Cultura

Perché Sanremo non è più Sanremo

16 febbraio 2009

Sanremo, si sa, è Sanremo. Eppure quest’anno, forse sarà la crisi economica, forse saranno i programmi in concorrenza, il Festivalone c’è, ma pare di no.

Ve li ricordate i bei Sanremo di qualche anno fa, quando, già da dopo Natale, appena si sbaraccava l’albero, la tv si addobbava di fiori rivieraschi? Quando la gente diramava per le tre serate del Festival gli inviti agli amici, per ritrovarsi tutti davanti alla tv a massacrare assieme gli artisti, in un afflato che aveva il suo pari solo nelle partite dell’Italia? Se qualcosa di sopra le righe doveva succedere, si dava per scontato sarebbe successo a Sanremo: scandali, inciuci, intrallazzi, suicidi veri o tentati ad arte, polemiche politiche, abbandoni di scuderia dei conduttori, dichiarazioni choc, ricongiungimenti familiari di coppie famose o clamorose rotture di matrimoni vip, eventuali morti eccellenti o dichiarazioni di inizio e fine guerra. Praticamente Sanremo non era un evento, ma una stagione della tv: non avevano neanche digerito il panettone, che il caravanserraglio dei critici musicali, televisivi, dei cantanti in gara ed esclusi, dei conduttori in auge o in declino, delle aspiranti vallette more o bionde, italiane o straniere, poppute o piatte iniziavano a muoversi e a calare, e a loro si accodava l’Italia. Non c’era aspetto della kermesse che non venisse indagato con almeno un mese di anticipo. Per dire, c’erano reporter scalmanati che cercavano di carpire chi sarebbe stata la seconda valletta muta al Dopofestival. Quest’anno no. Neppure la Vita in Diretta – che vabbe’, dacché è orfana di Cucuzza non è più la stessa cosa, ma insomma! – Neppure la Vita in Diretta, dicevamo, si è mossa con il consueto can can. Giusto giusto qualche serviziolo di sfuggita, con il solito sventurato inviato che intervistava fuori dal teatro dell’Ariston, l’altra sera, gli orchestrali uscenti dopo la prova. Ha scoperto, dopo averne tampinato un paio, che sul palco ci saranno la scala e l’orchestra. E poi dicono che il giornalismo d’indagine è morto.

UNA VETRINA NAUSEABONDA - Il fatto è che di Sanremo pare, quest’anno, non fregarsi nessuno. Essì che di materiale i cantanti e gli uffici stampa ne avevano fornito. Prima c’è stato il caso Povia con la sua canzone sul Luca che non è più gay: polemica ferocemente attizzata, e poi finita nel nulla, anche perché ciò che preoccupava, nel Luca del titolo, non era tanto il suo orientamento sessuale cangiante, ma il cattivo gusto musicale stabile, dato che è fan di Povia. Poi si è tentato di montare qualcosa di pruriginoso con la complicità di Iva Zanicchi, lì a presentare una canzone in cui dichiara di volere un uomo solo per sesso. Anche qui, lo scandalo è stato seppellito dalle risate, specie da quelle delle coetanee della signora: perché se ci ha messo tanti anni ad arrivare alla conclusione che anche le donne, alle volte, possono portarsi uno a letto senza sognare di trascinarlo all’altare, anche la Iva qualche problema deve averlo. La terza occasione è stata la canzone di Marco Masini, che con “L’Italia” (di merda) chiudeva il cerchio e la triade ispirativa iniziata con Bella Stronza e proseguita con Vaffanculo. La Senette ha cercato per un intero pomeriggio di creare un caso, portando i dotti pareri di opinionisti che discettavano se la dicitura “di merda” affibbiata all’Italia fosse da intendere come mero insulto commerciale per vendere più copie, sottile critica socio-politica o bieco qualunquismo d’accatto, condannabile ed inadatto a Sanremo. L’argomento, dopo quello a cui ci hanno abituato a sentire Grillo ed i nostri onorevoli, prendeva talmente che in sottofondo si sentivano gli sbadigli dei cameramen e delle truccatrici in studio.

POCO RUMORE IN MEZZO AL CAOS – Insomma, Sanremo annoia, anzi, ha già annoiato, prima ancora di cominciare. Del resto, come stupirsi? Se un tempo la finestra Sanremese, nel mezzo di un palinsesto ingessato, era l’unica che consentiva di vedere un po’ di sangue, di sbocchi d’ira fra cantanti, accuse gratuite, eliminazioni in diretta, facce verdi di bile, permettendo al popolo lo sbertucciamento dei soliti noti, ridotti, nel tritacarne del festival, a polpette da lanciare alla folla avida di sensazioni forti, oggi questi elementi sono donati a piene mani ad ogni ora del giorno e della notte, su tutti i canali, in qualsiasi reality o tiggì. Ovunque si suda, si freme, si teme, si geme, si sputtana e si viene sputtanati; ovunque ci sono cantanti e giudici da vilipendere, risse sempre sul punto di scatenarsi o di essere scatenate, starlette che strillano e strepitano per presunte ingiustizie subite più di quanto Claudio Villa abbia mai fatto in tutta la sua carriera. Siamo in un Sanremo perenne, non c’è da stupirsi che quello originale un po’ perda d’affetto.

 

14 commenti a Perché Sanremo non è più Sanremo

  1. ricchiuti

    Faccio i complimenti per l’originalità del pezzo, è in assoluto l’unica pre-recensione di Sanremo che abbia letto nel quale manca ogni riferimento alla annunciata “presenza” di Mina. Così grande e grossa, non deve essere stato facile evitarla, complimenti di nuovo.

  2. Son sempre i soliti cantanti dell’era preistorica a presenziare il Festival…perennemente!

    bel post Galatea!

  3. Silvio Berlusconi

    @ Lucia
    “Son sempre i soliti cantanti dell’era preistorica a presenziare il Festival…perennemente!”

    Mi consenta,le ricordo che quest’anno ci sarà il debutto del duo Apicella-Berlusconi. Io e il maestro, anche per riportare il festival nei binari antichi di quell’Italia bella e sorridente che è in tutti i nostri cuori, abbiamo scritto un inno all’amore e alla vita. Teniamoci tutti idealmente per mano, con l’ottimismo della volontà, con quella felicità che canta nell’animo di ogni italiano.
    Non abbandoniamoci ad un’amara tristezza, gridiamo insieme che ancora una volta ci crediamo nella nostra patria: evviva il Festival, evviva l’Italia!

  4. gregorj

    tana per zamax dietro la foglia di fico!

  5. @ Zamax nelle vesti di Silvio

    Mi consenta, c’è chi preferisce “duets” di Elton John, e chi invece si accontenta della coppia Berlusconi-Apicella: desolante! :)

  6. Apicella, 'o maeshtre in persone

    Cara Lucia,
    suogno sicure ch’a musiche ‘e presidente Berlushconi sarà pe ‘lei una shtraordinarie sorprese, bella cumme ‘o golfo ‘e Surriento, cchiù belle ancore ch’e canzoni ‘e maeshtre inglese.

  7. PISCATORE 'E PUSILLECHE

    quann’ spunta la luna a Marechiaro…..

    pure li pisci fanno l’ ammore

  8. Zamax

    Scusi piscatore, che vuol dire “pusilleche”? Se vengo giù nella Terronia Felix, alias Magna Grecia, non vorrei fare la figura del turista che non conosce le lingue.

  9. Zamax

    Ah ah ah Lì per lì pensavo a dei molluschi…
    In veneto le cozze sono dette “peoci”. C’era qualche lontana assonanza.

  10. PISCATORE 'E PUSILLECHE

    ringrazio Ricchiuti

    le nostre cozze, in particolare quelle che personalmente pesco lungo le chiane (scogli piatti) di pietra salata sono le migliori del mondo

    figurarsi che sono cozze attaccate a vecchie colonne di epoca greco-romana sommerse a pochi metri dalla costa……ed essendo sulla costa la villa presidenziale(Rosebery), nessuno vuole o può intervenire per non fare troppo \”casino\”

    …e quando si mangiano,,,,,pare mangiare la storia, pare udire le lingue dei greci e dei romani che si rincorrono……

  11. Hai fatto bene a ignorare Mina, non per lei ma per quel che ha cantato: quella versione del “nessun dorma” era un’offesa alla musica, sia classica che leggera.

  12. Oggi si sarebbe dovuta riunire la commissione di vigilanza Rai per discutere sulle nomine dei nuovi dirigenti Rai, ma le dimissioni di Walter hanno spostato l’atteso incontro.

    Un caso che si sia nell’anno della minore pubblicità a Sanremo e dell’attacco pesante ai compensi di presentatori e ospiti.
    Benigni 350 mila euro? E sticazzi, oltre mezz’ora di monologo del più famoso artista italiano nel mondo. Quanto costò lo stupratore Tyson o la star di Hollywood che non sa parlare italiano?
    Il Giornale sabato aveva titolone e foto dei più importanti presentatori Rai e relativi compensi.
    Si sta solo preparando lo smembramento di quel che resta della Rai, Sanremo è solo una tappa intermedia.

    Io non credo più alle coincidenze

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