Gli amici della plastica che hanno truffato Monti

30/12/2011 - Cosa ha davvero provocato la scomparsa delle norme sui sacchetti dal Milleproroghe? Una mano misteriosa ha agito nell’ombra e ha fatto sparire dall’ultimo decretone governativo la norma che avrebbe definitivamente vietato l’uso di sacchetti di plastica non biodegradabili, introducendo sanzioni

     
 

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Cosa ha davvero provocato la scomparsa delle norme sui sacchetti dal Milleproroghe?

Una mano misteriosa ha agito nell’ombra e ha fatto sparire dall’ultimo decretone governativo la norma che avrebbe definitivamente vietato l’uso di sacchetti di plastica non biodegradabili, introducendo sanzioni per chi non la rispetta e, soprattutto, vietando anche l’uso di una tipologia di sacchetti che alcuni produttori e parlamentari loro vicini sostengono essere a norma di legge, anche se evidentemente non lo sono.

SACCHETTI DI POLIETILENE – Si tratta di sacchetti prodotti usando la solita plastica, il polietilene, alla quale vengono aggiunti additivi che la rendono bio-sbrindellabile, più che biodegradabile. Con il risultato che la degradazione di un sacchetto fatto usando questo tipo di plastica, produce centinaia di pezzetti di plastica per nulla ecologici, destinati a perdurare nell’ambiente esattamente come accadeva con i vecchi sacchetti interi, con l’aggravante di poter essere ingoiati da un numero di animali molto più elevato di quelli che potrebbero ingerire accidentalmente un intero sacchetto di plastica e di essere molto più difficili da recuperare nel corso di pulizie e bonifiche. Gli additivi impiegati in questo processo peraltro sono ben poco ecologici, dato che s’impiega persino il tossicissimo cobalto.

PLASTICHE DEGRADABILI – Tutt’altra cosa dalle plastiche veramente degradabili, come quelle derivate dal mais, che oltre a degradarsi completamente sono anche compostabili, come devono essere secondo la legge europea UNI EN13432, che  prevede per i sacchetti di plastica i seguenti requisiti:

- Biodegradabilità, ossia la capacità del materiale di essere convertito in anidride carbonica (CO2) grazie ai microrganismi ed in modo analogo a quanto accade ai rifiuti naturali.
- Disintegrabilità, cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva).
- Assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio.
- Metalli pesanti pressoché assenti e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost.

I sacchetti prodotti con polietilene e additivi non rispettano nessuno di questi requisiti e pertanto dovrebbe esserne vietata la vendita da tempo, eppure, nonostante il ritardo biblico con il quale è stata recepita nel nostro ordinamento questa norma, il divieto non c’è ancora. Era atteso nel decretone, ma un’utile manina l’ha fatto sparire, provocando fastidio negli ecologisti e un mezzo terremoto nel governo.

APPROVATA E FIRMATA – La norma era stata approvata, firmata e controfirmata nel Consiglio dei Ministri del 23 dicembre, ma nel testo del cosiddetto “milleproroghe” pubblicato ieri non c’è. Qualcuno ha commesso un’incredibile scorrettezza per conto dei produttori dei sacchetti fintamente ecologici, tradendo la fiducia dei colleghi. Tutte le tracce portano all’ufficio di Antonio Catricalà, ora  sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con funzioni di segretario dello stesso dal presidente del Consiglio Mario Monti. Comprensibile l’irritazione degli altri membri del governo per il tradimento, tanto che Catricalà in condizioni diverse da quelle che reggono questo governo d’emergenza, probabilmente avrebbe dovuto fare le valigie. Ma ci sono altre impronte sul luogo del delitto e sono quelle della destra vicina agli interessi degli inquinatori, a cominciare da quelle di Fare Ambiente, tipica associazione ambientalista di destra impegnata a a favorire gli inquinatori vestendo la casacca dell’ambientalismo.

LA NOTA – È del suo presidente, Vincenzo Pepe, una nota del 28 dicembre nella quale afferma la sua opposizione alla normativa europea a sostegno della plastica falsamente biodegradabile. Che poi chi ha scritto la nota traduca il termine compostabilità con l’inesistente compastabilità, rende perfettamente l’idea della preparazione ambientalista di questo genere di  ecologisti farlocchi al servizio degli inquinatori. Poi ci sono i parlamentari del PDL che si occupano d’ambiente con questo stile inimitabile, come  Agostino Ghiglia o Paolo Russo, già impegnati a far danni in commissione rifiuti. Non sono una scoperta, per quanto abbastanza ignoti al grande pubblico.

LA TRUFFA - Insieme ad altri esponenti dell’ex PDL rappresentano all’interno delle istituzioni gli interessi dei produttori di sacchetti inquinanti e per difenderli non esitano a ricorrere al falso e alle mistificazioni, tanto che a più riprese hanno rilasciato dichiarazioni che falsano platealmente il senso delle normative europee di riferimento e persino lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche. La disgustosa truffa dovrebbe avere le gambe corte, visto il governo insieme all’irritazione ha fatto trapelare l’intenzione di porvi rimedio nel più breve tempo possibile, ma resta significativa e dimostra come i grandi inquinatori e i loro rappresentanti siano disposti a tutto, pur di difendere i loro interessi privati, anche a scapito dell’interesse e della saluta pubblica.

     
 

46 Commenti

  1. mazzetta scrive:

    Caro Narciso

    “scusi la Nostra poca dimestichezza informatica, ma con la storia delle e-mail non abbiamo capito quasi nulla di quanto Lei ha scritto. ”

    La scuso senza problemi, era evidente che non avesse idea

    Il nome di Renato Narciso invece non potevo risparmiarlo, visto che risulta il responsabile dell’ufficio stampa che ha offerto questa esibizione e visto che non mi risulta affatto che sia in ferie, dato che, pendente la nostra discussione, garrulo lamentava pubblicamente un attacco alla Fondazione Vico appigliandosi all’incendio di un paio di bancarelle nei pressi della sede.
    Senza considerare che non mi risulta proprio che FA disponga di un ufficio stampa con altri collaboratori, ma tutto può essere.

    Quindi, caro Renato Narciso, suscettibile o meno, pianga comunque ciò che ricade sotto la sua piena responsabilità, non è certo colpa mia se nell’intero ufficio stampa di Fare Ambiente non si trova una persona capace del minimo sindacale.

    Se vorrà indicarmi il nome dell’autore di queste righe, che non ha avuto la grazia di presentarsi (è inseguito dalla camorra? lavora in nero, è timido?) sarà mia cura metterlo in evidenza come principale responsabile di quanto accaduto. Diversamente continuerà a ritenere che sia lei il protagonista di questo scambio.

    Ricambio comunque gli auguri di buon proseguimento e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento

  2. Eliana Mariotti scrive:

    Gentili signori,
    (e vogliate davvero essere gentili, prego),
    mi pare che, come sempre accade, di questioni di innegabile gravità sociale, si stiano facendo monologhi di aulica retorica, si facciano i soliti partitici e si stia tirando lo sciacquone.
    Il contenuto del “virtuale WC”?
    Uno, ad esempio;
    mio marito, produttore di sacchetti in plastica non biosbrindeldegradabili.
    Mio marito, certo, il quale non ha mai gettato un solo sacchetto in plastica fuori dal finestrino. Mai.
    Mio marito, il quale dovrá dare il benservito ai suoi collaboratori.
    Mio marito, il quale non avrà più il suo stimatissimo lavoro, grazie agli scriteriati (di sinistra, divdestra e di chissenefrega), e grazie a chi promulga DL, senza prima preparare alternative plausibili, compiendo scempio su scempio, primo fra tutti rubare il lavoro alla gente onesta, in ogni senso onesta, perdio!
    Eliana M.

  3. Eliana Mariotti scrive:

    Correzione: ho omesso il termine “GIOCHI”, giochi partitici.
    Invito: quanti fra voi lavorano nelle aziende produttrici di sacchetti in plastica?
    Ci siete? E dove sono le vostre voci?!?
    Io sono per lo “stile” pane ed acqua e non mi interessano i Brands e i dolcigabbanisti.
    Non mi interessano le chiacchiere. Mi interessa dare un futuro ai miei figli che sia decoroso, almeno!
    Non sono per le scorribande partitiche e decerebrate.
    Io sono per l’onestà del popolo che ha ragione, non per l’appecoraggine del popolo non “sovrano”, ma coglione, come (sempre) si conviene al popolo italiano, meritevole, in quanto coglione, d’essere ingannato e derubato!
    Saluti a chi lavora, non a chi pontifica ignorantemente e ruba!
    Saluti a chi LAVORA.
    E.M.

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