Le pugili afghane combattono per il loro futuro

04/01/2012 - In una sgangherata palestra di Kandahar, le ragazze tirano pugni e cercano libertà “Mio padre non voleva che combattessi. Secondo lui, le ragazze non dovrebbero fare boxe. Poi ho vinto la mia prima medaglia e ha cambiato idea”, dice al

     
 

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In una sgangherata palestra di Kandahar, le ragazze tirano pugni e cercano libertà

“Mio padre non voleva che combattessi. Secondo lui, le ragazze non dovrebbero fare boxe. Poi ho vinto la mia prima medaglia e ha cambiato idea”, dice al Globe and Mail, giornale canadese, Sadaf Rahimi. Benvenuti in questa palestra dove le ragazze afghane lottano per il loro futuro e per i loro diritti, “in un modo ben più diretto delle loro coetanee”. Tre volte a settimana in un ex arena che i Talebani usavano “per le punizioni pubbliche”, fra materassini sporchi, polvere e specchi spezzati, con solo alcuni sacchi da allenamento, queste ragazze si allenano e sognano le olimpiadi.

PUGNI DI LIBERTA’ – Le cose non sono ancora totalmente a posto per queste ragazze. “Hanno ancora meno opportunità di allenarsi rispetto agli uomini”, scrive il giornale canadese. “Alcuni ragazzi si avvicinano, curiosi, alla palestra. Sbirciano i pugni e gli addominali a cui le ragazze si sottopongono”. Ma non tutti sono “semplicemente curiosi”, scrive il giornale: “Molti in questa società conservatrice considerano tuttora il combattimento un taboo per le donne, e le ragazze affrontano seri pericoli”; “due anni fa, qualcuno ha chiamato mio padre”; racconta Sadaf.

DONNE LEADER – “Ha minacciato che mi avrebbe rapito o ucciso se lui avesse permesso che noi continuassimo ad allenarci”, racconta, e dopo quest’episodio “non si è allenata per un mese” in attesa che le acque si calmassero. Ma le ragazze hanno tutta l’intenzione di non arrendersi, e sono tornate ad allenarsi, parte di questo progetto finanziato “dal comitato olimpico, dal governo e dalle organizzazioni non governative”. L’allenatore è Mohammad Saber Sharifi, già campione di pugilato: “Vogliamo mostrare al mondo che le donne afghane possono essere leader, possono fare tutto, anche la boxe”: il grande sogno è Londra 2012, le olimpiadi.

     
 

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