Le dieci scuse peggiori per non andare al lavoro

Non avete voglia di recarvi in ufficio? Ecco un esempio di storielle che non dovete raccontare per evitare un giorno...

Non avete voglia di recarvi in ufficio? Ecco un esempio di storielle che non dovete raccontare per evitare un giorno di fatica

Lo sappiamo. Spesso il nostro posto di lavoro è l’ultimo luogo nel mondo in cui vorremmo andare. L’ABC ci illustra le 10 scuse peggiori inventate da coloro che non volevano andare a lavorare:

1 – FIACCA POST-PRANDIALE – Anche se vi siete prodotti nella più epica mangiata della storia, sappiate che nessun pranzo potrà mai giustificare un’assenza lavorativa. No, neanche se non riuscite più ad abbottonarvi i pantaloni.

2 – IL CANE DEPRESSO – Gli animali sono uguali a noi, questo è assodato. La loro cura richiede la nostra massima attenzione, e un’intera branca della medicina, la veterinaria, è dedicata alla tutela dei nostri amici pelosi. Se il vostro cane ha problemi, rivolgetevi agli specialisti, non è il caso che stiate lì a tenergli la zampina.

3 – POSTUMI DA SBORNIA - Siamo d’accordo. Magari l’ufficio non era l’ultimo dei vostri pensieri quando eravate alle prese la sera prima con l’ennesimo shot di tequila. Eppure ricordatevi che c’è sempre quella cosina chiamata “lavoro” con la quale tutti noi dobbiamo avere a che fare. Suggerimento: se una mattina vi svegliate coi postumi da sbornia, bevete acqua di cocco. Fa miracoli.

4 – IL GIORNO DELLO SHOPPING – Il momento dello shopping è bello, rilassante, soddisfacente. Ma ci sono momenti in cui si può fare -leggasi i weekend- e momenti in cui non è proprio raccomandato -giornata lavorativa tipo, e magari proprio quel giorno in cui il capo aveva bisogno di voi per quella questione importantissima-

5 – MAL DI TESTA - Vorreste essere ovunque a curarvi anziché stare lì piantati davanti allo schermo del pc. Ci vuole dell’aria fresca, ma in ufficio non c’è. Soluzione: analgesico e tanta resistenza. Prima o poi tornerete a casa.

6 – PICCOLI PROBLEMI DI CUORE – Vi ha lasciato la ragazza. Anche se passerete tutta la giornata a ripercorrere la vostra storia facendo un elenco puntato di tutti i vostri errori presenti e passati, ricordate che dovete resistere e anche se volete abbandonare quel covo di serpi che è l’ufficio, anche se siete in queste condizioni, non potete.

7 – LA CACCIA - Vi piace la selvaggina. L’odore acre della nebbia, il silenzio, lo starnazzare dei fagiani, il tiro di schioppo. Già. Ma per vivere non fate i cacciatori. Il vostro lavoro è stare davanti a un pc con qualcuno che vi ronza a fianco. Vi piace la carne? Andate dal macellaio e non prendete ferie con la motivazione: “devo andare a caccia!”

8 – I BIGLIETTI DEL CONCERTO IN VENDITA - Si esibisce uno dei vostri cantanti preferiti. La biglietteria apre a mezzogiorno. Siete disposti a tutto, anche a una notte all’addiaccio per essere i primi fortunati possessori del biglietto. Però c’è sempre quella cosina che si chiama lavoro, e non è il massimo bruciarsi un giorno di ferie per andare a comprare un biglietto.

9 – AMICI IN CITTA’ - L’ingresso nel mondo del lavoro ci costringe a cambiare vita e ad allontanarci dalla nostra casa, dai nostri amici, dai nostri affetti. Per questo non c’è niente di meglio che una bella rimpatriata per mettere a posto l’umore. Ma per questo ci sono i weekend, e non è una buona ragione bucare una riunione per vedersi coi vecchi amici. Purtroppo.

10 – L’USCITA DEL NUOVO iPHONE – Partendo dal presupposto che si suppone abbiate un problema, se il vostro obiettivo è quello di far la coda per comperare un nuovo iPhone il primo giorno della sua uscita, ricordatevi che non è necessario precipitarsi ad avere un oggetto che potreste ottenere con comodità dopo qualche giorno. Lo stesso Steve Jobs aveva ben chiari i concetti di “magazzino” e “riserva”.

BONUS TRACK - L’indagine annuale promossa da Career Builder ha dimostrato che il 29 per cento dei lavoratori americani ha ammesso di aver “barato” dandosi malati quando in realtà avevano intenzione di svagarsi con famiglia e amici. Alcuni però hanno inventato storielle così bizzarre che quasi spiace che siano bugie. Ecco una classifica delle 15 scuse più belle registrate lo scorso anno:

1 – La figlia dodicenne dell’impiegato ha rubato la macchina al padre, il quale non è così riuscito ad andare a lavoro, mancando le alternative di trasporto. L’uomo non ha voluto denunciare il fatto alla polizia.

2 - Non posso. Ho i pipistrelli nel capelli.

3 - Mi dispiace, mi è caduto addosso un frigorifero.

4 – Oggi non posso venire al lavoro perché mentre ero in coda in caffetteria un camion carico di farina ha rovesciato il suo contenuto nella sua cabriolet.

5 – Devo stare a casa. Un cervo mi ha colpito mentre ero a caccia.

6 - Non riesco a uscire di casa. Ho mangiato troppo a una festa.

7 – Sono caduto dal letto e mi son rotto il naso.

8 - Non posso venire. Il cucciolo mi ha attaccato il raffreddore.

9 - Mio figlio si è infilato una mentina nel naso e siamo dovuti andare al pronto soccorso.

10 - Il dipendente si è fatto male alla schiena inseguendo un castoro.

11 - Mi è rimasto l’alluce incastrato in una grata.

12 - L’impiegato ha mal di testa dopo aver girato troppi mercatini

13 – Non posso venire a lavoro. Mio cognato è stato rapito dagli esponenti di un cartello della droga mentre si trovava in Messico.

14 - Ho bevuto dell’antigelo per sbaglio e sono dovuto finire in ospedale.

15 - L’impiegata è stata colpita alla testa da un secchio pieno d’acqua mentre era al bowling.