La lotta all’evasione fiscale è sul web

11/01/2012 - Si moltiplicano le iniziative contro i furbetti. Servirà? Jenner Meletti su Repubblica oggi ci racconta una storia originale: quella degli italiani che si autorganizzano sul web per stanare l’evasione fiscale. Soprattutto nel commercio, ma anche tra i professionisti a cui

     
 

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Si moltiplicano le iniziative contro i furbetti. Servirà?

Jenner Meletti su Repubblica oggi ci racconta una storia originale: quella degli italiani che si autorganizzano sul web per stanare l’evasione fiscale. Soprattutto nel commercio, ma anche tra i professionisti a cui è difficile riuscire a sfilare una fattura. Eccoli, quindi, i ‘finanzieri’ senza divisa:

Non hai fatto lo scontrino per la pizza e la birra? Tre minuti dopo sul gruppo Facebook “Amici dello scontrino e della ricevuta fiscale” appare la notizia. A volte con nome e indirizzo della pizzeria, spesso solo con il nome della località. Hai detto al cliente che la riparazione della Panda costa 800 euro con fattura e solo 550 in contanti e in nero? Quasi in diretta, sulla mappa dell´Italia del sito Evasori.info, si legge che un meccanico della tal città (qui si indica solo la zona) ha fregato il fisco e dunque anche te. L´idraulico che è arrivato a casa non si sogna nemmeno di fare la ricevuta? Sul sito Tassa.li (ieri pomeriggio c´erano 1.510 segnalazioni fatte da 8.310 utenti per un totale evaso di 2.108.081,79 euro) appare la notizia del nuovo furto allo Stato e alla collettività. «Ogni informazione viene geo-localizzata. I dati vengono utilizzati per creare una mappa dell´evasione e saranno gratuitamente accessibili a chiunque», Finanza compresa. C´è anche un sito “buono”, Nonevado, che mette invece nomi e cognomi di panettieri, dentisti, baristi e compagnia varia che emettono sempre scontrini o fatture. «Combatti l´evasione acquistando solo da aziende e professionisti onesti. Cercali nel nostro sistema e aiutaci a trovarne altri».

E’ Luca Bottura, rubrichista del Corriere e della Gazzetta, ad aver lanciato una delle iniziative:

Né Torquemada né don Chisciotte. «In fondo siamo dei feticisti. Ci piacciono tanto gli scontrini». Luca Bottura, giornalista e scrittore, ha lanciato il gruppo degli “Amici dello scontrino e della ricevuta fiscale” nel settembre scorso, nella sua rubrica Lateral su Radio Capital. «Prima del governo Monti, dunque e prima di Cortina. L´idea mi è venuta da una frase di Giorgio Gaber, che diceva: “Non temo Berlusconi in sé, ma quanto c´è di Berlusconi in me”. Ecco, di fronte al carrozziere che mi dice 500 euro con ricevuta, 400 senza, come reagisco? Faccio il furbo anch´io? Ma poi posso lamentarmi se mia mamma deve fare una fila di cinque ore al Pronto soccorso e se gli asili restano senza maestre? La reazione è stata immediata. Abbiamo aperto il gruppo Facebook e ogni mattina, durante la trasmissione, arrivano fra le 50 e le cento adesioni». «Nei primi tempi – racconta Maximiliano Ulivieri, moderatore del gruppo – c´era chi si iscriveva solo per insultare. “Le tasse le pagano solo i c… Fatevi furbi, evadete come noi”. Abbiamo dovuto anche fare delle espulsioni».

Oggi questi strani adoratori dello scontrino sono 5.578 e lavorano senza sosta:

«Ho chiamato l´idraulico a casa mia, abita a cento metri da me. Venti euro per la chiamata, dieci per la guarnizione di un rubinetto. Sua moglie e i figli vestono abiti griffati. Gli chiedo la ricevuta e lui dice: costa il 20% in più. Come possiamo fermare questi bastardi?». C´è chi, per ottenere il mitico biglietto, ne inventa una al giorno. «Uso il linguaggio del corpo. Al bar pago e se il barista non mi dà lo scontrino mi piazzo davanti alla cassa, muto come un pesce. Dopo qualche minuto, con la fila dietro, il barista capisce e batte lo scontrino». Si scambiano esperienze interessanti. «Attenti al “preconto”. Me l´hanno dato in pizzeria. Chiedi il conto e la ragazza arriva con un foglietto che sembra una ricevuta. Se paghi in contanti, tutto finisce lì. Vai via con un foglietto che non vale nulla. Chiedi sempre il conto vero, o paga con la carta di credito, così il pizzaiolo è obbligato a fare la ricevuta». «Perché non facciamo come a Taiwan, dove gli scontrini diventano biglietti della lotteria?». «Se un negozio non fa lo scontrino lo chiudi. Vedrai che gli altri si innamorano del registratore di cassa».

Infine, c’è l’esperienza di Evasori.info, che preesisteva al governo Monti:

«Chi evade deruba anche te», lo slogan di Evasori.info. Anche qui una marea di segnalazioni. «Fino ad oggi ce ne sono state 345.553, per un´evasione pari a 51.550.487 euro». Mappe dell´Italia ormai coperte da migliaia di puntini neri. Statistiche sulle categorie più allergiche agli scontrini: in testa i bar, seguono i ristoranti, gli alimentari, i servizi alla persona, i medici e dentisti. E a questo proposito il presidente dell´Ordine dei medici di Bari, Filippo Anelli, non ha usato mezzi termini: «Non fatturare è una pratica squallida, non coerente con i principi deontologici della professione medica, perché penalizza chi è già malato e non può neanche scaricare la fattura. I pazienti segnalino questi medici così potremo aprire un provvedimento disciplinare». C´è chi non si limita a una segnalazione al sito ma dice di avere presentato una denuncia alla Finanza.

     
 

8 Commenti

  1. anna milazzo scrive:

    è ora di fare pagare agli evasori!!!

  2. antani scrive:

    speriamo non duri da natale a santo stefano, comunque hanno scatenato la guerra dei poveri anche se sempre utile, la vera evasione è quella delle grandi imprese con i loro conti nei paradisi fiscali ed è quelli che bisogna colpire duro e senza pietà.
    riflettete gente anche in questa guerra giusta si colpiscono sempre i pesci piccoli………….

  3. Bruno scrive:

    Penso che sia fondamentale ripristinare quello che a tolto Berlusconi nel 2003, la sanzione
    al cliente sprovvisto di scontrino o ricevuta, perchè se rischio una multarella mi faccio fare la ricevuta anche da mio fratello…… meditate gente meditate.

  4. gunther scrive:

    pienamente d’accordo. Il problema è diffuso e spesso fonte di imbarazzi. Basti pensare per esempio a quelle clienti che da decenni vanno dalla stessa parrucchiera (è il caso della mia ultraottente mamma) che regolarmente scrive sulla ricevuta “pettinata” da 20€ e magari fa la permaenente da 70. Come sempre mi inc..diciamo altero, ma cosa vuoi fare? si conoscono da una vita….sicuramente ne risentirebbe il rapporto umano consolidato da tempo.
    No, molte volte la volontà e la coscenza di far pagare questi cialtroni non bastano. Bisogna offrire delle alternative. Non mi pareva male quell’idea di consegnare assieme alla ricevuta una qualche forma di “gratta e vinci” (ma non a Napoli che li clonano) o forse “estrazione” del numero settimanalmente tipo “lotto”. È tutto molto squallido però. Parassiti. Vergogna.

  5. ivano scrive:

    una guerra aperta per chi tenta di sopravvive……..pensate…il ragazzino che gira tra negozi per stanare il mancato scontrino quando i suoi genitori ( avvocati, ingenieri, liberi professionisti ……come l’idraulico, dentista .ecc….) hanno sempre evaso e non 1 euro ma migliaia di euro complimenti ………al figlio …ricercatore …!!! Occorre cambiare la legge fiscale permettendo di scaricare tutto anche lo scontrino del caffè …….allora si che tutti chiederemmo lo scontrino …….applicare il sistema anglosassone in toto e non come totò.

  6. Corrado scrive:

    Ma vi rendete conto che ci stanno mettendo l’uno contro l’altro indicandoci con il dito indice umiliandoci definendoci piaga della soceta’, unici e veri responsabili del disastro finanziario Italiano. Sono le piccole imprese che mandano avanti questa Italia, che danno lavoro con tutte le difficoltà del mercato di oggi. Ricordate che se siamo in questa situazione disastrosa non e certo per uno scontrino fiscale ma per un nutrito gruppo di persone laureate… capaci…colti… che si fanno chiamare ONOREVOLE che seduti per anni sulla loro poltrona non e mai interessato nulla di noi se non restare bene incollati alla poltrona. Lascio a voi la conclusione .. Ma il buon Arbore avrebbe detto ” meditate gente medtate “

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