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La rubricadi Donato De Sena
pubblicato il 16 febbraio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

In Italia non si riescono a realizzare nemmeno le cose sulle quali erano tutti d’accordo. Il governo presenta due proposte di legge parallele per la riduzione degli sprechi. Per l’opposizione di Province e Lega Nord si va verso la soppressione solo degli enti intermedi

Durante la campagna elettorale per le politiche di un anno fa tra le proposte condivise sia da Partito Democratico che dal Popolo della Libertà l’abolizione delle Province era quella che balzava maggiormente agli occhi. Finalmente una cosa si farà, pensavamo. Ma oggi sembra essere semplicemente un progetto irrealizzabile: Padania Italia Abolizione delle Province: cè chi dice nodifficilmente, infatti, scompariranno dal nostro territorio quegli enti pubblici spuntati spesso come funghi negli ultimi anni, fino ad arrivare a 110, di cui alcuni non ancora operativi ed altri che rappresentano solamente una decina di comuni. Continueranno la loro regolare attività a tempo indeterminato. Gli oppositori sono sia nella maggioranza che fuori. Mentre il Ministro La Russa annuncia che queste saranno le ultime elezioni provinciali, la Lega non è disponibile ad arretrare nemmeno di un centimetro: “Finchè ci sarà la Lega al governo le Province non si toccano” aveva già ammonito Bossi pochi giorni prima. I padani hanno continuato a ribadire la loro posizione anche dopo l’avvertimento di La Russa. Inequivocabile la risposta alle parole del Ministro da parte di Fabio Meroni, capogruppo della Lega Nord alla Provincia di Milano: “Chi ritiene che le province vanno abolite nei prossimi cinque anni, allora non rivendichi nessuna presidenza nella tornata amministrativa del prossimo giugno“. E aveva spiegato: “La Lega non vuole province a tempo. Le vuole perché ritiene che servano. Per questo, dagli scranni della Provincia di Milano, ci siamo battuti per la nuova Provincia di Monza e della Brianza. Oggi questa provincia c’è e noi la difenderemo sempre. Ma è chiaro che il nostro ragionamento vale per tutte le province. Ripeto: se qualcuno le vuole abolire, questo qualcuno potrebbe almeno evitare di chiedere, per esponenti del suo partito, la presidenza di enti che ritiene inutili“.

SI ABBASSA IL TIRO – E in più non hanno dubbi i Presidenti delle Province e i Consiglieri Provinciali dell’Upi, Unione Province Italiane, che flush11 Abolizione delle Province: cè chi dice noriunitisi a fine gennaio hanno espresso guardacaso anch’essi un netto parere negativo. Tutte le assemblee provinciali esprimono parere unanime. Qualche parere positivo lo si sente, come quello della Confesercenti, ma è poca roba. I leader del Popolo della Libertà, dopo il lancio del sasso di La Russa, preferiscono non entrare nel merito della questione. Già prima della crisi economica, dunque, vista la difficile situazione della finanza pubblica italiana accompagnata dall’ultradecennale e mortificante declino economico, si era convenuto da più parti che per dare ossigeno alle casse dello Stato e ridurre la nostra rigidissima spesa pubblica sarebbe stato opportuno eliminare quanto più possibile tutti quegli enti pubblici poco efficienti ai fini dell’erogazione di servizi ai cittadini e molto efficienti, invece, in termini di scarsa produttività. La scelta, dunque, cadde sulle Province, le cui competenze sarebbero state di conseguenza trasferite a Comuni o Regioni. Come sopperire però all’intransigenza padana e di tutte le Province del Paese? E’ di questi giorni la presentazione di una proposta di legge che prova a razionalizzare gli sprechi senza sopprimere nessuna provincia, ma solo gli enti intermedi. Il governo abbassa il tiro.

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