La miserabile storia della “ragazza mostro”

Arrestata a Prijedor Monika Simonovic Ilic, personaggio famoso per la sua ferocia tra i prigionieri del campo di Brcko Ogni...

Arrestata a Prijedor Monika Simonovic Ilic, personaggio famoso per la sua ferocia tra i prigionieri del campo di Brcko

Ogni tanto dalla Bosnia arrivano notizie che ricordano a tutti quello che è stato il conflitto che ha insanguinato l’ex-Jugoslavia negli anni ’90.

LA RAGAZZA MOSTRO – E’ stata arrestata a Prijedor Monika Simonovic Ilic, 36 anni, conosciuta come la “ragazza mostro”. La donna si sposò a 18 anni con Goran Jelisic, meglio noto come l’ “Adolf serbo”, condannato nel 1999 a 40 anni di reclusione dal Tribunale Internazionale dell’Aia per crimini di guerra. I due divennero i “mostri” del campo di prigionia di Brcko. Secondo le testimonianze la “ragazzina mostro” arrivava a cavare gli occhi dei prigionieri con degli uncini, andava alla caccia di non-serbi, rubava tutti gli averi degli sfortunati che capitavano sotto le sue grinfie.

UNA FAMIGLIA SEGNATA – Nel passato della Simonovic si nasconde una storia familiare quantomeno difficile. Al di là del rapporto con Jelisic, la madre, Vera, gestiva a Brcko il bar-bordello Westaflia, dove venivano ragazze e donne non serbe, mentre un fratello, Konstantin, è stato condannato dal tribunale della città bosniaca a sei anni di reclusione dopo aver ammesso di esser stato il comandante del campo di prigionia dove operava la coppia mostro.

LE DONNE MACELLAIO - La Simonovic era inseguita da un mandato di cattura internazionale, ed è stata beccata nella città in cui vive l’attuale fidanzato, Nebojsa Stojanov. Non sono molte le donne ricercate per crimini di guerra, tantomeno in Bosnia. L’unico precedente riguarda la ex Presidente della Republika Srpska, l’entità serba di Bosnia Biljana Plavsic. La donna venne condannata a 11 anni di reclusione per crimini contro l’umanità, a causa di atti di violenza nei confronti di bosniaci e croati residenti per loro sfortuna nelle zone controllate dai serbi. Tra i tanti crimini perpetrati, la Plavsic ordinava gli stupri delle prigioniere da parte dei soldati. Una donna che ordina una violenza su un’altra donna: abbastanza innaturale, ma putroppo in linea con le assurdità del conflitto nei Balcani negli anni ’90.