La Bolivia superpotenza dell’energia del futuro?

29/12/2011 - Il paese gode di vaste riserve di Litio, futuro della green energy, ma deve affrontare numerosi scogli La Bolivia possiede più di litio rispetto a qualsiasi altro paese al mondo, ma il suo potenziale di alimentare le batterie “agli ioni

     
 

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Il paese gode di vaste riserve di Litio, futuro della green energy, ma deve affrontare numerosi scogli

La Bolivia possiede più di litio rispetto a qualsiasi altro paese al mondo, ma il suo potenziale di alimentare le batterie “agli ioni di litio” delle auto elettriche rischia di non concretizzarsi.

IL LITIO - Le vaste riserve di litio sono dissolte in uno strato di sale nella laguna del lago salato più alto del mondo, portando la Bolivia ad essere comparata a Paesi simili. Uno dei confronti più memorabili ribattezza il Paese senza sbocco sul mare come l’”Arabia Saudita del litio”, ma il paragone fa storcere il naso al governo socialista guidato da Evo Morales. Il primo leader indigeno della nazione ha infatti promesso che la Bolivia sfrutterà le riserve di litio senza interventi esterni, in modo sostenibile e a beneficio di tutti i boliviani. A quasi quattro anni dall’inizio del progetto per sfruttare le riserve di litio nel Salar de Uyuni – mettendo mano su una quantità di materiale che potrebbe superare i 100 milioni di tonnellate – il popolo boliviano sta ancora attendendo con impazienza i benefici del suo immenso potenziale.

IL FUTURO - Il litio è considerato il futuro nel campo dell’energia ecologica e attualmente ricarica gadget quali l’iPod, i telefoni cellulari, i laptop e le auto elettriche. Le riserve Boliviane sono rinchiuse in 10mila chilometri quadrati di sale, fondamentalmente. Se le migliaia di turisti accolti possono ammirare lo spettacolo della marea salata circondata da montagne all’orizzonte, gli investitori stranieri devono aspettare prima di accedervi. “Sono molte le persone che pensano che il governo boliviano sia troppo lento nell’industrializzare tali riserve e sta perdendo il treno”, ha dichiarato Guillaume Roelants, il capo scienziato del progetto per la Comibol, la Società mineraria della Bolivia, “Ma si sbagliano, perché la domanda internazionale di litio è ancora bassa, nonostante le molte speculazioni. Quindi penso che ci sia ancora del tempo”.

LE FASI - Il progetto di estrazione del litio è ancora in fase “pre-pilota” e la produzione industriale di circa 30mila tonnellate di carbonato di litio all’anno non verrà avviata prima dell’inizio del 2015. “Il piano come industria è quello di fornire batterie a tutto il mondo per centinaia se non migliaia di anni, quindi un mese in più o un mese in meno non sarà un grosso problema”, ha spiegato Roelants. Il trauma della conquista spagnola ha reso molti boliviani estremamente sospettosi nei confronti delle multinazionali, accusate di saccheggiare le risorse naturali. Morales ha sfruttato questo sentimento di ostilità per nazionalizzare i settori dell’energia elettrica e degli idrocarburi in una delle nazioni più povere del Sud America, cambiando anche la costituzione per correggere le ingiustizie storiche vigenti nel paese.

IL RISCHIO - La Bolivia potrebbe però perdere un’opportunità storica, secondo Juan Carlos Zuleta, un boliviano esperto di quotazioni di mercato sul litio. “Penso che questo governo non sia interessato a sviluppare questa importante risorsa, non solo ottima per la stessa Bolivia, ma per il mondo intero”. L’esperto insiste sul fatto che gli scienziati boliviani stanno ancora lottando per trovare un sistema di industrializzazione del minerale e suggerisce che il paese cercare urgentemente di coinvolgere Paesi con più esperienza nella produzione di litio. Per esempio, i paesi vicini, Cile e Argentina, si sono affermati come produttori di litio, nonostante abbiano riserve meno ampie di quelle della Bolivia. General Motors, Hyundai e Nissan sono solo alcune delle case automobilistiche che sono pronte a lanciare nuove auto elettriche o ibride nel 2012. La Bolivia sarà “indispensabile per il mercato delle auto elettriche grazie alle sue risorse”, ha spiegato Zuleta.

LE TRE TAPPE - L’industrializzazione è un processo a tre fasi, ma la Bolivia è solo alla prima. È già stato costruito un impianto di trasformazione, per un costo di 5 milioni di dollari, in grado di estrarre il carbonato di litio e il potassio cloridrato – utilizzato per i fertilizzanti – dal sale in stagni di evaporazione solare. La Banca Centrale della Bolivia contribuirà con 500 milioni di dollari al processo di industrializzazione nel 2015 e, da allora, il governo boliviano accetterà l’assistenza tecnica straniera. Nel frattempo tratta con Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia e Finlandia per creare “alleanze strategiche” utili nella fase finale, come riporta il Guardian.

     
 

2 Commenti

  1. OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando scrive:

    Speriamo sia vero che a sfruttare il Litio sia UNICAMENTE la Bolivia e che il denaro guadagnato sia a beneficio della stessa popolazione..rispetto della natura etc. Perchè si sa che il Sud Centro America è sempre stato sfruttato prima dai coloni Europei e USA monopolizzando petrolio e pietre preziose..turismo etc. ed arrecando danni enormi alle stesse popolazioni indigene e distruggendo la natura..e con colpi di stato organizzati..per non fare sollevare la popolazione..
    Si deve aiutare questi popoli…e difenderli dal magna magna Europeo ed USA i pericoli sono immensi..
    Morando

  2. Paradox 235 scrive:

    Ottima aspettativa, un inquinamento globale da litio, che corroderebbe anche le loro falde acquifere. Oltretutto per tenerlo al sicuro da incendi e conseguenti esplosioni, il litio lo si deve conservare immerso in idrocarburi, quindi in derivati del petrolio. Non mi sembra una prospettiva cosi allettante.
    In alternativa potrebbero pensare a realizzate delle centrali termiche a cocaina, ovviamente munite di grosse canne…. fumarie e alternatori da sballo!

    Ciao San Morando, buon Anno Nuovo!

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