Il fisco a Bologna va a puttane

12/01/2012 - Caccia alle prostitute con sorpresa per l’Agenzia delle entrate Ne parla Andrea Morigi su Libero: a quanto pare il Comune e l’Agenzia delle Entrate di Bologna stanno schedando le prostitute che lavorano nel capoluogo per questioni fiscali: Così da qualche

     
 

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Caccia alle prostitute con sorpresa per l’Agenzia delle entrate

Ne parla Andrea Morigi su Libero: a quanto pare il Comune e l’Agenzia delle Entrate di Bologna stanno schedando le prostitute che lavorano nel capoluogo per questioni fiscali:

Così da qualche mese i carabinieri di Bologna stanno compilano un questionario sul quale annotano le generalità delle ragazze che si prostituiscono sui viali di circonvallazione del capoluogo emiliano. Raccolgono dati anagrafici, informazioni sull’anziani – tà “di servizio” e, last but not least, anche quanto guadagnano. Anche se il femminile di “evasore” è l’improponibile “evaditrice”, l’ac – certamento, più che a tappeto, è da marciapiede. Pare che il fatturato della prostituzione, in Italia, si aggiri fra i 2 e i 3 miliardi di euro. In teoria l’Erario potrebbe ricavarne almeno un miliardo. Al momento invece si tratta di incassi tutti in nero, sebbene la Cassazione nel 2010 avesse dichiarato legittima l’imposizione nei confronti diuna “ballerina” dominicana che esercitava in Valtellina. Comunque, le commissioni tributarie si erano sempre mosse con i piedi di piombo.

In fondo lo Stato rischiava un danno d’immagine, alla stregua di un lenone che incassa la percentuale sul meretricio:

Poi si è scoperto che in Svizzera, dal 2002, la legge impone alle prostitute di registrarsi e di pagare le tasse, che ammontano a circa dieci milioni di franchi in imposte e a 6,5 in contributi assicurativi. Per tornare nell’Eurozona, in Germania, sempre dal 2002, le 400mila “lucciole” tedesche, pagano le tasse e ottengono in cambio garanzie assicurative e assistenziali. Visto che il loro giro d’af – fari è valutato intorno ai 14 miliardi di euro l’anno, si tratta ormai di una voce importante del pil e di un gettito irrinunciabile per i Länder. Non si sgarra nemmeno nel quartiere a luci rosse di Amsterdam: nei Paesi Bassi: le prostitute sono tenute a pagare le tasse purché siano maggiorenni e in possesso del permesso di “lavoro”. Qui in Italia, però, ci si scontra con una onlus, il Comitato per i diritti civili delle prostitute, che protesta contro i carabinieri per quello che definisce un abuso che viola l’articolo 7 della legge Merlin.

Ma la legge può essere in qualche modo aggirata, nel caso:

Il comandante provinciale dell’Ar – ma, il colonnello Alfonso Manzo, però, spiega che si tratta di tutelare le donne che sono sulla strada. Unmodo perconoscere la loro situazione e magari intervenire in caso di sfruttamento. Oltre che per identificare le ragazze, in maggioranza romene, spesso prive di documenti per non farsi individuare. Normali controlli, insomma, nel rispetto della legge «per capire chi sono le prostitute, in che condizioni vivono, se pagano affitti regolari». Salvo poi ammettere che «i dati verranno girati all’Agenzia delle entrate per le eventuali verifiche fiscali». A sorpresa è l’estrema sinistra bolognese a prendere le distanze da quella singolare forma di lotta all’evasione. La capogruppo dei vendoliani di Bologna, Cathy La Torre, ritiene «illegittima» l’inizia – tiva dei carabinieri perché «ha il sapore di una schedatura».

     
 

2 Commenti

  1. stefano il "Rieducatore" scrive:

    Quando la polizia locale si nasconde dietro al muretto, lasciando la battona come esca, e comminando la multa (molto salata) al pollo di turno…come lo vogliamo etichettare lo stato???

    • Eccolo!! scrive:

      Riapriamo i “bordelli” ,enorme gettito per l’erario e piu’ sicurezza per clienti e “mestieranti”…tanto ci sono e ci vanno ugualmente!!!

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