei carabinieri e’ originario di Paola, nel cosentino, ma presta servizio al Comando provinciale di Cosenza.
‘Dopo il primo botto – ha ricordato Romano’ – il personale di bordo della nave ci ha detto che si trattava di un guasto e che dovevamo stare tranquilli. Ci siamo resi conto che c’e’ stata una manovra e poi abbiamo sentito un secondo botto e ritengo che in quell’istante lo scafo ha urtato nuovamente gli scogli. Poi e’ andata via la luce ed il personale di bordo, finalmente, ci ha detto cosa era successo’.
‘Un ufficiale della nave – ha concluso – mi ha chiesto di aiutare le persone. Subito dopo, con altri uomini, mi sono dato da fare per portare via il maggior numero di persone. In tutta questa scena da apocalisse abbiamo visto poco personale di bordo ed abbiamo cercato di fare tutto da soli’.

BAMBINI - Quando i passeggeri della nave Costa Concordia si sono trovati stipati sulla scialuppa di salvataggio, i genitori dei bambini li hanno issati in alto per evitare che rimanessero schiacciati dalla ressa. E’ una delle immagini drammatiche dell’incidente all’isola del Giglio che raccontano i superstiti sulla banchina di Porto S.Stefano. Molti bambini piangevano. Grande e’ stata l’angoscia per le loro sorti sia da parte dei genitori, sia da parte degli altri passeggeri anche considerando il fatto che alcune scialuppe si sono semirovesciate quando venivano calate in mare. I genitori hanno tenuto in braccio i bimbi alzandoli finche’ le scialuppe non hanno raggiunto l’isola del Giglio. Uno sforzo che ha li stremati ulteriormente.

     
 

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