Ignazio Marino e il discorso del Samurai: “La destra torni nelle fogne”

Ignazio Marino piomba alla festa dell’Unità di Roma per il discorso della ripartenza dopo Mafia Capitale: quindici slide da un minuto una dopo l’altra per rivendicare i risultati raggiunti dalla giunta di Roma e per disegnare le prospettive del futuro; ma quel che è più importante è che il Sindaco giunge ai prati del Parco delle Valli circondato da urla di stima e di affetto di militanti del Partito Democratico della Capitale. “Ignazio vai, Ignazio resisti”, urlano i cittadini mentre il primo cittadino arriva circondato dai giornalisti.

IGNAZIO MARINO, “LA DESTRA TORNI NELLE FOGNE” –

Il sindaco sale sul palco e, dirà dopo un esponente di rango della maggioranza, sembra “un samurai”. Pronto a tutto, pronto a reagire e a resistere al bombardamento che potrebbe arrivare da Palazzo Chigi dove tutte le voci parlano di un presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi che è sempre più convinto di voler trovare un modo per silurare la giunta romana. Dopo stasera, però, il compito potrebbe risultare più impervio, almeno a sentire gli umori della folla, dei consiglieri comunali e della giunta dopo il grande momento del primo cittadino romano. Ma andiamo con ordine: Ignazio Marino sale sul palco e attacca, subito e frontalmente, la destra di Gianni Alemanno. “Quando sono arrivato in Campidoglio ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. E quella destra che oggi si erge a paladina di morale e legalità, ma tornasse nelle fogne”. Urla: la folla è in delirio.

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IGNAZIO MARINO: “GIANNI ALEMANNO MI DISSE DEI NOMI PER I CDA” –

“Abbiamo anticipato la magistratura, chiudendo Malagrotta, impugnando il lodo Colari, abbiamo mandato via Franco Panzironi da Ama prima che la magistratura lo condannasse a cinque anni. Abbiamo cambiato lo stile di fare le cose: vi racconto un segreto”, dice il sindaco di Roma: “Quando stavamo cambiando i Cda delle municipalizzate mi chiamò il mio predecessore Gianni Alemanno per dirmi che aveva ‘due nomi da segnalarmi’. Io non capii, pensai che volesse presentarmi dei curriculum, e lui disse: ‘Ma il Pd non ti ha detto niente?”. L’ex sindaco ha già annunciato querela contro Marino per queste affermazioni.

“Il medico si giudica alla fine della cura”, dice il sindaco, escludendo radicalmente qualsiasi ipotesi di dimissioni fino al 2023.

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IGNAZIO MARINO, LE SLIDES PER RIPARTIRE –

I temi corrono veloci: sui rifiuti Marino rivendica la chiusura di Malagrotta e l’aumento della percentuale di differenziata; sulla mobilità annuncia i tempi di apertura della Metro C, “entro il 2016 arriveranno a Roma i cassonetti della spazzatura completamente nuovi e 700 nuovi autobus, che rinnoveranno il parco mezzi di Atac”; ancora: “Entro il 2018 apriremo oltre 6mila nuove unità di alloggi popolari”e, insiste il sindaco, “finora mi avete criticato per le buche, adesso preparatevi a criticarmi per i cantieri perché a luglio e agosto apriamo tutto, completeremo opere strategiche come il collettore della Tiburtina, l’anello ferroviario da Valle Aurelia a Val d’Ala”. Al di là dei contenuti, quel che conta è il rapporto, evidente e ristabilito, fra il sindaco e la platea: dialogano, i cittadini urlano sottoponendo problemi, il sindaco risponde dal palco. L’entusiasmo è palpabile, gli applausi forti; per qualcuno è “un discorso da campagna elettorale”.

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IGNAZIO MARINO, IL SAMURAI –

E’ evidente che per tutti i presenti questo è il momento della distensione, del recupero, della ripartenza dell’amministrazione dopo Mafia Capitale e sopratutto dopo le bordate da Palazzo Chigi su un’eventuale caduta della giunta Marino. Il commissario del Pd Roma e presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, sentito da Giornalettismo blinda la situazione. “Sono contento e soddisfatto. La giunta rimane al suo posto, Silvia Scozzese non si muove da lì e Guido Improta non si dimetterà; aspettiamo la relazione del prefetto Franco Gabrielli su Mafia Capitale per fare il punto dell’amministrazione. Il Partito Democratico sostiene questa giunta; questo discorso di Ignazio Marino chiude qualsiasi discussione, peraltro mai aperta, e questa risposta popolare ci trasmette l’energia che ci serve”, dice Orfini. I consiglieri del Partito Democratico presenti tirano un sospiro di sollievo. “Siamo rincuorati, è cambiato l’approccio. Siamo passati dal professore al politico, era ora”.  I problemi rimangono, certo, “ma lo stile è diverso; è un momento di fibrillazione e bisogna cambiare passo”. Quello di Ignazio Marino è “il discorso del Samurai” pronto a combattere fino alla fine. Ma contro chi? Contro le sirene di Palazzo Chigi: radio governo trasmette bufera, c’è chi continua a giurare che Matteo Renzi abbia deciso che Roma tornerà a votare nel 2016 con le altre grandi città, ma bisognerà aspettare per saperlo. Se Renzi insistesse, si potrebbe aprire un conflitto duro fra il livello nazionale e quello romano, sia politico che amministrativo. Un cortocircuito pronto a far saltare tutto.

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