L’INIZIO DELLA FINE - “Visto ? Visto amici ? Forse resto, tra voi, mia genteeeee, mia ggennddeeee !!!”, un dito ossuto, una frangia, un voto, la voce alterata. “L’ho fatto apposta a fare The Pelvis, ahahaha”. Impunito, canaglia, ora lo amano tutti. “Kaufman è impazzito di gioia” così avrebbero titolato le news fossero uscite in quel preciso momento, mai visto così, sempre strambo, cupo, ostile. Bizzarro, perverso, anche venale. Se era lì a giocarsi la carriera lo doveva soltanto a se stesso. Kaufman li osservava e sorrideva, girava tra loro. Mai visto così felice, così
starnazzante. “Vi piaccio così, non è vero ? Ma certo che è vero !”: la signora e il marito in prima fila annuivano, ormai non più preparati al peggio ma felici per un uomo felice. “Si, amici felici, sono felice anch’io e come vedete dai voti che salgono a mio favore, la felicità è migliore di un buon contratto. La felicità paga. Fate entrare il bambino vi prego”. Solita scena: Kauf dopo avere spiazzato per ore di solito se ne usciva nel modo che segue. Latte, biscotti, un bambino saziato. Era la fine dello spettacolo, la gente richiuse il frigo ed avrebbe cambiato canale. “Mangia figliolo, che offre la star. Si, perché vedi. Se tu mangi quello che offro, sia chiaro chi di noi due è il pezzente e chi è la star”. Silenzio. “Ahahaha“. Ancora silenzio. “Perché non lo avete bene a mente e in chiaro anche voi chi tra me e voi altri è la grande star, la più grande di tutte le star delle star, eeeh ?“, sottecchi, voce alterata ma nessuno pensava più a Latka. “Sveglia, buzzurri. Cosa cazzo pensavate di essere, davvero miei amici ? I miei amici ? Sol perché ve l’ho detto e da qui sopra, qui dietro, qui in alto voi, onesti cazzoni, ci avete davvero creduto ? Seeeh, quando, quando-mai-io-la- STAR-e-voi-altri-finocchi-voi-altri seduti-saremo-mai-amici, ma quando ma almeno lui è un bambino e ci aveva creduto ma voi altri, amici del più grande dei grandi, mi dovreste pagare ! ma bene, ma cazzo fa questo nano, che fai dolce bambino, ora piangi, perché piangi piccino, mannò, mannò“. Lacrime silenziose su gote bambino, primo piano, audience Arkansas 35 %, Texas da ricampionare. “Non piangere, gioia“, mano Kaufman su testa bambino. Colpi di tosse in platea, la claque si gratti la testa guardando in camera. “Shhhh, shshshs, piano piano ora t’asciughi le lacrime e ti calmi, non ce l’avevo con te, è che il mondo che ce l’ha con me, non vogliono che faccia il wrestling, ti pare normale ?“. Il bambino sorrise, zoommare fazzoletto Kaufman dato al bambino e rimesso in tasca, zoommare sempre. “Non potrei essere felice, angioletto, se non potessi wrestlare ma questi qui, i grandi, non vogliono che picchi le donne eppure scommetto, gioia mia, che tuo padre la picchia tua madre. Solamente che lo fa gratis, mentre a me danno una montagna di soldi !! Ecco qual è il problema !“. Bambino incerto ma partecipe. California, interrogazione su SNL prevista a metà settimana. “Capisci, tesoro, non potrei permettermi il latte o i biscotti da dare a te o le congas, le frange dio mio, o Latka ! Il tuo adorato straniero da prendere in giro perché non sa parlare, sai fare la stessa vocetta ? e dai, fammi sentire amore“, laringi bimbo, New Jork- Hulk Hogan sfiderà Kaufman in pubblica piazza, Nazisti dell’Illinois sono sotto lo studio.
BUONA LA PRIMA – Vocetta fatta, ilarità in sala, timidi applausi per uscire dall’incubo. Kaufman ride, sembra tornata la quiete. Applaude lui stesso. “Naaa, non ci siamo, bambino. La tua voce fa schifo, la vocetta è di merda, non pensavo fossi una mezza sega, ehi voi la dietro, v’avevo chiesto un vero ometto, un bambino vero, ma questo qui non
ce l’ha il pistolino, ce l’hai il pistolino frocetto ? eh ? fallo vedere se hai il coraggio fallo vedere davanti a tutte queste femminucce avanti, ce l’hai stronzo figlio di puttana, che ti diverti mentre io prendo per il culo questi stranieri di merda e poi sei uguale a loro, con questa voce di cazzo, non sei nessuno amico, nessuno, ti è piaciuto Elvis, dimmi ti è piaciuto, ti è piaciuto quando ho mosso il culo e vi ci ho preso per il culo e ancora guardali lì che ci ricascano cosa applaudi imbecille, io ti offendo e tu applaudi, schifo senza speranza, non ho finito con te piscialletto, ecco, allora sappi mio ometto del cazzo ciuccia biscotti e sfotti stranieri che tu non sarai mai come Elvis, non sarai mai lui, non sarai mai me, come il Re, mai come me…”. Partito lo schiaffo. Lacrime, datemi quelle cazzo di lacrime di quel nano dal basso, New Jersey è per Kaufman-alta densità di slavi. “Tuo padre è nessuno ! E statemi a sentire voi altri, “amici”, ora dopo sette anni ve la dirò io la verità. Io sono la star, io vengo da Hollywood !!!“. Zoommare le frange (buona la prima, nanetto).



Io sapevo del match contro Jerry “The King” Lawler, Hulk Hogan non mi risulta.
Si’ sono pedante, ma tu con quel ttitolo mi hai provocato.
La sceneggiata con Lawler è dell’82.
Qui siamo nel gennaio dell’83.