Esteri

“Se non paghi 20mila euro non ti opero”

2 gennaio 2012

Il tragico capodanno in Thailandia per un giovane di Olbia

Tragico capodanno per un giovane di Olbia, Alessandro Amadori, 27 anni, ora ricoverato al Bangkok hospital di Phuket, per un incidente stradale in moto che gli ha fatto perdere un piede. Riattaccato dai medici thailandesi 12 ore dopo l’incidente e dopo aver ricevuto le assicurazioni del console italiano che l’operazione chirurgica sarebbe stata pagata: 20mila euro.

L’INCIDENTE – L’incidente e’ avvenuto la notte del 30 dicembre quando Alessandro scivola con la moto presa a noleggio contro un guardrail che gli stacca di netto un piede. Il ragazzo, in vacanza con quattro amici, aveva scelto di trascorrere il Capodanno al caldo, in Thailandia. All’alba arriva una chiamata ai genitori di Alessandro: ‘Gli amici mi raccontano quello che e’ successo – ha raccontato la madre Caterina al quotidiano La Nuova Sardegna -. Mi dicono che e’ ricoverato al Bangkok hospital e mi spiegano che i medici chiedono 5mila euro per intervenire. Il centro e’ privato e gli stranieri non sono coperti dal servizio sanitario. Impossibile alle 3 del mattino riuscire a inviare del denaro. Ho chiamato il console in Thailandia e ho chiesto una sua mediazione. La mattina dopo e’ arrivato in ospedale. Ha trattato per quattro ore con i medici per convincerli a operare mio figlio. Gli hanno riattaccato il piede dopo 12 ore dall’incidente. Un disastro. Mi hanno gia’ detto che sull’osso c’e’ il rischio di necrosi e sara’ indispensabile intervenire di nuovo. L’ospedale si e’ mosso solo dopo che sono stati anticipati 4mila euro. Hanno tenuto il piede amputato sotto ghiaccio fino a quando non siamo riusciti a convincerli’.

37 commenti a “Se non paghi 20mila euro non ti opero”

  1. primo capo

    mmm… ma non aveva un’assicurazione da turista?
    mi sembra proprio il caso limite…

  2. marika

    certo.. perchè quando la gente deve prenotare un viaggio pur di risparmiare e prenotarlo in modo corretto magari in un’agenzia fa tutto su internet e questi sono i risultati!

    • Giacomo

      ho sempre prenotato viaggi su internet lasciando perdere l’agenzia, e ogni volta che ho affrontato un viaggio in una zona del mondo dove serviva l’assicurazione per eventuali spese sanitarie l’ho fatta. basta stare attenti, e non risparmiare quei 30 euro che spesso danno tranquillità e sicurezza.

  3. tozzetto

    Che schifo!! fossi stato io lo avrei operato comunque vista la situazione!

    • gigi

      fossi stato tu non avresti fatto e deciso un bel niente, a meno di essere il padrone dell’ospedale.. ops!
      proprio se eri il padrone dell’ospedale non avresti fatto un bel niente, a meno di vedere i soldi!

  4. Robert Catena

    io in Italia prenderei il personale thailandese di ambasciata e consolati e gli darei una scarica di mazzate che i piedi glieli faccio usare come supposta…

  5. giuseppe

    mi dispiace per il mio amico alessandro,però non dobbiamo dare la colpa ai thailandesi,noi in italia siamo peggio se non ai soldi ti curano alla carlona e si sono visti tanti casi!!per quanto riguarda i soldi il nostro consolato dovrebbe avere dei fondi dal nostro governo o dalla chiesa x queste emergenze mai il nostro governo è abituato a prendere non a dare

    • alex

      baggianate. se un tailandese ha un incidente in italia e perde un piede, o anche due, viene operato d’urgenza , al meglio. che vadano a farsi fottere. sarebbe da pubblicare in tutte le agenzie di viaggi del mondo ed ogni turista dovrebbe evitare paesi in cui si comportano in questo modo.

  6. Federico

    Federico non dire sciocchezze e impara l’italiano: in Italia chiunque negli ospedali viene operato nelle emergenze. Ignorante da tutti i punti di vista!

    • gigi

      sì ma se sei straniero extra UE poi ti mandano comunque la fattura a casa se non sei coperto da un’assicurazione sanitaria, fìdati.

  7. Gianluigi

    Faccio il volontario in un ospedale pubblico di Milano e posso GARANTIRE che chiunque viene curato anche se è clandestino.
    Quando io stesso ero al Pronto Soccorso con una grave e dolorosissima colica epatica mi son visto passare avanti un uomo di origine asiatica che doveva essere operato urgentemente. I medici si son fatti in quattro per cercare di capire la storia clinica del signore (che non parlava italiano) chiedendo alla sua accompagnatrice.

    • gigi

      tu puoi garantire che viene curato, ma io ti posso garantire che anche i nostri ospedali pubblici emettono fattura (e non a prezzi politici) al ricoverato extra UE, e qualcuno paga: o il degente, o l’assicurazione, o lo Stato del degente

  8. antoni

    contariamente a cio’ che che si dice…in italia culla della civilta’, gli stranieri vengono accolti con piu’ cura ,a maggior ragione se hanno necessita’ di operazioni importanti!
    ci sono tanti esempi simili ,vedi quei turisti italiani coinvolti loro malgrado in una sparatoria in america un po’ di anni fa,’costretti a pagare…al contrario quei turisti americani in sicilia …ecc.ecc.
    viva l’italia .

  9. MMST

    Notizie frequenti dalla Thailandia. Poi in uno degli ospedali più mafiosi della nazione famoso per le sue tariffe.

  10. Roy

    Ma questo Giuseppe dove cazzo vive? Ma quando mai in Italia vogliono i soldi per un operazione d’urgenza? Che stronzate vai dicendo?

    • elli

      per le operazioni d’urgenza, per le visite, per i controlli, per le analisi, per quello che ti pare se NON sei cittadino UE, devi pagare. Se hai l’assicurazione bene, altrimenti o ti rivolgi a qualche mediatore o tiri fuori i soldi di tasca tua.
      Se così non fosse, non si comprenderebbe l’esistenza dell’opzione assicurazione in tutti i pacchetti viaggi. Tanto comunque mi curerebbero senza costi, perché mai dovrei prendere in considerazione l’opzione di pagare una assicurazione? Che differenza c’è tra me che non ho fatto l’assicurazione e quello che l’ha stipulata?
      Oltretutto, se veramente le cure fossero gratuite per i cittadini non UE, consiglierei a coloro che non possono permettersi le cure nel loro paese, di venire qui, fingere un’emergenza e risolvere il tutto. Strano che non sia già accaduto..

  11. wewe

    poteva farsi l’assicurazione turistica al posto di spendere tutto per pagarsi le minorenni

    • Claudio

      Non so chi cavolo tu sia wewe, ma gente come te dovrebbe vergognarsi di rubare aria agli altri! Renditi utile, smetti di respirare!
      Magari è stato sprovveduto e non ha fatto l’assicurazione, ma le tue illazioni di certo non aiutano!

  12. franz

    Viaggio spesso e prenoto via internet, si risparmia vero, ma l’assicurazione la faccio sempre. Soldi ben spesi, mai serviti finora, ma vedendo ciò che succede …….

  13. MARCO

    vivo in thailandia e devo dire che la notizia riportata in italia non rispecchia la realta’

    vi ricordo che in thailandia per essere curati da OSPEDALI PRIVATI avete bisogno di assicurazione, un assicurazione di viaggio costa circa 100 euro e si fa in italia prima di partire.
    Gli Ospedali Pubblici in THAILANDIA curano gratuitamente come in Italia.

    In tutto il mondo civile negli ospedali privati vogliono i soldi, tu prova ad andare ad una clinica privata in Italia se ti fanno qualcosa se non presenti credenziali ….si faceva portare all’ospedale pubblico e lo curavano, senza chiedere anticipi, esattamente come in Italia. Pagava alla fine…molto meno dei 5.000 euro chiesti. Il lussoso Bangkok Hospital e’ uno degli ospedali piu moderni del mondo e non di certo alla portata di tutti, sarebbe stato meglio portarlo al Vachira o Patong Hospital ospedali pubblici.

    Il ragazzo Italiano non ha perso il piede e la frase gli hanno riattaccato l’arto non rispecchia la realta dei fatti, se fosse cosi nel trasporto fino al Bangkok Hospital sarebbe morto di emorragia se gli si fosse staccato un piede.

    • elli

      menomale un po’ di chiarezza sui fatti, anche se come siano andate veramente le cose, lo saprà solo l’interessato..
      quindi stai dicendo che se fosse andato ad un ospedale pubblico l’avrebbero operato ma avrebbe comunque avuto un costo, un costo inferiore e senza anticipo, giusto? Mentre, essendo andato all’ospedale privato, per giunta lussuoso, i costi sono alti e hanno richiesto un anticipo prima dell’operazione. Quindi, ricapitolando: avrebbe comunque dovuto pagare. O assicurazione, o mediatore, o di tasca sua.

  14. Jonny_S

    Io abito in Thailandia, proprio a Phuket. La storia non sta in piedi così come è raccontata.
    Funziona così : quando uno ha un incidente stradale, se non è cosciente viene portato all’ospedale pubblico, che sta a poca distanza dal Bangkok Hospital, dove ti curano e poi solo alla fine chiedono il pagamento peraltro modesto, non certo quelle cifre.
    Se invece vai al pronto soccorso privato, bisogna dare un acconto, se no si viene reinviati all’ospedale pubblico. Altrimenti tutti potrebbero fare così, e ben pochi potrebbero permetterselo. Siccome non ci sono solo ricchi turisti, ma anche povera gente e immigrati birmani, ben pochi pagherebbero.
    E non mi pare corretto dire i turisti si, i poveracci no. Se uno ha i soldi per arrivare a Phuket, dovrebbe anche avere i soldi per farsi una assicurazione medica, che costa per un mese di copertura non più di 100 euro. E con la assicurazione nessuno ti rifiuta l’intervento. 100 euro, non cifrre esose.

    Intanto c’è da dire che di certo con un piede staccato all’ospedale non ci arrivava, moriva prima dissanguato, qualcuno quindi lo deve aver stabilizzato. L’idea che mi son fatto è che o non era così grave e quindi è andato al Bangkok Hospital perché in grado di decidere e quindi non aveva una emorragia, oppure prima è andato all’ospedale pubblico, il Vachira, dove forse gli volevano amputare il piede perché non sono in grado di fare operazioni di neurochirurgia per riattaccare i nervi e quindi si è fatto trasferire al Bangkok Hospital.

    Al Bangkok Hospital ci sono anche degli italiani come interpreti, che danno assistenza e che certamente gli hanno spiegato le cose come stavano. Visto che non lo operavano in 12 ore poteva benissimo andare all’ospedale pubblico che sta a meno di un km di distanza. Ma forse gli avrebbero amputato la gamba come a qualsiasi thailandese povero o lavoratore birmano in una analoga situazione.
    Altrove ho letto 5.000 euro di acconto. Molti arrivano coi soldi contati, senza assicurazione, risparmiano i 100 euro della assicurazione per spenderseli in birre o con le donnine di Patong (sicuramente non è questo il caso) poi succedono queste cose.

    Non è esatto che gli stranieri non sono coperti dal servizio pubblico, non sono coperti i turisti, esattamente come in Italia dove i turisti devono avere l’assicurazione privata, i lavoratori stranieri hanno una assistenza sanitaria pubblica come tutti, anzi migliore della assistenza sanitaria per i meno abbienti. Non ce l’hanno gli stranieri non lavoratori, come possono essere ad esempio i pensionati.

    Bisognerebbe saperne di più, perché così non è chiaro affatto la dinamica dei fatti. Bisogna rendersi conto che stiamo parlando di un paese dove seppure in netto miglioramento economico, molta gente vive ancora con cifre che noi spendiamo in una giornata, per cui se all’ospedale privato dovessero far entrare tutti e poi solo dopo chiedere il pagamento, ben pochi pagherebbero, e non mi sembrerebbe corretto dire che un turista occidentale deve essere soccorso e un thailandese no. Per entrambi se non hanno soldi c’è l’ospedale pubblico che cura tutti.

  15. Jonny_S

    Dimenticavo : un cittadino thailandese se vuole venire in Italia, quando chiede il visto deve presentare una fidejussione bancaria e una polizza sanitaria . Polizza che invece molti occidentali , per risparmiare due soldi non fanno.
    Non è detto che sia una garanzia l’assicurazione, perché molti hanno incidenti stradali guidando in stato di ebbrezza, e quando arrivano all’ospedale l’assicurazione la prima cosa che chiede sono le analisi del sangue per vedere se aveva bevuto troppo, nel qual caso non paga. Altre volte non pagano perché prendono a noleggio il motorino senza la patente corretta. Molti non hanno proprio la patente per guidare i motorini, altri hanno quella internazionale errata (la Thailandia aderisce alla Convenzione di Ginevra del 1949 e vuole quella patente internazionale). Insomma, qui c’è un enorme numero di turisti e non tutti ben informati.

  16. Jonny_S

    Qualcuno inoltre dovrebbe evitare di nutrirsi di notizie sensazionalistiche. A Phuket di minorenni che battono ce ne sono meno che per le strade italiane. Maggiorenni che si prostituiscono tante, troppe, ma di minorenni è difficile perché la polizia qui stanga, se ti beccano ti sbattono in galera sul serio, subito e senza star troppo a sottilizzare.

    • gigi

      probabilmente perché non battono per strada?
      andiamo, i documentari con candid camera fatti nei bordelli pieni di minorenni sono arrivati anche qui…

  17. DOC

    BRAVO JONNY_S
    La stessa cosa avviene negli USA, la prima domanda che fanno quando sei ferito a terra e arriva l’ambulanza degli infermieri è: “d’you’ve cahaaard?” (do you’ve card?) ossia HAI LA CARTA? Poi a secondo della situazione, parlo anche del tipo di assicurazione e del livello di copertura economico-assicurativa anche la qualità dell’ospedale cambia, dal più IN al più scarso miserabile fino all’ospedalino pubblico, dove nella medicina d’urgenza come minimo, non importa cosa hai, ti fanno aspettare anche mezza giornata anche perché secondo la convenzione di Ginevra 1949 il medico è un pubblico ufficiale il quale non si può esimere dal curare la persona; ma resta sempre la qualità del servizio che come ho detto è molto scarsa.
    Se non siamo assicurati la Thailandia non è l’unico, anche paesi molto vicini a noi hanno lo stesso metodo. Prima di andare in un continente bisogna guardarlo sotto ogni lato.
    Prima di tutto, cosa che non fanno i giovani di nuova generazione, devono informarsi anche dal punto di vista epidemiologico (ad Olbia c’è pure il centro malattie rare mi sembra che il numero sia 800896949) prendere tutte le informazioni sottoponendosi in caso sia necessario a vaccini, prostituzione a parte, le malattie li si prendono anche a secondo di cosa si mangia, ci sono stati casi mortali e di avvelenamento, li siamo vicino la Cambogia non dimentichiamolo è quasi terzo mondo ci sono ricchissimi e poverissimi.
    Poi invece di prendere in affitto skuter o moto che sia non poteva fare uso di mezzi pubblici aveva tutta quella fretta di spostarsi? Avrebbe speso meno, le probabilità di incidenti minori, ora sarebbe col piede e forse gli sarebbe piaciuto di più. AAAhhhh scusate dimenticavo la nuova generazione.
    BISOGNA PARTIRE ASSICURATI!!!
    Almeno per la dignità di non andare poi a chiedere soldi per strada.

  18. DOC

    Per quanto riguarda l’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia da un po di tempo a questa parte sembra sempre ben disposto ad accogliere extracomunitari sopratutto quelli che possiedono le proprie mogli in cinta. Gli extracomunitari per tale servizio non devono pagare tiket sanitario (ecografia compresa) e allora preferiscono anziché farle partorire nel loro paese di origine, dove la sanità costa un occhio della testa, le portano qua ad Olbia. Voglio ricordare però che tutto ciò ad Olbia non lo hanno fatto perché siamo persone caritatevoli e ospitali ma per il solito fatto del TU PER ME & IO PER TE “IL REPARTO DI NEONATOLOGIA”. I finanziamenti per la costruzione di tale reparto non saranno dati se l’Ospedale di Olbia non dimostrerà di aver eseguito più di 1000 parti l’anno. Questo genere di soluzione va contro la convenzione di Ginevra 1949 la quale in sintesi dice che :IL MEDICO NON DEVE ESERCITARE LA PROPRIA PROFESSIONE A SCOPO DI LUCRO. In questo caso noi stiamo pagando l’assistenza sanitaria agli extracomunitari, anzi gli diamo tutti i sussidi possibili e immaginabili e in più il reparto di neonatologia ce lo stiamo pagando noi. Questo i volontari all’ospedale di Olbia lo sanno ma tacciono. Strano vero? Voglio vedere chi ha da dire qualche cosa.

  19. DOC

    Per quanto riguarda l’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia da un po di tempo a questa parte sembra sempre ben disposta ad accogliere extracomunitari sopratutto quelli che possiedono le proprie mogli in cinta. Gli extracomunitari per tale servizio non devono pagare tiket sanitario e allora preferiscono anziché farle partorire nel loro paese di origine, dove la sanità costa un occhio della testa, le portano qua. Voglio ricordare però che tutto ciò non lo hanno fatto perché siamo persone caritatevoli ma per il solito fatto del TU PER ME & IO PER TE “IL REPARTO DI NEONATOLOGIA”. I finanziamenti per la costruzione di tale reparto non saranno dati se l’Ospedale di Olbia non dimostrerà di aver eseguito più di 1000 parti l’anno. Questo genere di soluzione va contro la convenzione di Ginevra 1949 la quale in sintesi dice che :IL MEDICO NON DEVE ESERCITARE LA PROPRIA PROFESSIONE A SCOPO DI LUCRO. In questo caso noi stiamo pagando gli extracomunitari anzi gli diamo tutti i sussidi possibili e immaginabili. COSA CHE A NOI IN ALTRI PAESI NON FAREBBERO MAI!
    RICORDA
    Negli USA quando un medico si candida e diventa politico non fa tutte e due le cose o fa il medico o fa il politico e in più non ha doppio lavoro con possesso di cliniche private. Inoltre qui in Italia qui se non sei iscritto ad un partito politico non puoi diventare primario. Le cose non vanno bene manco qui.

  20. DOC

    Un’altra cosa! Braaaaaaaaaaaaaaaaaavo antoni
    “antoni
    2 gennaio 2012 alle 19:10
    contariamente a cio’ che che si dice…in italia culla della civilta’, gli stranieri vengono accolti con piu’ cura ,a maggior ragione se hanno necessita’ di operazioni importanti!
    ci sono tanti esempi simili ,vedi quei turisti italiani coinvolti loro malgrado in una sparatoria in america un po’ di anni fa,’costretti a pagare…al contrario quei turisti americani in sicilia …ecc.ecc.
    viva l’italia .”
    SI BRAVOI ANTONI MA A TUTTO C’E’ SEMPRE UNA RAGIONE! Diteglielo voi dottoroni italiani & le vostre A.S.L.!!!!!!!!!!!
    Ciao

  21. Jonny_S

    gigi, lascia perdere la televisione. Stiamo parlando di Phuket, non di Pattaya, che sono due posti diversi. E comunque anche a Pattaya non è poi così facile. Il turismo sessuale verso minori si è spostato in Cambogia principalmente. Non pensate che sia tutta uguale la Thailandia. A Phuket la maggior parte dei turisti son famiglie scandinave, russe o dell’Europa occidentale, fino a due anni fa la facevano da padroni gli svedesi, famiglie con ragazzini e anziani ora son la maggior parte russi, anche questi principalmente famiglie, pochi single.

    E le televisioni dicono un sacco di sciocchezze, come per altro leggo parecchie imprecisioni in questo articolo. Ad esempio quella del console in Thailandia. Quale console? A Phuket non c’è il console è in attesa di nomina che quello vecchio è andato in pensione, e di certo non si sposta l’ambasciatore da Bangkok. Di quale console si parla? Come ci è arrivato la mattina il “console” a Phuket che sta a 1.000 km da Bangkok e gli aerei in questo periodo son tutti pieni? Il primo aereo da Bangkok arriva alle 9 passate, prima che sta al Bangkok Hospital son le 10,30…di che console parlano? Basterebbe fare una ricerca sul sito dell’ambasciata e sui siti delle compagnie aeree per vedere che non è possibile.

    Per quanto riguarda gli extracomunitari, qui stiamo parlando di turisti, e anche in Italia i turisti devono pagare. I thailandesi, perché qui stiamo parlando di Thailandia non di Marocco o Bangladesh, per venire in Italia devono presentare all’ambasciata italiana una polizza sanitaria altrimenti non gli concedono il visto. Non capisco cosa gliene deve fregare ai thailandesi che l’Italia ha gli immigrati clandestini marocchini o bengalesi ew basta con sta storia degli extracomunitari in generale, i thailandesi son thailandesi non marocchini o bengalesi, con rispetto anche per questi! Come fate a fare di tutt’erba un fascio? Poi cosa gliene frega ad una società privata quotata in borsa come quella dell’ospedale di cui si parla dei problemi italiani di immigrazione. Perché non lo dite anche agli americani che il medico ha fatto il giuramento di Ippocrate e devono curare tutti? Ad un italiano a cui spararono per curarlo hanno preteso 250.000 dollari.

    Altra notizia. Il ragazzo pare sia stato portato prima all’ospedale pubblico del luogo dove è successo l’incidente, un piccolo ospedale che non era in grado di provvedere a riattaccare per bene l’arto (quindi sarà stato stabilizzato la). Gli è stato quindi proposto di andare o all’ospedale pubblico più grande, o all’ospedale privato e lui ha scelto il privato. Non so naturalmente le circostanze di tale scelta.

  22. marco

    ai genitori del ragazzo questo è il mio cell se ha bisogno di qualsiasi cosa io vivo in Thailandia 0903907706 non vi fidate di nessuno e non date soldi a nessuno siate prima sicuri di quello che fate…..

  23. DOC

    Bravo Jonni proprio così famiglie russe ma anche italiane. Ti sei mai spiegato come mai?
    In poche parole c’è mafia la quale gestisce molti affari dall’avviamento alla prostituzione, esportazione di denaro occulto all’estero, gestione di ristorantini, fino al trasporto di stupefacenti. I russi di solito sono single anche se apparteneti al famiglie compresi gli italiani. Lo sfruttamento della prostituzione minorile non si è spostato in Cambogia ma statisticamente permane anzi è pure aumentato. Molte ragazze vengono sfruttate anche tramite internet. Questi siti in internet sono gestiti dalla mafia italo-russa, la quale istiga sopratutto i giovani a recarsi in posti del genere. E’ un grande affare che la Sicurezza Italiana Esterna (AISE) già da molti anni analizza con attenzione. il mafioso russo al contrario di quello italiano si sposta parecchio da un paese all’altro conosce molte lingue, possiede passaporti falsi e documenti di vario genere, molto educato con la società che lo circonda, dotato di un carattere introverso. Mente elastica e molto riflessivo nelle idee. Anche se introverso ama buoni rapporti di amicizia con tutti. Ammette di essere mafioso e di aderire a dei clan di malavita organizzata. La sua vita di nomade non gli permette di avere una vita come si dice “normale”. Non lavora e segue molto i principi filomafiosi. Negli anni ’90 corrompeva le forze dell’ordine le quali eseguivano ogni suo volere.
    Anche qui in SARDEGNA NON SCHERZANO:
    Es. Sources: “Russian Courier” dated 09.10.2006, “Kommersant» № 176 (3260) on 20.09.2005
    Rustam Tariko figured in a scandal related to an issue of consumer loans by “Russian standard bank”. In 2007, the Federal Service was swamped with complaints of borrowers who reported that the bank had violated their rights when granting loans. In particular, it was pointed out that the bank mailed credit card which could be activated on the phone and call-center operators did not give full information about this service and the implications of its conclusion, and realistic fee for using the credit was several times higher the one they said.
    The latest scandal involving Rustam Tariko occurred on February 25, 2010 in the capital airport Sheremetyevo-1. The businessman was on his way back from London accompanied by his common-law wife Elena Gavrilova. Customs officers asked the woman to show the contents of her handbag and found four boxes of jewelry decorated with diamonds. As reported, the jewels had not been declared. Elena Gavrilova said that the ornaments were the property of her: she had taken them from Moscow and had simply forgotten to declare them in the customs. According to the media, Tariko and his companion were let go home, and the jewelry was sent to the two-month examination.  Insomma TARIKO RUSTAM AMA MOLTO OLBIA NON SOLO I GIOIELLI E LE DONNE.
    Storia di un uomo che si fa da solo: Paese di cittadinanza: la Russia
    Residenza: Mosca, Russia, Europa e Russia
    Stato civile: single, bambini 2
    Alla fine del 1980, ha cominciato a lavorare come FACCHINO in alcuni noti alberghi di Mosca. Nel 1990 durante l’espansione di alcune imprese italiane verso i paesi dell’est grazie al lavoro di facchino conosce Ferrero, comincia subito a lavorare per lui come consulente per l’azienda italiana Ferrero Rocher cioccolatini. Pietro Ferrero Nonostante l’onestà e lo spirito combattivo negli anni comincia a farsi molti nemici, sopratutto quando la sua azienda ha iniziato a espandersi, prima in Europa e poi nel mondo…. Qualcuno pensò che quegli attacchi fossero mirati e portati a compimento da alcune multinazionali straniere che trattavano lo stesso prodotto, aziende adombrate da un marchio di prestigio.
    Tariko Roustam ha iniziato poi, non si sa come, a vendere vermouth italiano, ha vinto un contratto in esclusiva da Martini & Rossi. Poco dopo diventerà uno dei più grandi produttori di VODKA, per importare liquori e altre bevande alcoliche. Nel 1998 ha creato primo marchio di fascia alta di vodka russa, Standard russo. Un anno dopo con l’aiuto di McKinsey & Co., si è trasferito nel credito al consumo del mercato. L’anno scorso il suo gruppo è diventato partner esclusivo American Express ‘in Russia. Una laurea, Tariko è noto per i suoi festini in Sardegna e nelle discoteche di Mosca così come il suo lussuoso stile di vita: è stato il primo russo ad acquistare una Maybach automobili di gran lusso. Basta vedere ora Porto Cervo è piena di russi. Di solito vestono rozzamente, sono grassi e girano con bellissime ragazzine.

  24. max

    Tutta la mia solidarita’ alla famiglia dello sfortunato ragazzo.
    Non mi interessa accendere polemiche non conoscendo di fatto quanto è accaduto….ma sarebbe utile informazione sapere da chi risiede in Thailandia o a Phuket, se e come ci si puo’ assicurare per incidenti o danni causati mentre si è alla guida di un mezzo noleggiato.
    Ovvio che essendo ben lontani dall’Italia e dall’Europa bisogna avere la patente internazionale mod. Ginevra per non incorrere al rifiuto di pagare le spese da parte dell’assicurazione….io quando viaggio anche con la famiglia l’ho sempre fatta….ma mi chiedevo se esistesse in loco (Thailandia) la possibilita’ di farne una ad hoc…tipo Kasko che possa intervenire in questi casi senza avere particolari problemi.

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