Il candidato-sorpresa che vuole battere Obama
04/01/2012 - Un netto pari nei caucus dell’Iowa proietta Rick Santorum un passo più vicino alla nomination. Ma è Mitt Romney a vincere Un pareggio è un risultato ricco di potenzialità: perché è sempre necessario vedere quale è la squadra che pareggia,
Un netto pari nei caucus dell’Iowa proietta Rick Santorum un passo più vicino alla nomination. Ma è Mitt Romney a vincere
Un pareggio è un risultato ricco di potenzialità: perché è sempre necessario vedere quale è la squadra che pareggia, e con chi. Se a pareggiare è una squadretta di provincia contro una corazzata multimilionaria, allora si parla di impresa, e non di pareggio. Così è andata in Iowa, primo stato degli Usa a votare per le primarie del Partito Repubblicano che individueranno il candidato che vuole battere Barack Obama. L’uomo forte del Gop si chiama Mitt Romney, è un uomo che ha lavorato a lungo nel liberalissimo est, visto che è stato eletto governatore del Massachussets, uno degli stati più a sinistra d’America (People’s Republic of Massachussets, dice qualche maligno): imprenditore, multimilionario, finanziatissimo e preparatissimo, per lui il pareggio nello stato che vota per primo è una sconfitta cocente.
LE PERCENTUALI – Mitt Romney finisce addirittura dietro Rick Santorum, anche se davvero per 70 voti. In ogni caso sono le percentuali a contare, e Rick Santorum finisce sopra a Mitt Romney, il secondo con il 24,5 dei voti espressi, e il primo al 24,6: poco, ma importante. E’ l’uomo della Pennsylvania la sorpresa di queste primarie, e la dimostrazione che, ancora, il duro lavoro paga molto di più delle grandi disponibilità finanziarie, soprattutto quando si tratta di elezioni americane. Rick Santorum ha fatto il giro dello stato lanciandosi in un selvaggio porta a porta, guadagnando voto su voto e visitando “almeno una volta” le 99 contee dello stato. In lui si riconoscono gli elettori della destra religiosa che vedono in Mitt Romney un candidato troppo liberale e non troppo coerente su alcuni temi decisivi, come il finanziamento statale al comparto sanità piuttosto che la riforma dell’economia voluta dal presidente Barack Obama. “Il pareggio di Santorum è un trionfo per un candidato che lo scorso mese riusciva a portare solo un pugno di persone ad alcuni dei suoi eventi elettorali, arrivato dopo essersi lanciato in 100 giorni di campagna selvaggia, girando lo stato nel veicolo del suo aiutante Chuck Laudner (il Chuck Truck)”, scrive il Des Moines Register, quotidiano della capitale dell’Iowa. Come scrive il New York Times, il suo successo è dovuto soprattutto all’attenzione degli elettori che si definiscono cristiani-evangelici: “Quasi sei su 10 elettori si definisce religioso, il che mostra chiaramente il motivo di un tale exploit negli ultimi giorni della campagna”
LA CORSA CONTINUA – In effetti nessun sondaggio negli ultimi giorni aveva previsto questo pareggio: l’unica cosa che era chiara era la rapida salita di Rick Santorum, che nell’ultima rilevazione del Des Moines Register, quella di venerdì scorso, si piazzava a due punti sotto il frontrunner, Mitt Romney: ora il frontrunner è lui. Mitt incassa quella che per lui è una sconfitta con un relativo sorriso, urlando: “Avanti con il New Hampshire”, che è il prossimo in lista per il voto. Si classifica terzo l’anziano Ron Paul (“non c’è niente di male nel terzo posto, andiamo avanti tranquillamente”, ha detto) mentre altri nomi di pregio finiscono più in basso di ciò che ci si aspettasse: praticamente annullato il consenso alla rappresentante dei Tea Party Michelle Bachmann, che però non ha intenzione di ritirarsi; diverso il pensiero di Rick Perry che ha annunciato una pausa di riflessione in Texas per “valutare il futuro della sua campagna”; anche Newt Gringrich va malino. Il momento di gloria è ora tutto per Rick Santorum (“la sorpresa dell’Iowa, l’unico conservatore che può battere Mitt Romney”, dice il sito ufficiale), candidato sensibilmente più a destra di Mitt, contrario all’abolizione del Don’t Ask, don’t Tell, contrario all’intervento pubblico in economia e, come dicevamo,vicino al pensiero della destra religiosa. Italo-americano, Santorum ha urlato alla proclamazione dei risultati: “Grazie Iowa, questo è il primo passo per riprenderci l’America. La nostra cultura sta deteriorando con questa amministrazione e sta a noi repubblicani controllarla e tutelarla”. Ora, a mettergli paura è l’effetto Mike Huckabee, il candidato che nel 2008 vinse l’Iowa per poi finire rapidamente soldi e forza propulsiva: la salvezza di Rick potrebbe essere la rinuncia di qualche altro candidato, utile a dirottare su di lui consensi “di protesta” rispetto all’istituzionale Romney.
Edit. La corsa alle primarie repubblicane si annuncia davvero piena di sorprese. Dopo che tutti i media internazionali avevano messo in cantiere articoli discutendo il pareggio di Santorum su Romney, ecco il dato ufficiale che, pur non smentendo la sostanza del pari in Iowa, ribalta il risultato. E’ Mitt Romney a vincere l’early state, per addirittura otto voti. Insomma, un vantaggio che si conta su due mani.
Mitt Romney, sul filo di lana, e’ il vincitore dei caucus del partito repubblicano in Iowa, precedendo di soli otto voti Rick Santorum. In terza posizione si e’ piazzato Ron Paul, seguito da Newt Gingrich, Rick Perry e Michelle Bachmann













Ho visto i discorsi dei candidati ai caucus del partito repubblicano. Ci sorprendiamo per i finti pianti della Nord Corea. Guardate i finti sorrisi dietro i candidati repubblicani.