Un liberale vero. E inascoltato?

11/02/2009 - Benedetto Della Vedova, eletto alla Camera nelle liste del Popolo della Libertà, ha combattuto al fianco di Eluana e Beppino Englaro la battaglia per l’autodeterminazione del singolo e la laicità dello Stato. E adesso è pronto per dire la sua

     
 

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Benedetto Della Vedova, eletto alla Camera nelle liste del Popolo della Libertà, ha combattuto al fianco di Eluana e Beppino Englaro la battaglia per l’autodeterminazione del singolo e la laicità dello Stato. E adesso è pronto per dire la sua anche sulla legge sul testamento biologico

La morte di Eluana Englaro non ha rasserenato il clima politico: le barricate Pd-Pdl sembrano le stesse già presenti prima delle 20:10 di ieri sera. Ma laici da una parte e cattolici dall’altra è una semplificazione grossolana e surreale che non può reggersi in piedi, perchè è difficile pensare che scelte su temi che riguardano la vita, la morte, i diritto ad una vita dignitosa e ad una morte altrettanto dignitosa possano essere motivate semplicemente con l’appartenenza a questo o quel partito. E unadelle poche voci fuori dal coro che si è sollevata dai banchi della maggioranza è quella di Benedetto Della Vedova, un ex europarlamentare radicale passato dal 2005 tra le fila del centrodestra berlusconiano, che dopo la morte di Eluana in diretta televisiva a L’Infedele di Gad Lerner attacca governo e Vaticano e commenta sul suo blog: “La sorte o la provvidenza hanno risparmiato ad Eluana, alla famiglia e agli italiani le immagini devastanti di una donna morente sequestrata dai carabinieri, che avrebbero scortato medici cui veniva, per legge, imposto di accanirsi su un corpo inanimato da 17 anni“.

LIBERALE - Benedetto Della Vedova è un liberale vero, uno di quelli che ammette dure, a volte offensive, critiche pubbliche senza alcun filtro sul proprio sito, nello spazio dedicato ai commenti degli articoli. “Lei in questa maggioranza conta meno di zero“, sentenzia qualcuno. Della Vedova è anche uno che crede fermamente nelle sue idee ed è disposto ad affermarle anche da solo, distinguendosi da tutti gli altri deputati e senatori del suo partito, il Popolo della Libertà. E’ successo nella vicenda di Eluana Englaro, che avuto come protagonista politico un Pdl apparso fin dall’inizio ferramente schiacciato sulle posizioni della Chiesa. Della Vedova non ha usato mai mezzi termini per affermare le sue ragioni, disposto a manifestare anche da solo sotto Palazzo Chigi contro le scelte del governo con un cartello al collo che recava il simbolo del partito di cui fa parte, partito nello stesso tempo sostenuto e contestato. Qualcuno che proviene dalla sua stessa storia radicale, fatta di infinite battaglie per la difesa della laicità dello Stato – Capezzone ad esempio – agisce diversamente. E ha anche fatto quello che pochi onorevoli si azzardano a fare di questi (e anche in altri tempi): ha detto chiaro e tondo che il cardinal Ruini sbaglia a parlare di omicidio nel caso Englaro.

IL PARTITO DI RATZINGER – In un’intervista pubblicata su L’Unità il 4 febbraio Della Vedova aveva detto di trovarsi a suo agio nel Pdl anche se ne contestava (e ne contesta tuttora) la scelta politica e il modo in cui è stata portata avanti (emanazione del decreto prima e forzatura dell’iter parlamentare poi per ottenere una legge a tutti i costi). “Le mie posizioni sono ampiamente presenti nel Pdl, molto più di quanto non siano assenti nei vertici“, diceva. “C’è il rischio che questo diventi il partito di Ratzinger. E sarebbe un clamoroso errore, sia politico che elettorale“. Il problema che pone Della Vedova è più che mai attuale, visto che manca solo un mese e mezzo al battesimo del Popolo della Libertà col suo primo congresso. Ai dubbi e ai contrasti inerenti la struttura e l’organizzazione di quello che sarà il più grande partito del paese, si aggiungono oggi quelli relativi ai valori culturali che saranno alla sua base. E’ possibile che un partito del 40% e che è al governo possa fare riferimento esclusivamente alle posizioni della Chiesa ed emarginare laici e liberali? Dice Della Vedova: “Un partito che abbia l’ambizione maggioritaria di rappresentare l’intera società italiana e di offrire ad essa soluzioni di governo (anche su temi bio-etici) non può ideologicamente espellere quanti (e sono, almeno, una buona metà degli italiani, tra cui milioni di elettori del Pdl) oggi difendono le ragioni di Beppino Englaro e non quelle dell’intervento del Governo“. Ma non è una deriva laicista dello Stato quella che vorrebbe Della Vedova, semplicemente vuol rivendicare la libertà di cura contro la “pretesa dello Stato di sequestrare la volontà dei cittadini“. Scriveva al riguardo tre giorni prima sul suo sito: “Non ho mai pensato, non penso e non penserò mai che un grande partito del 40% possa essere un partito contro la Chiesa. Ma sono convinto che non potrà mai essere il partito della Chiesa“.

E LA RIVOLUZIONE LIBERALE?Ferruccio Saro, evidentemente, non è solo. Ma dov’è la rivoluzione liberale promessa da berlusconi? I commentatori degli articoli di Della Vedova parlano di un Pd statalista, un Di Pietro giustizialista e un Pdl cattopopulista, definito cattopopulista ancor prima che Maurizio Gasparri in diretta al Tg2 pochi minuti dopo la morte di Eluana avesse parlato di “omicidio“, “eutanasia“, “responsabilità anche di chi firma e chi non firma“, facendo palesemente riferimento al Presidente della Repubblica. Il Pdl che vorrebbe il pidiellino Della Vedova è in linea con gli altri partiti europei che fanno riferimento al Ppe, un partito moderno post-ideologico in grado di attrarre potenzialmente tutti gli italiani, cattolici e non. “Sul testamento biologico, cioè sulla biopolitica, si sta giocando una partita importante per il futuro del Pdl” dice l’ex radicale. E il testo di Calabrò non gli piace per niente: “La proposta del Pdl sul testamento biologico, non solo si muove nella direzione contraria a quella prevalente tra le forze moderate e liberali europee, bensì costituisce un netto arretramento rispetto al resto del Vecchio Continente”. E lamenta: “Mentre in Germania la Cdu intende legiferare in linea con le conclusioni giurisprudenziali, come emerge con chiarezza dalla proposta di legge firmata anche dalla stessa Angela Merkel, in Italia il Pdl, che pure si richiama alla stessa famiglia politica europea del Ppe, ha scelto di muoversi nella direzione opposta: sia sul piano del metodo, osteggiando, a livello amministrativo, l’esecuzione della sentenza, sia sul piano del merito, predisponendo il sabotaggio legislativo del principio della libertà di cura, per come esso è oggi previsto dalle disposizioni costituzionali e dalle norme dell’ordinamento giuridico“. In campagna elettorale Berlusconi parlò del futuro partito unico del centrodestra come partito “anarchico” sulle questioni di etica e morale. Dopo i dibattiti e le scelte di questi giorni dobbiamo credere che sia così?

     
 

1 Commento

  1. federico3 scrive:

    Scusi, on. Della Vedova, ma Lei in quel “partito” che cavolo ci fa???????

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