Unioni civili emendamenti
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Ddl Cirinnà: le unioni civili diventano «formazione sociale specifica»

Le unioni civili diventano «formazione sociale specifica». Questo il cambiamento votato a maggioranza dalla Commissione Giustizia del Senato. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso si chiameranno quindi così. L’emendamento è premissivo all’articolo 1 del testo all’esame dei senatori ed è stato riformulato rispetto alla versione originaria in cui l’unione civile tra persone dello stesso sesso veniva considerata istituto giuridico originario. In questo modo, ricorda Avvenire, riconduce i diritti ad esse legati all’articolo 2 della Costituzione, che menziona le formazioni sociali, slegandoli dall’articolo 29 della Carta, che disciplina l’istituto del matrimonio. Soddisfatta Monica Cirinnà: «Abbiamo finalmente affermato che stiamo dando dei diritti a coppie dello stesso sesso, lo abbiamo scritto nella legge. Andremo avanti celermente, andremo in Aula prima del 15 ottobre».

Unioni civili
ANSA/ ANGELO CARCONI

UNIONI CIVILI, L’EMENDAMENTO PASSA COI VOTI DI PD E MS5. NCD E LEGA ASTENUTE

L’emendamento è stato approvato con i voti di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Ncd e Lega si sono astenuti, una decisione che vale come un voto contrario. Il perché è spiegato da Carlo Giovanardi: «l’emendamento che definisce le unioni civili come specifica formazione sociale non risolve i nodi della reversibilità, dell’utero in affitto e delle adozioni». Contrario anche Maurizio Sacconi che attacca la formula scelta di «formazione sociale specifica»: «appare come un disperato espediente causidico per distinguerle dal matrimonio ma, come abbiamo piu’ volte detto, se un animale abbaia come un cane ragionevolmente e’ un cane. E la descrizione di questa ‘formazione sociale’ è quella del matrimonio».

 

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UNIONI CIVILI, SACCONI: «LA DESCRIZIONE DELLA FORMAZIONE SOCIALE E’ QUELLA DEL MATRIMONIO»

Il tema della somiglianza con il matrimonio, continua Sacconi, rileva «in quanto presupposto dell’adozione che costituisce il fondamentale elemento divisivo anche se limitata al caso del figlio biologico del convivente. Il figlio biologico ragionevolmente non è il raro caso dell’orfano di un vedovo o di una vedova ma è quello comprato comprando il corpo e le emozioni di una madre povera. Continuiamo a chiedere di sanzionare l’uso dell’utero in affitto come reato universale e a voler affermare i diritti primari dei minori a conoscere la loro genitorialità biologica e a tutelare i diritti delle madri. Tanto sarebbe utile una legge unanime sul comun denominatore dei diritti di mutuo soccorso materiale e morale tra conviventi quanto sara’ dannosa per la nazione una legge che la lacera sui principi fondativi. Il presidente del Consiglio Renzi rifletta su questa fondamentale differenza». (Photocredit copertina ANSA/ ANGELO CARCONI)