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Le vergognose recensioni su Tripadvisor che “segnalano” gli alberghi solo perché ospitano migranti

Chi pensava che si fosse toccato il fondo con il presunto razzismo dovrà ricredersi: oggi un trafiletto di Libero  racconta di una faccia della medaglia che non avevamo considerato – come il famoso triangolo –  e invece. Una vera e propria lista di proscrizione 2.0 contro la quale nessuno fa nulla, ma che rischia di rovinare gli affari di imprenditori colpevoli solo di essere stati generosi.

LA “VENDETTA” PER CHI E’ OSPITALE

Sembra infatti che le strutture alberghiere che ospitino immigrati e profughi vengano bersagliate di recensioni negative su Tripadvisor. Non ci si crede, ma purtroppo è vero:

razzismo

“Puzza di tanfo” (!!!) e migranti in libertà, per questo signore, sono un vero e proprio scoglio nonostante l’albergo abbia le camere pulite e “ben odoranti” (forse perché i migranti sono stipati con la loro “puzza di tanfo” nei corridoi). Per carità, per lui sarebbe andato bene lo stesso, ma se c’era sua moglie!? Nessuno pensa alle mogli?!  Non va meglio per l’Alligalli a Lonato del Garda, che si vede recapitare sulla pagina un lapidario

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Attenzione! Achtung!Albergo che ospita clandestini! Dovrebbero proprio raccoglierli in una “lista nazionale”, come suggerisce qualcuno ripreso da Il Giornale, e come sicuramente vorrebbe anche questo avventore di un altro hotel coinvolto

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RAZZISMO?

Il fenomeno purtroppo non è nuovo: già dal 2014 circolano su Tripadvisor commenti simili, addirittura di qualcuno che nelle strutture nemmeno ci va, ma ci sono gli immigrati, “si sa”

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Libero ovviamente mette le mani avanti:

Guai però a parlare di razzismo: Tripadvisor raccoglie solo recensioni lasciando commenti politici e altro fuori dal web

Giusto. Peccato che Tripdavisor probabilmente nemmeno immagini la possibilità che certe “insoddisfazioni” derivino ben poco dalla propria esperienza di soggiorno. Difficile pensare che nel 2015 persone del cosidetto Occidente evoluto possano pensare di distruggere il lavoro altrui sfogando la loro ignoranza su un sito di recensioni. Guai a parlare di razzismo, eppure in queste recensioni – “puzza di tanfo” a parte – non si legge nemmeno un episodio evidente di screzio con qualche “clandestino” che giustifichi le pensanti recensioni rilasciate. Solo un misto di violenza e paura che fa pensare e dovrebbe far discutere, e invece viene bollata da qualcuno come un “disappunto” in qualche modo “giustificato”, quando di “giustificato” non c’è proprio nulla, se non le risposte stizzite ed esasperate dei poveri albergatori, costretti a pagare a caro prezzo la propria generosità.