Bossi vuole cacciare Maroni dalla Lega?
13/01/2012 - Maroniani e cerchio magico ai ferri corti. E il Corriere ipotizza un addio Durante la manifestazione del 22 gennaio a Milano, secondo gli spifferi riportati dal Corriere della Sera, ci sarebbe un piano per estromettere Roberto Maroni dal partito di
Maroniani e cerchio magico ai ferri corti. E il Corriere ipotizza un addio
Durante la manifestazione del 22 gennaio a Milano, secondo gli spifferi riportati dal Corriere della Sera, ci sarebbe un piano per estromettere Roberto Maroni dal partito di cui è stato uno dei padri fondatori. Non che sia una novità, nella Lega: quel Gianfranco Miglio a cui oggi i padani dedicano vie, piazze e monumenti, e che era a tutti gli effetti l’ideologo del movimento, eraf finito ai ferri corti con il Caro Leader più e più volte, fino ad accusarlo di essersi preso una fetta della maxitangente Enimont. Scrive Marco Cremonesi:
Cosentino ha sancito ciò che ormai era nei fatti: le Leghe ormai sono due. Quella che fa capo a Umberto Bossi e quella che risponde all’ex ministro dell’Interno. Quella più sensibile all’alleanza storica con Silvio Berlusconi e quella che vorrebbe mani libere per ridare lustro a quella fisionomia di sindacato di territorio che molti ormai ritengono appannata. Tutto incomincia con una tesissima riunione del gruppo a Montecitorio. Bossi non è ultimativo, quando gli parlano delle proteste sul web pare propendere per il sì all’arresto del parlamentare pdl. Poi, si sfiora la boxe. Luca Paolini, a favore del no, ricorda i casi di Enzo Tortora e Enzo Carra. Gianpaolo Dozzo vede rosso: l’ex esponente della Dc, nel giorno della malattia di Bossi nel 2004, non aveva trovato di meglio che invitare a preservare «questo Paese da chi lavora per la sua disunione ». I due deputati devono essere divisi: «È vero che ti ha chiamato Berlusconi?» grida Dozzo. Poi, il voto. Con una pattuglia di incerta entità della Lega che contribuisce a salvare Cosentino dal carcere e a cui Bossi non partecipa.
Maroni è amareggiato:
«Non ho condiviso la posizione della libertà di voto, ma l’ho accettata perché era la posizione espressa nel gruppo ». Sul web prende a circolare un video che mostra l’ex ministro nell’atto di votare a favore dell’arresto. Immediata la solidarietà del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che a «La zanzara» su Radio24 parla di «brutta pagina per la politica». Poi, parla Bossi ed è un diluvio. Che comincia con una staffilata a Maroni? «È scontento? Non è che piangiamo per questo…». Il capo dell’unico partito che abbia mai portato un cappio in Aula spiega poi che «la Lega non è mai stata forcaiola» e che Berlusconi, con la decisione padana, c’entra nulla: «Non ho parlato con Berlusconi né prima né dopo, non penso che il no della Camera all’arresto del deputato del Pdl rafforzi l’alleanza».
Ma ora, il big match è aperto:
L’idea dei bossiani è quella di lasciare Maroni senza più cariche né titoli per partecipare agli appuntamenti rilevanti del partito. Quanto all’impopolarità nell’elettorato padano della scelta riguardo a Cosentino, un bossiano di ferro spiega che «il problema, ora, non è prendere il 5, l’8 o il 10 per cento alle elezioni. Il punto, è fare pulizia nel partito». grande paura ora è per il 22 gennaio. Lamanifestazione convocata in piazza del Duomo a Milano contro il «governo ladro», per le due Leghe che ormai convivono dietro Alberto da Giussano, è diventata un’incognita: secondo qualcuno rischia di essere un flop epocale, secondo altri, addirittura, di trasformarsi in un ring tra le opposte fazioni, maroniani contro clan di Gemonio. Con i sostenitori dell’exministro dell’Interno a contestare i maggiorenti del movimento su un palco in cima al quale Roberto Maroni non sarà invitato. Mentre ieri soffiavano forti le voci di un estromissione dalla segreteria padana del leghista più popolare dopo Bossi.













Maroni non lascerà mai la Lega…..semplicemente perchè èun uomo SENZA PALLE ..solo con dei piccoli maroni…..
La sua portavoce quando era ministro degli interni è stata assunta da Galliani al Milan….
ai legaioli interessano solo le amate cadreghe
TANZANIA LIBERA !!!!
Bossi e il Berlusca sono(ed erano) legati a filo doppio: “si è fatto”cbhiamare dal capo PDL
facendo votare SI ai due commissari: al telefono avrà elencato i suoi problemi economici
e la volontà di far cadere Monti. Il Capo aveva il problema dei “voti ” e del “silenzio”Forse…. Dunque Do ut Des
accordo fatto per i baci e gli abbracci nello srtile Toni Soprano. Transeat.
poveri aderenti della lega lombarda porett ma gnucc, disan a ‘arlugn! Nel nome di Allah! potente e misericordioso.