“La Fiat non raggiungerà i target di Marchionne”

04/01/2012 - Dieci analisti di Bloomberg analizzano le stime del Lingotto Il target di 6 milioni di auto vendute tra Fiat e Chrysler, considerato da Sergio Marchionne il benchmark necessario per garantire la sopravvivenza, potrebbe richiedere piu’ tempo per esser realizzato rispetto

     
 

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Dieci analisti di Bloomberg analizzano le stime del Lingotto

Il target di 6 milioni di auto vendute tra Fiat e Chrysler, considerato da Sergio Marchionne il benchmark necessario per garantire la sopravvivenza, potrebbe richiedere piu’ tempo per esser realizzato rispetto a quanto previsto dall’ad del colosso automobilistico. Secondo la stima media di 10 analisti consultati da Bloomberg, le vendite totalizzeranno i 4,9 milioni di auto nel 2014, un milione in meno rispetto all’obiettivo fissato da Marchionne per quell’anno.

NON E’ COLPA DELLA CRISI - In particolare, nessuno degli analisti prevede che il target sara’ centrato a causa del rallentamento dell’economia europea. ‘L’ambizione di Marchionne per il 2014 e’ irrealistica senza un’acquisizione, che la Fiat non si puo’ permettere mentre sta portando a termine l’operazione Chrysler’, ha spiegato Hans-Peter Wodniok della tedesca Faireresearch. Il target Fiat di 6 milioni di vendite ‘sembra piu’ uno slogan che un vero obiettivo’ secondo Giuseppe Berta, professore di storia economica della Bocconi. ‘L’Unica chance di centrare quell’obiettivo nel 2014 e’ unire Fiat e Chrysler con un’azienda in Asia, regione dove il gruppo e’ estremamente debole’.

GLI OBIETTIVI - La Fiat fara’ anche fatica a raggiungere gli obiettivi di piu’ lungo termine e potrebbe limitare gli investimenti di fronte ad una possibile recessione in Europa, ha aggiunto Stuart Pearson, analista di Morgan Stanley a Londra secondo il quale il colosso auto ‘ha bisogno di un nuovo piano per aumentare la competitivita”. Per Jeff Schuster di LMC Automotive, inoltre, il gruppo vendera’ 5,4 milioni di veicoli nel 2014, mentre i 5,9 milioni di vendite si verificheranno solo negli anni a venire. Secondo Emanuele Oggioni, fund manager di Saint George Capital Management di Lugano, tuttavia, e’ troppo difficile prevedere con accuratezza la performance della Fiat nel 2014 dal momento che ‘la visibilita’ e’ molto bassa’. A parere di Oggioni finora Marchionne ha dato risposte decise al rallentamento economico. (ANSA).

     
 

12 Commenti

  1. Paolo Fanello scrive:

    allora Marchionne dovrebbe avere la decimazione dello stipendio…

  2. filippo scrive:

    la fiat si è compromessa già anni fa,inglobando e rovinando alfa romeo e lancia per non avere concorrenza quando,invece,poteva sostenerle e lasciare libertà di scelta nelle gestioni.per non parlare della cessione del sistema ad iniezione diretta di gasolio -common rail-che per noi è una novità quando nessuno ricorda la croma tdid che non ha avuto seguito perchè ha ceduto i diritti alla bosch…e fosse solo quello,ci sono tanti esempi quindi gli obbiettivi non saranno mai centrati se la strada è questa…

  3. joestrummer scrive:

    e per dare un giudizio del genere servono gli esperti di bloomberg?..con un negriero alla guida che gioca solo in borsa anzichè proporre nuovi modelli fatti come si deve cosa vi aspettate?????

  4. marco scrive:

    L’autodisfattismo confusionario e pasticcione è il male endemico italiano unito all’esterofilismo spinto. Ma come si fa a confondere gestioni diverse, progetti diversi e periodi diversi. Cosa c’entra Marchionne con la cessione del common-rail e come si fa a liquidare con gli appellativi di “negrerio e giocatore di borsa” una gestione che ha visto il recupero di una azienda “FIAT”che era decotta, l’acquisto di un’altra azienda decotta “crysler” oggi controllata FIAT più competitiva che mai (+26% nel 2011 sul mercato USA) e non capire che il problema dell’Italia non è Marchionne, ma forse tutto il resto, altrimenti non sarebbe l’Italia ad essere in crisi, ma solo la FIAT, che al contrario è l’unica azienda che investe ancora in Italia, che garantisce i livelli occupazionali e che rilancia il ruolo degli stabilimenti italiani. La fine di Termini Imerese e di Irisbus è bene capirlo una volta per tutte sono dipese dai mancati investimenti promessi dalla Regione Sicilia e dal governo Italiano che non rinnova il parco autobus più vechio d’Europa.

    • Andrea scrive:

      certo che ci vuole un bel coraggio a difendere, a spada tratta, FIAT (che ha depredato, e continua a farlo, lo stato italiano) ed il super manager Sergio Marchionne!

      • Felix scrive:

        Hai veramente capito tutto tu e? non ti sfugge nulla vero? in italia tutto e tutti prendono contributi statali nn certo solo fiat ma tutti ,agricoltori giornali ,piccole medie imprese, partiti politici, sindacati, xò x te la fiat “depreda” lo stato. Ti faccio notare che da che esiste la fiat a differenza di altri ha anche elargito x 1 secolo decine di migliaia di buste paga agli italiani, ha creato e mantenuto decine di migliaia di posti di lavoro ( cosa che diversamente avrebbe dovuto fare lo stato, ma non ne aveva e nn ne ha la capacità ) e versato contributi inps inail allo stato italiano, prodotto ed esportato ( aumentandio il PIL dell’italia) auto e parti meccaniche. se ritieni che depredi l’Italia , bene cacciamola dall’Italia così nn ci “deprederà” piu, nn credi che sia la soluzione giusta? nessuno lavorera piu x la fiat e la fiat nn ci sfruttera piu cosi saremo felici e gai, a me pare di vedere gente disperata che sale sui tetti xchè perde il lavoro e nn sa come fare. tra l’altro i contributi rottamazione gli hanno presi in italia anche relault e volkswagen e tutte le altre case automobilistiche, ma non mi pare abbiano creato migliaia di buste paga in italia. bravo fai la guerra nn solo a fiat ma anche a tante altre imprese che scappino dall’italia che chiudano tutto, scometto che tu nn sei un operaio in cerca di lavoro, ma qualche borghesuccio figlio di dipendenti statali e nn hai il problema del lavoro evidentemente non capisci cio che succede in italia e nel resto del mondo dal punto di vista economico.

  5. domenico scrive:

    Diretta a MARCO

    Non voglio offenderti ma credo che tu non abbia capito nulla .Dove sta scritto che un’azienda deve essere finaziata dallo stato vedi i precedenti risultati americani sulle aziende se hai soldi vai avanti se no chiudi battenti,non andiamo molto lontani restiamo in europa hai mai sentito nel settore automotive tedesco o francese parlarne di aiuti. Mi viene un dubbio sulla tua identità,per caso e dico per caso non sei forse un parente di Marchionne ,o peggio ancora di un Manager della Fiat et voluntas Dei,con a seguito tanto di L.C.

    • Hyksos scrive:

      Ok, però se è giusto che un’azienda non riceva sussidi di stato, è altrettanto giusto che possa liberamente tagliare i “rami secchi”.

    • marco scrive:

      Se fossi parente di Marchionne forse non scriverei queste righe, ma non sono offeso e entro nel merito: possibile che non sai cosa fanno i francesi e i tedeschi per le loro case automobiolistiche? possibile che non sai quanto i governi, i cittadini e i sindacati di quei paesi tengono ai loro prodotti e li difendono a “spada tratta” a volte oltre il limite delle regole europee? perchè significano, lavoro, reddito, PIL? e non stanno a polemizzare sempre su tutto. Ma perchè la Ford, la Wolsfagen, la Renoult-Nissan ecc, che detengono più del 10% del mercato italiano non producono in Italia, ma lo fanno in altri paesi europei? (non asiatici). Io posseggo una Giulietta ed oltre al piacere di guida vivo la soddisfazione di guidare in Italia e all’estero un ottimo prodotto di una casa italiana, che può fare di più ed io nelle “riunioni di famiglia con Sergio” mi batto perchè faccia di più e meglio e non perchè non faccia più niente e se ne vada dove lo apprezzano di più. Recuperiamo toni pacati rispetto reciproco saremo tutti più utili alla nostra comunità.

  6. renato scrive:

    LA VOLPE MARCHIONNE A GUARDIA DEL POLLAIO FIAT

    MARCHIONNE E LE “SUE” REGOLE: MODERNIZZARE IL MODELLO DI LAVORO E DARE FORZA ALLA RETE VENDITA! (cfr.2010)

    Nella giornata storica di presentazione della Fiat del futuro, poco più di un anno fa, Sergio Marchionne stimava al raddoppio, per la fine dei prossimi quattro anni, il fatturato del gruppo dando fiducia alla rete vendita dove prevedeva un rafforzamento dello “spirito competitivo spinto dalla forza della leadership”…..

    Ascoltandolo sembrava che tutto dovesse volgere per il meglio ma, alla luce di quanto accade, dei comportamenti, delle decisioni e “delle prese di posizione” (per usare un eufemismo) assunte dal gruppo FIAT negli ultimissimi tempi ci siamo resi conto che, per quanto messo in opera e che risulta essere l’esatto contrario di quanto sbandierato fino a pochissimo tempo fa, questo era solo uno dei tanti proclami miranti a coprire una situazione oramai degenerata ed al contempo incancrenita nonché la fase finale di un ben articolato piano di fuga verso sedi più sicure ed inattaccabili in cui nascondere il bottino frutto di razzie perpetrate da decenni ai danni dei contribuenti italiani con la complicità di governi compiacenti.

    Detto ciò e stanchi di essere depredati da questi spregiudicati nonché onnipotenti pseudo-capitani d’industria più equiparabili a moderni e spietati corsari dediti da decenni alle razzie delle casse statali oramai vuote ed avendo ben capito cosa significasse “modernizzare il modello di lavoro”, non ci resta che analizzare “Il Modello FIAT” per comprendere i meccanismi di “forza della sua rete vendita”.
    Quindi, ecco il classico Concessionario, figura questa che, pur conservando la definizione, con l’aggiornamento delle direttive europee assume più precise caratteristiche quale rappresentante fiduciario del marchio, dopodiché vi troviamo “l’Organizzato Fiat”. Quest’ultimo risulta essere un vero e proprio “ibrido” nonché figura inutile e per tanti versi potenzialmente dannosa sia per il Concessionario che per la Fiat che per altri, difatti, premesso che l’Organizzato non compare in altri marchi automobilistici, fatta eccezione per la GM-OPEL nella cui rete è comparso perchè importato negli anni in cui vi era il sodalizio FIAT/GM, il Concessionario, da buon masochista, pur presidiando da solo ed esclusivamente un determinato territorio più o meno vasto rappresentando la Fiat, a suo esclusivo piacimento propone alla Fiat la nomina di un soggetto ad Organizzato della rete vendita, indicandone il territorio di pertinenza all’interno del suo stesso territorio di competenza.(!?!)
    Ciò precisato, succede che la Fiat, ancor più masochisticamente, passerà all’accettazione sottoscrivendone l’approvazione contestualmente codificando l’Organizzato all’interno della galassia Fiat e fornendo lei stessa il contratto che sarà siglato dalle parti, nel quale si sancisce soprattutto ed a più riprese la completa estraneità della Fiat nei rapporti tra Concessionario ed Organizzato, lasciando così chiaramente intendere che la Fiat non interverrà mai e poi mai per ogni e qualsiasi controversia dovesse sorgere fra Cliente, Organizzato e Concessionario (?!?!?!).

    Fin quì sembrerebbe solo lo “straordinario” frutto di una politica aziendale a dir poco sprovveduta e poco lungimirante ma, il Contratto di Organizzato FIAT assume un carattere ancor più “straordinario” nella parte in cui la Fiat stabilisce di riconoscere all’Organizzato un premio del 2% sul fatturato di quest’ultimo al raggiungimento di determinati obiettivi di vendita, aventi cadenze trimestrali o bimestrali, preventivamente concordati, accettati e “sottoscritti” nell’anno X per l’anno X+1 sia dall’Organizzato, sia dal Concessionario che da FIAT!!!
    Ma, l’estrema straordinarietà e sprovvedutezza della FIAT, letteralmente esplodono quando quest’ultima, a semplice presentazione di fatture da parte del Concessionario in capo al “presunto”operato dell’Organizzato, con “cieca” fiducia prontamente liquida al Concessionario gli importi senza mai verificarne la veridicità presso l’Organizzato che, a questo punto, potrebbe anche non esistere, essere una diretta espressione del Concessionario e/o comparire solo sulle carte!!!

    E’ proprio come mettere la volpe a guardia del “proprio” pollaio per cui risulta più che opportuno chiedersi: ma, la Fiat è talmente “ricca di risorse” ed al contempo “volutamente” sprovveduta che si è privata, tuttora perseverandovi, di un considerevole 2% quale premio extra su di un fatturato di tutto rispetto (come quello rappresentato “nelle contabilità dei Concessionari del gruppo Fiat in Europa e della stessa Fiat”) riferito al “presunto” operato degli Organizzati che si potrebbe comodamente risparmiare destinandolo a ben più necessari e socialmente utili investimenti ravvisandosi, oltretutto, l’inutilità della figura nonché “la pericolosità ai fini delle garanzie per se stessa, per l’Erario e per l’utente finale”?!?

    L’arcano si svela facilmente e, comunque sia, non bisogna essere necessariamente delle “volpi” per comprendere l’artefatto, tant’é che RISULTA GIA’ ESSERE AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA UNA DENUNCIA CORREDATA DI CONSISTENTI PROVE che potrebbero dimostrare molte illiceità quali: truffa al fine di evadere tasse e imposte, truffa al fine di sottrarre utili danneggiando i piccoli azionisti Fiat, falso in bilancio nonché concorrenza sleale e disparità di trattamento per qualche Concessionario che, a conoscenza “delle finalità e delle ottime potenzialità” dell’Organizzato, per qualche oscuro motivo si è visto negare, da parte di Fiat, la nomina ad Organizzato per uno o più soggetti segnalati.

    E’ giunta l’ora di tirar fuori la testa dalla sabbia ed anche qualche altra cosa…
    http://www.metaforum.it/showthread.php/17579-La-rete-di-Marchionne?s=abff732c6e29fe7e87d4010e56db2db5

  7. maxV scrive:

    gli analisti Bloomberg? roftlllllllllllllllllllll, ci siete rimasti voi a credere agli analisti

  8. Jodis scrive:

    Secondo me, la politica d’investimento di M. è quella di utilizzare i soldi che prende anche dalle nostre tasche per salvare la Chrysler e i suoi dipendenti….e non solo. Il nostro compenso sarà quello di ritrovarci dentro un macchinone americano che puo circolare solo su strade a 3 corsie però marchiato Fiat…direi paradossale…Prendiamo un personaggio a caso…Pininfarina..ecco io mi gioco tutto sul fatto che si sarebbe tagliato le mani quando avrebbe visto il Freemont…ma dov’è finito il nostro design…quello che ci ha reso famosi nel Mondo fin dal medioevo o forse prima…

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