La marcia dei disabili per i diritti

11/01/2012 - Un gruppo di 120 persone attraversa la Bolivia per chiedere leggi che tutelino i portatori di handicap In Bolivia un gruppo di alcune decine di disabili sta attraversando il paese per chiedere leggi che sanciscano la loro uguaglianza con tutti

     
 

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Un gruppo di 120 persone attraversa la Bolivia per chiedere leggi che tutelino i portatori di handicap

In Bolivia un gruppo di alcune decine di disabili sta attraversando il paese per chiedere leggi che sanciscano la loro uguaglianza con tutti gli altri cittadini. Hanno intenzione di percorrere complessivamente circa 1.400 chilometri, da Trinidad alla capitale La Paz attraversando aree dal clima molto diverso, dalle zone con temperature tropicali alle montagne innevate.

LA PROTESTA - “Chiediamo l’approvazione di una legge per il trattamento preferenziale delle persone con disabilità”, ha fatto sapere Carlos Mariaca, 42 anni, a capo della carovana composta da 120 persone, delle quali 75 con disabilità e altri 45 accompagnatori appartenenti ad organizzazioni non governative. Carlos è un paziente tetraplegico che può muovere solo qualche dito e chinare il capo, e si muove su una sedia a rotelle da oltre 30 anni. Ha deciso di parlare al britannico Guardian. “La gente ci dà un po’ di riso e di pasta”, racconta. “C’è caffè, zucchero e pane”, dice spiegando la solidarietà della gente. Ma nel lungo cammino non mancano le difficoltà. Spesso ci si ferma sotto un albero o in qualche altro rifugio improvvisato. Il corteo dovrebbe raggiungere La Paz a metà febbraio. Ora si trova nei pressi di Buena Vista, nell’area orientale della Bolivia. Si è mosso da Trinidad il 15 novembre ed ha già percorso 500 chilometri circa.

LE DISCRIMINAZIONI - Vivere con disabilità in Bolivia, non è affatto semplice, soprattutto per le persone più povere. Sono pochi gli edifici accessibili ai disabili. Ma le difficoltà di movimento non raprresentano i problemi più gravi. “Le discriminazioni sono la principale causa di preoccupazione”, spiega Lucio Alvarez, esperto della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di La Paz. “Molti insegnanti, ma anche poliziotti e medici non sanno come trattare una persona disabile”, aggiunge. Fare una stima del numero dei disabili è impresa ardua. Il Ministero della Salute boliviano è in possesso di una lista di circa 35mila persone che vivono con disabilità, ma per gli attivisti per i diritti umani la cifra corretta sarebbe di 600mila unità, che rappresenta il 6% della popolazione del Paese.

IL GOVERNO RASSICURA - Il governo, dal canto suo, promette di fare passi in avanti per evitare che i disabili continuino a vivere ai margini della società. Javier Salguero, direttore del dipartimento che si occupa dei disabili presso il Ministero della Giustizia respinge le accuse al presidente Evo Morales. “Abbiamo un piano nazionale per l’uguaglianza e per le pari opportunità in materia di istruzione, sanità, occupazione e alloggi”, dice. Salgado mette l’accento su lacuni incentivi statali e vari contributi. Loro, i disabili della marcia, non ci stanno, determinati a far sentire la voce in prima persona e a proseguire il loro cammino lungo le Ande in direzione La Paz. “Continueremo fino alla fine”, dice Mariaca. I disabili della Bolivia sfideranno anche la stagione delle piogge. Promettono di essere disposti a protestare anche negli altri paesi dell’America Latina. Ed anche a spingersi oltre, se necessario: ” Siamo disposti a raggiungere gli Stati Uniti per dire che la popolazione afflitta da disabilità è trascurata dal governo”.

     
 

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