kebab come è fatto
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«Ecco come riconoscere un kebab buono da uno di scarsa qualità»

Come è fatto un kebab? Nella puntata de La Gabbia di sera è andata in onda una piccola inchiesta su come viene preparato il tradizionale panino turco, popolarissimo anche nel nostro paese anche grazie alle numerose kebabberie sparse nelle nostre città.

kebab come è fatto
Photocredit: La7/La Gabbia

KEBAB: COME È FATTO E COME RICONOSCERNE UNO BUONO –

L’intento dell’inchiesta di La Gabbia è quello di aiutare i consumatori a riconoscere un kebab di buona qualità da un kebab di qualità mediocre: la differenza, in questo caso sta nel tipo di carne utilizzata e nella sua preparazione. Se un kebab di buona qualità è composto da tagli nobili di diversi tipi di carne (agnello, montone, bovino, pollo, tacchino) – “composti” sullo spiedo in diversi strati, un kebab di bassa qualità invece, spesso può essere preparato con un preparato di carne recuperata meccanicamente dagli scarti degli animali, carne che viene poi tritata, macinata, ridotta in poltiglia con l’aggiunta di spezie varie e che poi viene modellata sul tradizionale spiedo. In quest’ultimo caso, spiega la giornalista de La Gabbia, non è possibile distinguere i vari strati di carne, e questo prodotto è generalmente venduto a un prezzo piuttosto basso.

Guarda il video – L’inchiesta sul kabab al minuto 2:27:50

 

IL KEBAB FA MALE? –

In un articolo di qualche tempo fa, Giornalettismo si era occupato di raccontare non soltanto come è fatto un kebab, ma anche se questo rappresentasse o neno un alimento salutare. Se preparato con carne di buona qualità – e qui in linea di massima vale il principio spiegato da La Gabbia, ovvero di riuscire a distinguere i vari pezzi di carne composti sullo spiedo, il kebab rappresenta un piatto non particolarmente dietetico ma salubre: le analisi condotte dagli esperti e citate nell’articolo parlavano di un prodotto «accettabile» anche dal punto di vista di eventuali patogeni:

[…] il problema non sta nella carne ma nella salubrità della struttura. Un po’ come per i chioschi notturni dei panini, quindi.

(Photocredit copertina:  La7/La Gabbia)

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