Quello che dipinge con lo scotch
05/01/2012
Questa è la storia di Max Zorn, un artista il quale grazie a del nastro adesivo e un bisturi crea quadri meravigliosi
Se ci fosse Giovanni Muciaccia direbbe: “Questo è un Art Attack!”. Come spiegare altrimenti l’opera di Max Zorn, che riesce a produrre ritratti estremamente realistici solo grazie a del semplice “scotch da pacchi” di quelli marroni standard e un bisturi. Nonostante si tratti di riproduzioni, quell’effetto marrone e il gioco di ombre dovuto alle luci rende il tutto meraviglioso. Di seguito potrete trovare una serie di sue opere con, in conclusione, un video che spiega per sommi capi come riesca a produrre queste opere meravigliose. Magari se volete cimentarvi per fare una sorpresa a qualcuno…















interessante ma anche questo non è nuovo Mimmo Rotella ed i suoi de-collage procedevano nello stesso senso con in più la consapevole “azione”che interveniva direttamente sul’icona-locandina!!
quanto sei antipatica simonetta
il decollage di Rotella è una tecnica completa mente diversa da questa, riporto da wikipedia:
“Nel 1953, soffre di una crisi, durante la quale interrompe la produzione pittorica. Ormai convinto che non ci sia più niente da fare di nuovo nell’arte, ha improvvisamente quella che egli definisce “illuminazione Zen”: la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica della città. Così nasce il décollage (all’inizio collage): incolla sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada, adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con la matrice dadaista del ready made. Nel 1955, a Roma, nella mostra “Esposizione d’arte attuale”, espone per la prima volta il ‘manifesto lacerato’.
In seguito, pratica il cosiddetto doppio décollage:il manifesto staccato prima dal cartellone, poi, strappato in laboratorio. In quegli anni si serve anche dei retro d’affiche, adoperando i manifesti dalla parte incollata e ricavandone opere non figurative e monocrome.”
lascia perdere wiki, il risultato finale non è dissimile nella forma