Tutti a tirare in ballo il fantasma di Voltaire: sdegno e orrore per le contestazioni all’Elefantino. Ma ecco dimostrato perchè dobbiamo ringraziare Giulianone per le contestazioni in piazza. E considerare legittimi i fischi.
No, non chiuderemo il discorso tirando in ballo “le solite «frange folli», dicendo che dopotutto si tratta di non più di qualche centinaio di scalmanati, ignari della fondamentale distinzione tra la forza degli argomenti e l’uso della forza come argomento“, come pensava che facessero i suoi interlocutori agitando il manganello il clarissimo Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere di domenica scorsa. Bisogna dire due parole sulle continue contestazioni -
l’ultima persino a Bergamo, e io l’avrei preso come un affronto – a cui viene sottoposto quel sant’uomo di Giuliano Ferrara e la sua romantica Lista Pazza. E bisogna dirle soprattutto perché quel fantastico generatore automatico di ovvietà che è la blogosfera italica ha già tirato giù nientepopodimenoché sette pagine di technorati per accostare Ferrara e Voltaire, ricordando l’abusato detto secondo il quale “non sono d’accordo con te, ma darò la vita affinché tu possa esprimere la tua idea!”, nelle sue infinite – in quanto derivate dagli occhietti cisposi che ti vengono quando al liceo studi filosofia – varianti. Mica cazzi, come dice il poeta. E’ per questo che tutti loro saranno certamente felici se io dico la mia dopo che loro han detto la loro. Mia, che si può riassumere in pochissime righe. E che vado a dimostrare, siore et siori. Con la sola imposizione della dialettica.
GRAZIE GIULIANO, GRAZIE! - Diciamo subito, signori, che tutti noi dobbiamo dire grazie a Giuliano Ferrara. Perché ha avuto coraggio, a mostrarsi in pubblico così tante volte ben sapendo quello che, purtroppo, la gente pensa su di lui. Un pregiudizio derivato da anni e anni di presenza sulla scena pubblica italiana, presenza a 360 gradi: da giornalista, da giornalista schierato, da giornalista molto schierato, da giornalista praticamente addobbato, da ministro, di nuovo da giornalista praticamente addobbato e così via. Non che costituisca reato essere addobbati, per carità. Anzi, è quasi un bene, per il giornalismo, che ci sia chi dichiari così nettamente come la si pensa – a prescindere dal perché la si pensa come la si pensa – quando l’alternativa è l’ammiccamento furbetto, il colpo al cerchio e quello alla botte, l’equivicinanza fintamente terzista mascherata da equidistanza, e così via.
IL RITORNO DELLA PIAZZA - Dobbiamo dirgli grazie perché, attraverso la sua opera meritoria, lui ci ha fatto ritornare a comprendere il significato della parola “scendere in piazza“. Agli albori del concetto, infatti, si scendeva in piazza da soli, oppure circondati da pochi adepti, allo scopo di comunicare le proprie idee su fatti di pubblico interesse. Si cercava così di informare le persone, spiegare come la si pensava su un determinato accadimento, si consideravano soluzioni e indicavano vie d’uscita. Fatalmente, accadeva che queste idee avessero più o meno successo. Voglio dire, mica può dirti sempre bene. Poteva giustamente capitare – ahimé, capitava – che la piazza non prendesse bene quello che avevi da dire. E che magari cominciasse a dirtene quattro, rispondendoti. Ciò poteva generare dibattito. Poteva anche generare dissenso, a tratti violento. Insomma, poteva capitare che rischiassi la vita, e così via.
MODERNITA’ - Non come le piazze d’oggi, diciamocelo. Che sembrano far parte d’una profonda, immensa recita. Partiti e sindacati le occupano come se fossero di loro proprietà. Piazzano i loro iscritti nei punti strategici. Le bandierine, come fosse una rappresentazione teatrale. Poi fanno quei cori, che sanno solo loro. Magari ripescati dal repertorio Seventies, che sanno di vecchio lontano un miglio. Diciamocelo francamente: che palle.
Rendiamo grazie quindi a Giuliano Ferrara, che scendendo “in piazza” ci dispiega di nuovo l’intero significato di questa. Ce la fa di nuovo percepire come il luogo dell’incontro, ma anche dello scontro
tra idee diverse. E non fa la vittima, poi, dimostrando con fervezza la maschia convinzione che lo anima nella difesa delle donne e dei bambini.
LIBERTA’ A SENSO UNICO? - Ora, però, c’è un problema. Che, come abbiamo ricordato sopra, anche in altri tempi accadeva che chi si assumeva l’onere di scendere in piazza, si assumeva il rischio di essere contestato dalla stessa. A volte persino sonoramente. Oppure, poteva andarti peggio se per qualche oscuro motivo alla gente stavi discretamente sul culo, caro Ferrara. E allora siamo onesti. Diciamolo pure, che alla fin fine sarebbe anche normale se finissi in mezzo a qualche contestazione. C’è il gioco democratico, c’è il diritto di critica, c’è persino quello di satira. E c’è anche dentro di te la convinzione che qualcosa, qualche volta, nella tua carriera, aveva un qualcosa che invitava alla boutade. Voglio dire, ad esempio: ti ricordi di che capelli portavi all’epoca, vero?
E TIRATE! - E allora diciamolo pure. Voltaire in questa storia non c’entra nulla. O meglio, c’entra soltanto latamente, perché anche chi lancia metaforici pomodori avrà il diritto di dire la sua, non trovate? Quindi, grazie Ferrara per averci riportato al significato iniziale della parola “piazza”. Dopodiché, gente, lanciate pure. Metaforicamente parlando, s’intende.























su-per-la-ti-vo
Tess, attendo soprattutto il commento di Ricchiuti sull’argomento. Sono sicuro che ne vedremo delle belle
solo metaforicamente? che palle.
no ricchiuti, torna sulla strada maestra
E’ il manifesto del diritto al pomodoro, in sostanza.
Sembra quando c’è una che mette la minigonna che poi dicono “ebbè, se l’è cercata”.
Non so, il problema è che c’è molta gente democratica che non tollererebbe venissero impedite le conferenze di Veronesi o i comizi di una qualsiasi smandrappata che reciti la litanìa sulla difesa della 194 dalle forze oscure, talmente oscure che stanno al buio e non le vede nessuno. Se avessero detto la metà delle cose che vengono profferite impunemente sul “ciccione”, che ne so, a una pensosa Turco o incazzata Finocchiaro, saremmo all’emergenza democratica.
Meno male che Ferrara c’è, viene da parafrasare il coretto per Silvio. Meno male dico per molte delle candidate a forza in quota rosa nel Piddì, che così han qualcosa da dire.
Meno male per Veltroni che così può dire di stare dalla parte delle donne.
Il post è maschio, virile nel concedere con realismo diritto al dissenso pomodorico.
Credo però che un attimo prima di farsi smontare il palco un mazzolin di fiori di reazione possa pure prendere legittimamente qualcheduno in occhio.
Se stiamo a questo, glielo scrissi al direttore, al cuore, Ferrara, al cuore.
Ma solo i pomodori, o si può aggiungere qualche mozzarella?
Un sorriso alimentare
CC
metaforicamente parlando, potete aggiungere tutto quello che volete
Avete un bel sito, ma non è molto leggibile.
Magari giustificare il testo, mettere un’interlinea maggiore, a me viene il mal di testa dopo un paragrafo.
Saluti, cristian
grazie dei consigli, proveremo a seguirli
le reazioni augurabili, nei confronti di Ferrara, erano due – e nessuna delle due assomiglia a quella suscitata di recente dall’elefantino.
si poteva riconoscere che le questioni poste esulano dalla dialettica politica, e anche dagli interessi intellettuali (e forse dalla capacita’) della stragrande maggioranza dell’elettorato. e di conseguenza si poteva ingaggiare ferrara a livello teorico: ci sono ottime ragioni per pensare che ferrara abbia torto marcio, a quel livello
reagire come sopra, pero’, non avrebbe riconosciuto a ferrara la scelta compiuta con la lista e i comizi: e cioe’ di politicizzare il dibattito sullo status di persona del feto. ferrara ha compiuto quella scelta ‘politica’, e se gli si fosse risposto ad un livello altro che quello politico, gli avremmo fatto una concessione che non meritava.
e allora l’alternativa ‘politica’ era quella di ignorarlo, di non farsi trascinare indietro, agli anni 70, politicamente. le questioni teoretiche difficilmente possono essere un ritorno al passato, quelle politiche si. ferrara mette in discussione conquiste politiche e di civilta’. lo fa con argomenti non politici, e per questo uno potrebbe essere tentato di reagire con altrettanti argomenti non-politici. pero’ cosi si tornerebbe indietro, politicamente, ad un tempo in cui la societa’ patriarcale era, se possibile, ancora piu’ robusta di oggi.
per questo l’unica reazione politicamente solida nei confronti di ferrara era di ignorarlo, come in effetti era stato proposto ai piu’ alti livelli. ci si e’ fatti invece prendere la mano, e a perderci sono le conquiste del tempo che fu, conquiste che, a livello politico, dovrebbero essere indiscutibili. saranno sempre discutibili ad altri livelli, ma quelle discussioni non potranno mai essere fatte in piazza.
Ma scusate, Ferrara non era quello dei pomodori a Benigni a Sanremo?
O era un altro Ferrara?
sempre lo stesso guitto, ma quando lo fa lui è goliardico buon umore…
Esatto, è lo stesso Ferrara che si fece riprendere in casa mentre svuotava un cartone di uova contro la tv nel salotto, durante l’apparizione di Benigni “pericoloso e illegale comico governativo”
Peccato che l’evento sia avvenuto nell’era pre-youtube, non è facile trovare il video adesso.
Mi auguro che in questo paese se non altre differenze non si sia smarrito l senso della differenza tra un uovo contro il televisore di casa e picchiare, ululare, menare vernice, uova, smantellare palchi a persone che in fondo esercitano un diritto democratico e non vogliono alto che applicare meglio la 194.
Signori, vi prego, concedetecelo di esistere, voi che potete.
Esistere? Figurati, paghiamo volentieri anche le tasse per far scrivere a Ferrara sul Foglio quello che vuole…
Se ne sono smarrite tante di differenze in questo paese, anche quelle tra essere picchiati con i manganelli e essere minacciati con degli assorbenti..
Va bene tutto, anche rivendicare tronfi la violenza per provocazione, ma adesso dire che le botte che stanno ricevendo o scansando i prolifers sian tampax da’asporto.
Dovete decidervi, le mascalzonate son belle quando son rivendicate grandi e belle, non minimizzate per piccolo borghese ipocrisia.
Un paese che ha conosciuto i fascismi giustificati d’ogni tipo volete forse che biasimi l’ennesimo episodio della saga del Ceffone santo, non lo fo per piacer mio ma per dare botte anch’io.
Forza forza forza
Che poi é vero che Ferrara scriva quel che voglia. Una volta ha scritto una cosa di getto, quando si distrassero sulla grazia a Sofri, che ancora oggi resta la cosetta migliore d’antiberluskonismo che l’Italia abbia mai conosciuto, nonostante tutto.
Non so voi, io dico semplicemente, in materia di libera opinione vigilata in cui ci troviamo un po’ tutti, beato lui.
Ma sì, quante storie per due ortaggi.
Si potevano tranquillamente evitare, contestando in maniera più educata.
Però da qui a farne un caso nazionale ce ne passa.
Anche perché colgo un filo d’ipocrisia da parte di quei giornali (TUTTI?) che quando sono stati *censurati* Luttazzi o la Guzzanti hanno giustificato con ‘non faceva ridere’, ‘non è satira’, ‘non faceva ascolti’. Che peraltro erano menzogne.
Però Ferrara, poverino, ha preso i pomodori.
Non ha potuto esprimere le proprie idee?
Il pomodorismo esercitato in piazza contro Ferrara mi sembra il minimo che possa capitargli visto il personaggio, il tema che ha scelto, l’ambiguità con cui (non) spiega cosa cazzo vuol fare in pratica, la scelta di una lista politica per natura fatta per dividere. Mi sembra ottimo in quanto a dotazione per attrarre pomodori e ortaggi un po’ dappertutto. Dobbiamo difenderlo? Dobbiamo scomodare addirittura Voltaire? Dobbiamo stracciarci le vesti perché a molta gente sta profondamente e giustificatamente sul cazzo che tra un bacio e l’altro all’anello di Josef, il Nostro si alzi e salga su un palco blaterando di pro-life come se gli altri fossero contro-life? Ce n’è abbastanza per tutti i pomodori del mondo! Tra l’altro con quello che costano, c’è da avviare una colletta!
Si Ricchiù, ho capito, ma nemmeno imbrattare di tuorlo e albume il televisore del tinello ( e esortare altri a farlo ) per deridere una persona è una grande dimostrazione d’intelligenza.
Non è ipocrisia piccolo borghese se minimizzo i pomodori, è che (almeno) dalle mie parti le cose vengono vissute forse in maniera sanguigna (leggi: botte, fino a non molti anni fa) e quello successo a Ferrara mi sembra da condannare sì, ma senza urlare alla fine della democrazia e giocare ai martiri che si immolano per le battaglie culturali (ricchiuti,ha scritto “al cuore”? Ferrara mi sembra più abituato a mirare da altre parti).
Detto questo senza volerla fare passare per una giustificazione per i pomodori e tutto il resto, Ferrara e il suo giornaletto sono produttori (con soldi pubblici) di letame ideologico (anche per quanto riguarda la lista pazza). Non sono un accanito antiberlusconiano ma anche se lo fossi l’argomento “una volta ha scritto una cosa antiberlusconiana” (anche perchè probabilmente lo ha fatto più di una volta, nel suo giochetto di accreditarsi giornalista intelligente e libero), vale 0, ovo, niente.Ribadendo che è cosa diversa dal dire che si merita la contestazione fisica, è responsabile dell’impossibilità di discutere seriamente su molti temi, aborto compreso.
Non siate melodrammatici con questo attribuire a Ferrara l’impossibilità, addirittura, di parlare seriamente di qualcosa.
Anzitutto, levatevi dalla testa che esista il parlare seriamente sennò ciccia, brufoli e pomodori.
Esiste il parlare, stop, quello va tutelato se possibile.
Poi che gli italiani siano persone anche intolleranti e tirino pomodori o barattoli di vernice o cerchino di non far parlare rientra in quel che siamo.
Tolleranti con gli amici, intolleranti con gli avversari.
Il popolo italiano non è perfetto ma è convinto di doverlo sembrare.
La gran lezione di Ferrara, in tutto quello che ha fatto in carriera, è questa, ragà inutile che ci fasciamo la testa, siamo anche questo, siamo anche ambizione, vanità, servi per scelta, siamo anche spazzatura. Che problema c’è nel dire chiaramente, senza minimizzare, “Ferrara non deve parlare”. E’ così liberatorio. Bruciate i giri di parole, anzichè i reggiseni.
Nb
Sulle uova a Benigni, ricordo che il problema era la par condicio, che si temeva potesse, il dantista, fare campagna elettorale. Tutto qui.
Giuliano Ferrara? Prego, fischiatelo pure @ Giornalettismo…
Tutti a tirare in ballo il fantasma di Voltaire: sdegno e orrore per le contestazioni all’Elefantino. Ma ecco dimostrato perchè dobbiamo ringraziare Giulianone per le contestazioni in piazza. E considerare legittimi i fischi….
Apprezzo l’articolo. Tra l’altro, d’accordo che la libertà di parola è un principio a prescindere. Però alcune volte forse è il caso di guardare a come stanno le cose. Ferrara parla di libertà negata andando in onda alle 8.10 di sera su un telegiornale che credo abbia in quella fascia il maggior numero di telespettatori (qualche milionata, per intenderci – credo).
Ferrara? Prego, fischiatelo pure…
Tutti a tirare in ballo il fantasma di Voltaire: sdegno e orrore per le contestazioni all’Elefantino. Ma ecco dimostrato perchè dobbiamo ringraziare Giulianone per le contestazioni in piazza. E considerare legittimi i fischi….
[...] la bocca” e bla bla bla. “Brutto segnale” e bla bla bla. Su questo, abbiamo già detto la nostra. Sempre sul settimanale, canonica e mastodontica intervista a Veltroni: quattro paginette quattro. [...]