Napolitano s’arrabbia con Feltri

03/01/2012 - Il Quirinale risponde al Giornale sulle spese della Presidenza Con una lettera firmata da Donato Marra, segretario generale della Presidenza della Repubblica, il Quirinale replica al Giornale, che ieri apriva con un articolo di Vittorio Feltri dal titolo “L’oro di

     
 

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Il Quirinale risponde al Giornale sulle spese della Presidenza

Con una lettera firmata da Donato Marra, segretario generale della Presidenza della Repubblica, il Quirinale replica al Giornale, che ieri apriva con un articolo di Vittorio Feltri dal titolo “L’oro di Napolitano”. “Evidentemente non si vuole prendere atto che l’amministrazione della presidenza della Repubblica su impulso del presidente Napolitano ha assunto fin dall’inizio del settennato una serie di misure assai incisive di contenimento delle spese interne, i cui effetti non si sono ancora esauriti – scrive Marra nella missiva pubblicata oggi dal Giornale -. Rinviando a una attenta lettura dell’ampia documentazione costantemente fornita e consultabile sul sito del Quirinale, bastera’ ricordare alcuni dati essenziali.

LA RIDUZIONE – Grazie alla riduzione di ben 374 unita’ del personale complessivamente a disposizione, all’abrogazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni del personale di ruolo a quelle del personale del Senato, al blocco di queste stesse retribuzioni e dei trattamenti pensionistici fino al 2013 al livello del 2008 e di molte altre misure di razionalizzazione e di riorganizzazione amministrativa – prosegue la lettera -, si sono realizzati a tutt’oggi risparmi per oltre 56 milioni di euro che hanno consentito perla prima volta la riduzione in valore assoluto della dotazione a carico del bilancio dello Stato rispetto a12009 e il blocco della stessa dotazione fino al 2013 al livello de12008 (228 milioni di euro), a fronte di una inflazione che da allora ha gia’ raggiunto il 7,7 per cento sulla base dell’indice dei prezzi al consumo”.

L’ORDINAMENTO INTERNO - Marra aggiunge che “si sono puntualmente attuati nell’ordinamento interno tutti i provvedimenti disposti nelle diverse manovre approvate dal governo, con relativa restituzione al Tesoro delle somme conseguenti, si e’ riformato il sistema pensionistico allineandolo ai principi fondamentali dell’ordinamento generale e si disporra’ altresi’ l’applicazione pro-quota del regime contributivo anche alle pensioni ancora soggette al regime retributivo. Infine, nella documentazione su indicata, si forniscono anche i criteri per una comparazione corretta con i bilanci delle omologhe amministrazioni di altri Paesi, ricordando in particolare che sul bilancio del Quirinale gravano anche le spese pensionistiche (pari a circa il 38 per cento della spesa complessiva) – conclude Marra -, nonche’ gli oneri di manutenzione di un compendio immobiliare unico al mondo, costantemente aperto alla piu’ ampia fruizione da parte del pubblico”.

     
 

16 Commenti

  1. Hyksos scrive:

    Vittorio Feltri.

    Ops, scusate, non volevo scadere nel turpiloquio.

  2. nicholas scrive:

    a quanto pare non a tutti si possono contare i peli del culo, giacchè il quirinale si pone al di sopra delle parti. peraltro ho provato a inviare una mail il primo dell’anno, ma il servizio non era disponibile, guarda caso, sia mai che qualcuno avesse da ridire sul suo discorsetto del cazzo infarcito di ipocrisia. tutti froci col culo degli altri.

  3. mario scrive:

    il signor napolitano sta facendo il re all’interno di una monarchia burocratica piramidale.
    Ha eletto un personaggio Monti che vuole liberalizzare unicamente le classi medio-basse e per loro liberalizzare significa cancellare diritti.
    Per esempio sono state lasciate invariate le pensioni a dirigenti che percepiscono 200 mila euro di pensione annuale e invece sono state sciacallati i contributi di poveri artigiani.
    Napolitano non ha in mente il popolo nella sua interezza ma evidentemente persegue la politica della salita piramidale e chiude botole una dopo l’altra pensando che chi sta di sotto non lo può importunare. Ora, sempre perseguendo la politica del principio di esclusione (una volta chiusa la botola chi sta sotto non conta più) sta cercando di costruire una legge elettorale che escluda la parte che potrebbe importunare il suo dominio burocratico sull’Italia. Adesso basta, il settennato volge al termine assieme alle elezioni anticipate e noi italiani vogliamo il nostro Pertini, vogliamo un combattente per le libertà e la giustizia per tutti non uno speculatore che viva sul principio di esclusione (ovvero con una speculazione salgo al piano di sopra e poi chiudo la botola e quelli di sotto li escludo).

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