La dolce vita a spese dell’Ars
11/01/2012 - Alberto Acierno avrebbe speso per sé 150.000 euro pubblici Il presidente dell’Ars Francesco Cascio e il direttore amministrativo della Fondazione Federico II, Antonella Razete, hanno ricostruito questa mattina, davanti alla quarta sezione del tribunale di Palermo, i vari passaggi che
Alberto Acierno avrebbe speso per sé 150.000 euro pubblici
Il presidente dell’Ars Francesco Cascio e il direttore amministrativo della Fondazione Federico II, Antonella Razete, hanno ricostruito questa mattina, davanti alla quarta sezione del tribunale di Palermo, i vari passaggi che li avrebbero portati alla scoperta di “anomalie nella contabilita” dell’ente e alla denuncia dell’ex deputato Alberto Acierno, imputato per peculato.
DENARO PUBBLICO PER SPESE PERSONALI – Secondo la procura – ma il politico ha sempre respinto le accuse – avrebbe usato denaro pubblico per spese personali, compresi viaggi e scommesse on line. Il danno erariale è stato complessivamente quantificato in circa 150mila euro. La Fondazione e l’Ars, l’Associazione Regionale Siciliana, sono parte civile con l’avvocato Enrico Sanseverino. A testimoniare era stato chiamato anche l’ex presidente dell’Ars Gianfranco Micciché che, impegnato a Roma, è stato diffidato a presentarsi alla prossima udienza, fissata per il 30.
NESSUNA RISPOSTA - “Appena diventato presidente nel 2007 – ha spiegato Cascio al collegio presieduto da Vittorio Alcamo – gli uffici mi hanno segnalato delle irregolarità circa la restituzione dei fondi straordinari erogati al Gruppo misto ma anche in relazione alla contabilità della Fondazione. Ho subito attivato la procedura per il recupero delle somme”. Si sarebbe rivolto – come ha chiarito al pm Sergio Demontis – sia ufficiosamente sia formalmente ad Acierno per avere chiarimenti, “ma senza ottenere risposte. So comunque che parte del denaro è stata usata per scommesse on line e viaggi”. Da qui, la decisione di presentare un esposto in Procura.
L’UNICA CARTA DI CREDITO - Razete ha invece prima chiarito come Acierno fosse stato l’unico direttore della Fondazione a percepire uno “stipendio di 15.600 euro al mese (quello attuale ne riceve 4mila, ndr) come stabilito da una lettera d’incarico dell’allora presidente dell’Ars Micciche’” e come “Acierno è stato l’unico direttore ad avere una carta di credito”. Razete ha osservato poi: “nell’ottobre del 2007 ho segnalato ai revisori dei conti dell’ente delle anomalie nella contabilita’”, spese per le quali non avrebbe avuto documenti fiscali d’appoggio. Ha parlato anche dell’istituzione da parte del politico “di un fondo cassa del direttore generale, mai esistito prima”, di prelievi in contanti e in assegni. ”Prima delle sue dimissioni, il 30 novembre del 2007 – ha aggiunto – Acierno mi ha consegnato delle fatture. Fatti i conti alla luce di questi documenti, lui, da debitore nei confronti dell’ente diventava creditore. Ho segnalato la situazione a Miccichè che arrabbiatissimo mi ha detto che quelle fatture erano false, di non considerarle. Le ha prese dicendo che avrebbe parlato con Acierno, ma non so se questa discussione sia mai avvenuta”.
MINACCE - Infine, Razete ha anche riferito dell’atteggiamento di Acierno nei suoi confronti e verso gli altri impiegati: “Diceva che ero una cretina. Spesso si arrabbiava e faceva davvero paura. Una volta ha pure tirato un telefono in testa al suo segretario particolare. Una collega mi ha riferito di aver dichiarato alla guardia di finanza durante le indagini che una volta le aveva offerto della cocaina, ma lei aveva rifiutato”. Particolari che, comunque, non hanno avuto un seguito da un punto di vista giudiziario. “Una volta mi mandò anche un sms con scritto: ‘Sei una piccola miserabile, ma stai tranquilla, arriva per tutti’, mi addossava la responsabilità dell’inchiesta che era stata avviata nei suoi confronti”.
SI PUO’ SPIEGARE TUTTO – Per l’avvocato di Acierno, Giovanni Rizzuti, “alcune spese considerate come personali sarebbero in realtà legate a viaggi istituzionali all’estero, somme utilizzate per il vitto e l’alloggio in diverse occasioni a Venezia, Mosca e Parigi che non sarebbero state correttamente contabilizzate”. Acierno stesso ha dichiarato, fuori dall’aula, di poter “documentare tutto: ho restituito tutto – ha detto – tant’e’ che fino all’anno scorso ho percepito 5mila euro all’anno come ex deputato e a fine mandato, nel 2006, ho ricevuto il compenso di 30mila euro: nonostante le accuse, nessuno ha trattenuto nulla. Perche’ non c’e’ nulla da trattenere” (AGI)













Se avete scritto ritengo che eravate presenti all’udienza. Se eravate presenti, perché parlate di denaro pubblico, quando a specifica domanda, il direttore amministrativo della fondazione ha risposto che sino al 2010, la Fondazione era un ente di diritto privato, e quindi, non ci sono soldi pubblici ma soldi privati.
sei ignorante o in malafede (propendo per la seconda):
http://www.federicosecondo.org/it/la-fondazione.html
La Fondazione Federico II, istituita il 9 dicembre 1996 con la legge regionale n.44, è un ente di diritto pubblico, la cui personalità giuridica è stata riconosciuta nell’agosto 1997 con decreto del Presidente della Regione Siciliana; è Organo culturale e informativo dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Sei peggio di Cicchitto, i ladri, lui le difende tutti.
I GRANDI FURBI CHE VIVONO SULLE SPALLE DELLEPERSONE ONESTE
Toh… un altro del PDL…
sarà un caso …
Come vi permettete di insultare ed offendere una figura politica , se la colpevolezza non è ancora stata riconosciuta nel processo!!! ….. Il politico Cascio accusa, ma nulla è dato per certo. Al signor Gianfra ribatto che deve vergognarsi di tirare in ballo l’on. Cicchitto durante questa conversazione, nella quale l’unico ” imputato ” virtuale è Acierno. Io mi vergogno di voi che gongolate, vi pavoneggiate allorquando un’accusa viene lanciata contro politici del PDL…. ma guardatevi attorno, guardate anche dentro gli altri partiti e scandalizzatevi altrettanto per quesi disonesti come Penati e company e tantissimni altri ( dei quali non voglio qui fare il lungo elenco nè citare nome e cognome ) !!!!Io non voglio difendere i ladri e i delinquenti, ma non mi permetto di lanciare accuse e/o offese contro un ipotetico reo.
Come vi permettete di pubblicare queste accuse false e infamanti? Acienno è ù megghio!
@Rita, i componenti del “partito dell’ amore che vince sull’odio e sull’ invidia” sono nella stragrande maggioranza sotto indagine o già condannati. Non ci inventiamo niente, non esiste altro partito con così tanti inquisiti , la loro è una vera e propria associazione a delinquere. Non me lo sono sognato la notte, Berlusconi e Dell’ Utri (già condannato) nel registro degli indagati per le stragi di mafia, Schifani avvocato difensore dei mafiosi, Cosentino colluso con la camorra, le cricche, Verdini, Balducci..(non vorrei fare l’alba).
Per l’ex “onorevole” ACIERNO:
“Lei ha pure il coraggio di scrivere?
Vabbè la sua discutibile onestà, ma non le è rimasta neanche un poco di dignità ?
Taccia e scompaia, se può, dalla faccia della terra.