L’atterraggio in mezzo alla bufera di vento

13/01/2012

     
 

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Un video dedicato a tutti coloro che non hanno paura di volare. Gizmodo ha pubblicato quello che succede quando un aeroporto viene investito da una tempesta di vento. L’aeroporto in questione è quello di Dusseldorf. I piloti dimostrano tutta la loro bravura nel cercare di portare giù i propri bestioni in piena sicurezza. Ora però capite che succede quando, se siete a bordo in fase di atterraggio, l’aereo balla un po’.

     
 

18 Commenti

  1. FINOTELLO ORAZIO scrive:

    Chi non hà paura di morire , muore una volta sola !!! Io sono fatalista quando è il mio momento non ci sono miracoli che mi possono salvare .

  2. Carmen scrive:

    Ma bravi piloti, grandi!

  3. Luca Schiavoni scrive:

    io mi sono cambiato il pannolino solo a vederlo in video… :D

  4. Gaspare scrive:

    Non crediate, non è così difficile. Basta tenere l’allineatore incollato al centro del campo e l’aeromobile fa (quasi) tutto da solo. Basta regolare la manetta e non aver paura di strarollare i flaps. Mi è capitato diverse volte di atterrare con condizioni meteo simili e, tranne un paio di volte (una pessima), non è successo nulla.
    In un aereo passeggeri l’unico problema nasce alle spalle del pilota: l’isteria senza senso dei turisti ai quali farei una domanda: secondo te, brutto menomato, IO DESIDERO VIVERE O SPIACCICARMI INSIEME A TE?

    • gigi scrive:

      vallo a dire ai passeggeri del volo EgyptAir 990 del 1999 se volevano vivere o spiaccicarsi in mare col tuo collega rincoglionito che recitava versetti coranici.. e comunque se io sapessi di salire su un aereo dove il pilota si chiama Gaspare scenderei di corsa..

      • Gaspare scrive:

        Purtroppo a me capita di trasportare molti comunissimi ‘gigi’.
        L’Egyptair 990 si schiantò non per il vento ma probabilmente per un suicidio del pilota.
        Accostare questi due avvenimenti è come dire che se un semplice autista di pullman si butta fuori strada per suicidarsi è la stessa cosa se l’incidente avviene per colpa del fondo stradale o del vento. L’autobus non uscirà MAI di strada se si tengono sotto controllo fattori basilari, come la velocità, la tenuta, il manto stradale, le condizioni climatiche.
        Passeggeri da asino, altro che aereo.

        • beatrice scrive:

          mi hai incuriosita gaspare..raccontaci un po piu’ del tuo lavoro..premetto che mi piace da matti il mondo dell aviazione ma ho una paura matta di prendere aerei anche se ne ho presi tanti e ogni ogni volta e’ sempre peggio

          • Gaspare scrive:

            Ciao Beatrice,
            la paura ‘dopo’ aver fatto già diverse ore di volo non è affatto rara, anzi, capita molto frequentemente. Conosco diverse persone che hanno una lunghissima esperienza di voli intercontinentali ma che, quasi improvvisamente, vivono con disagio l’ennesimo spostamento. Ovviamente il problema non è nell’aereo in sé ma in loro stessi. Io consiglio sempre una minuziosa ‘introspezione’, meglio ancora se aiutati da qualcuno molto capace.
            La paura dell’aereo non è ‘solo’ morire (un colpo secco di pistola a confronto mette meno angoscia) ma l’idea di quei tre-quattro o addirittura quindici minuti di terrificante e cosciente agonia. Bruttissimo se ci pensi ma talmente raro -stavo per azzardare “improbabile”- che non può e non deve influire o modificare la nostra vita.
            Faccio un paragone: la paura di contrarre una malattia grave (inutile fare scongiuri, purtroppo capita) non ci toglie la voglia di andare in vacanza, di cenare, di incontrare amici, di bere magari anche esagerando un po’. Ecco, precipitare con un aereo è un milione di volte meno probabile di…. rompersi una gamba, và! ;-)
            Forse pensare a questo, seduta nelle ormai strettissime poltroncine, potrebbe esserti utile.
            un saluto

      • cosimo scrive:

        sei di un’ignoranza clamorosa, giggi

      • Manu scrive:

        Gigi sei un EMERITO COGLIONE

      • Franco scrive:

        Gigi sei un grandissimo stronzo… Fatti i tuoi viaggi da solo in macchina così se muori da solo non dai la colpa a nessuno. Gaspare hai tutta la mia stima!

  5. fabrizio scrive:

    a me è capitato un atterraggio come questi, devo dire che in un primo momento mi piaceva la sensazione che ho provato , poi mi sono reso conto di come stava atterrando l’aereo e mi sono gelato dalla paura!!!!!!
    Beh….. comunque onore al merito hai piloti d’aereo , dopo questa esperianza sono convintissimo che sono persone con della palle grandissime per fronteggiare situazioni del genere con dei bestioni così. :)

    • Gaspare scrive:

      Ovvio che sono situazioni che possono impressionare chi non è abituato. Ma non c’è bisogno di una particolare bravura. Solo di un po’ di attenzione ed esperienza.
      Vi svelo un piccolo segreto: quando vi accorgete che le Assistenti di volo iniziano a sorridere troppo, quello è il momento perfetto in cui potete iniziare a preoccuparvi!

  6. fabio scrive:

    fosse solo ignoranza quella di giggi sarebbe da compatire nel senso che essere iognoranti e un conto essere deficenti e un’altra, paragonare un suicidio con una casualita’ e n’alrta cosa…. poveri noi se fossimo tutti dei giggi

  7. Jchnusae scrive:

    5 gennaio aereoporto Alghero, Ryanair ore 17…

  8. moriarty scrive:

    e agli ingegneri non pensa mai nessuno…

  9. flygio scrive:

    mi piacerebbe capire cosa vuol dire “straollare i flaps”, un termine tecnico inventato …
    o forse stallare gli slat, !
    Io non volerei con Gaspare…..
    Keep in toch
    Bye
    Giò

  10. Sigismondoilcolibrì scrive:

    Prima agisci sugli slat (ipersostentatore d’attacco) poi sui flap (ipersostentatore di uscita).
    Credo che Gaspare abbia ragione:”Strarollare” è un termine che ho spesso sentito negli aeroclub e credo provenga dalla nautica.
    Moltissimi termini nautici sono stati prestati all’aero…nautica, appunto.

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