Come i giornalisti fregano la polizia in sei mosse
04/01/2012 - Un rapporto inglese analizza tutte le tattiche che i cronisti utilizzano per ottenere notizie riservate Elizabeth Filkin è una di quelle persone che di professione fanno il “civil servant”, termine che identifica gli esperti che si mettono a servizio del
Un rapporto inglese analizza tutte le tattiche che i cronisti utilizzano per ottenere notizie riservate
Elizabeth Filkin è una di quelle persone che di professione fanno il “civil servant”, termine che identifica gli esperti che si mettono a servizio del governo di un paese per alcune determinate ed importanti questioni. Dopo essere stata assegnata allo studio del sistema delle dogane, all’indomani dell’”ascoltopoli” inglese, lo scandalo del News of The World di Rupert Murdoch, la Filkin è diventata incaricata a studiare tutte le falle del sistema di sicurezza della polizia: più in particolare, tutte le connessioni possibili, tutte le possibili influenze che i media riescono ad avere sull’azione delle forze dell’ordine.
LE TATTICHE – In particolare, quali sono i metodi più comuni che i cronisti utilizzano per carpire informazioni coperte da segreto investigativo dagli agenti della polizia metropolitana di Londra? Il rapporto, spiegato dal Guardian, identifica almeno 6 pratiche piuttosto comuni in cui gli agenti di polizia sembrano cadere troppo spesso. A leggerle, sembrano descrivere il calzante stereotipo del poliziotto grasso e un po’ stupido che cede davanti ad una bottiglia di birra. Infatti, il primo stratagemma, il più comune, che spinge il poliziotto a rivelare quel che non dovrebbe è l’alcool. “Feste fino a tarda notte, lunghe sessioni, e un’altra bottiglia di vino a pranzo – sono tattiche ben note per farvi parlare. Evitate”, scrive la Filkin; spesso accoppiate all’alcool, qualche avance: “Il flirting è studiato per far cadere le vostre difese e farvi dire più di quanto dovreste. Attenzione”. Oppure, terzo classificato, il gioco sporco: “Ne varrà la pena”, dice il giornalista al poliziotto, e il revisore avverte: “Se pensate che vi stiano offrendo denaro, dite di no, andatevene subito e allertate gli uffici competenti”. Tattica rischiosa e che può portare seri danni per il cronista.
E I TRUCCHETTI – Altri trucchi, più o meno leciti, che i giornalisti inglesi utilizzano per strappare confidenze, vengono elencati con dovizia. “Una fonte mi ha detto questo nome che voi avete arrestato, potete compitarmelo per favore?”: ovviamente è una tattica per farsi dire un nome che non si ha. “Lasciate perdere”, dice la Filking. Oppure, le minacce che sembrano suppliche: “Sarò rovinato se non do la notizia in 10 minuti. Dimmelo, ti prego”; consiglio della Filking, “non abbiate questa fretta. “Se non mi aiuti, scriverò una storia bomba”; ma “tanto lo farebbero comunque, perciò non cedete alle minacce. Materiale fotografico riservato: “Potete darmi questa foto? La famiglia ha già detto che è ok”, dice il cronista: la Filking insinua il dubbio. “Davvero? E’ quello che è successo? E questo basta per rilasciare la foto? Che ne pensa l’ufficio stampa della polizia?”. Inoltre, regola d’oro: i giornalisti registrano sempre le conversazioni. “Always assume you’re on the record”, dice il rapporto.












