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Betori ed Eluana: quando la Chiesa è sopra la legge

Amabili giochi di parole! Il diritto è al servizio delle persone? In che modo, arcivescovo, imponendo la vita? In bocca a Betori il diritto alla vita e alla salute – sacrosanto anche per i relativisti e i laici impenitenti – diventa un dovere cui non è possibile sottrarsi. Ovviamente è per il nostro bene, perché noi siamo pecorelle smarrite e scimunite e non ci arriviamo a capire quale sia il nostro bene. Ecco allora premurosi i paladini della Verità a ricordarcelo. Quanto segue è godibile: solo chi è impreciso o azzeccagarbugli chiama Eluana morta; Eluana è viva senza possibilità di dubbio, ma è in una condizione in cui il cuore della nostra esistenza (la nostra coscienza) è distrutta irreversibilmente e totalmente. E, soprattutto, si trova in una condizione di sopravvivenza che non avrebbe voluto. Ancora una volta la volontà della ragazza è ignorata e calpestata. La sedazione, siamo d’accordo, è una forma di ipocrisia. Di quella buona però, umana – magari per rispetto a chi la assiste. Non ci ha pensato arcivescovo? Ma no, perché secondo voi Beppino è un assassino e non merita pietà. Usiamo le parole giuste, arcivescovo, perché se Eluana è condannata a morte, Beppino è un omicida. E noi insieme a lui. Siamo tutti assassini, arcivescovo. Che dio abbia pietà di noi!

Terza domanda: C’è una sentenza della magistratura, rispetto a cui la Chiesa è accusata di ingerenza.

«La sentenza consente, non impone nulla. Secondo illustri costituzionalisti, non solo secondo me, la sentenza va ben oltre le possibilità che la Costituzione e l’attuale legislazione prevedono. La Chiesa ha la massima comprensione per le persone e per questo agisce nel suo modo tipico: pregando; a Firenze abbiamo organizzato una veglia di preghiera, c’erano 500 persone. Ma la Chiesa ha anche il dovere di dire la verità, non il falso. Qui è in gioco la verità sull’uomo e sulla vita umana. La vita ci è data; non è disponibile; non possiamo pensare di determinare la vita stessa. È segno della crisi del nostro tempo mascherare da diritti ciò che è solo desiderio».

La vita ci è indisponibile: eccoci giunti al cuore della questione. Al diavolo il libero arbitrio, al diavolo la libertà, al diavolo l’autodeterminazione. La vita è l’unico dono di cui non si può disporre! Come discutere con questa gente? Come osa parlare di desiderio? O di Verità?

Quarta e ultima domanda: Che cos’altro avrebbe potuto fare il padre? Lasciarla alle suore che si erano offerte di seguirla?

«Mi sembra che in tutta questa vicenda se c’è qualcuno che se ne esce con intatto prestigio e accresciuta credibilità sono proprio le suore, che da anni servono questa donna come una figlia e tale la considerano. Non hanno scritto libri né si son messe a frequentare le televisioni per dire le loro ragioni, traducendo un fatto umano in un volano di azione politica; ma nessuno può negare che, se la ragione sta dalla parte dell’amore, il loro amore è stato il più alto e il più concreto fra tutti. Non chiedevano altro che di poter continuare nei gesti dell’amore. Se una donna in questi giorni viene privata della sua vita in forza di un’ipotetica ricostruzione di una sua presunta volontà, altre donne, queste suore, vengono anche loro offese, private di una relazione che non smetterà però di riempire la loro vita. Come pure il ricordo di questa donna resterà nel cuore di quanti amano la vita come un dono da custodire e non come un possesso di cui disporre».

Qui c’è poco da commentare. Le affermazioni di Betori sono di una volgarità e di una violenza difficilmente immaginabili e imitabili. Sul filo del non detto, o del non detta chiaro e tondo. Proviamo a derivare quello che penso di Beppino Englaro: ne esce con compromesso prestigio e diminuita credibilità, che da anni ignora questa donna e non la considera come una (vera) figlia. Ha scritto un libro e si è messo a frequentare le televisioni per dire le proprie ragioni, traducendo un fatto umano in un volano di azione politica; ma nessuno può negare che, se la ragione sta dalla parte dell’amore, il suo amore è scarso e aleatorio. Non chiedeva altro che di poter interrompere i gesti dell’amore verso Eluana. Quelli come Betori fanno paura. Privi di pietà, privi di onestà. Schiavisti mascherati da madre badessa. C’è da scappare a gambe levate. La domanda inevasa è: dove?

15 commenti a Betori ed Eluana: quando la Chiesa è sopra la legge

  1. renzo

    certo che mi fanno ridere questi buffoni vestiti da carnevale…insistono con le solite storie nei confronti di Eluana, ma allora anche b16 è da condannare alla stessa maniera, durante la visita in america da bush fatta qualche tempo fa il capo-buffone si è guardato bene dal rivolgere accuse di omicidio a bush, e si che quando george era governatore del texas ha firmato varie esecuzioni capitali, sarà un caso che b16 si sia guardato bene dall’interferire con la politica americana???

  2. francesco

    non me lo ricordo Mons. Betori a manifestare quando governo Berlusconi in carica Bush decise di bombardare l’Iraq e il nostro governo diede totale appoggio. eppure in quell’occasione, che durò diversi mesi, di morti innocenti ce ne furono a migliaia e la coerenza avrebbe voluto un accampamento permanente dei tanti prelati che oggi vorrebbero impedire ad un genitore di essere interprete autentico della volontà di un figlio che non è più in grado di esprimersi. ma mi faccia il piacere
    Un cattolico schifato.

  3. Walter Stucco

    se parla Charles Manson nessuno gli da importanza
    se parla Le Pen in francia, in pochi lo cagano

    solo da noi chiunque strilla qualcosa deve essere preso
    sul serio
    Questo fa la sua prte di uomo che porta la gonna
    perché è più comoda quando giochi con i bambini
    Fategliela fare

    Ma non dategli importanza
    E’ scintificamente dimostrato che rispondere con fatti
    e logica a chi crede ciecamente in qualcosa, non solo
    non serve, ma accresce nell’altro al certezza di essere
    nel giusto

    Bush e il papa in questo sono uguali
    e i loro seguaci ancora di più

    Lasciamoli nel loro brodo
    diciamogli “si, hai ragione, bravo”
    e cerchiamo negli atti concreti di ogni giorno di
    non farcelo buttare al culo

  4. Il pretino

    Scusate ma questo coglione non conosce la differenza tra sedazione e somministrazione di analgesici.
    I sedativi le sono stati dati per evitare una serie di normalissime contrazioni involontarie dovute alla carenza di acqua e alimento.
    Gli analgesici NON sono stati somministrati perché NON avrebbe sentito dolore visto che era in stato VEGETATIVO PERMANENTE!

    Come dimostrerà l’autopsia la povera Eluana avrà un cervello completamente atrofizzato perché tutti quelli nel suo stato esaminati autopticamente hanno un cervello che è completamente atrofizzato!

  5. chiara

    ma chi è questo pazzo, ma come si permette? io spero davvero che b.e. non legga mai queste cose, soffro al solo pensiero.

    questo coglione è senza vergogna, e senza rispetto.

  6. Ste suore, le ho sentite tanto tirare in ballo come esempio di amore “vero”, di dedizione, di misericordia, in coppia con insinuazioni che ai genitori tutto questo mancasse e che fossero semplicemente stufi.

    A nessuno è venuto in mente che è dannatamente facile, per degli estranei che hanno conosciuto la ragazza in questione (“Elu” hanno la faccia da culo di chiamarla su “Il Giornale”) solo DOPO e non hanno idea di che differenza concreta ci sia, tra la persona che era e quella che avevano davanti. Non sono state loro a metterla al mondo, a crescerla, a conoscerla, a sapere cosa pensava, che cosa le piaceva, che musica ascoltava, cosa la facesse ridere o arrabbiare, che suono avesse la sua voce o la sua risata e non sono state loro a dover fare i conti con il fatto che tutto questo fosse irrimediabilmente perduto, perchè non siamo nella Bella Addormentata nel Bosco e una persona con il cervello lesionato in tal modo non si sveglia una mattina fresca come una rosa sbattendo gli occhioni e pronta a riprendere la vita dove l’aveva lasciata.

    Che paragone del cazzo, quello con le suore.

  7. Procellaria

    Credo sia chiara una cosa. Questi individui stanno cercando di esasperare gli animi dei laicisti sparandole sempre più grosse. Sperano che qualcuno perda la testa e compia un gesto splatter. Per esempio sperano che un manipolo di laicisti rapisca un chierico e lo smembri, si nutra delle sue gonadi e getti i resti in piazza San Pietro. Poi potranno fare le vittime e avranno la strada spianata. È la tattica Cossiga.
    Bisogna rimanere calmi, bisogna resistere al naturale impulso di sottoporre queste merde a fusione alcalina. Bisogna stare lontani dai luoghi di culto, non ascoltare i TG, evitare i giornali, non leggere il blog di Malvino, emigrare alle isole Keys. Molti nostri connazionali, non avendo la possibilità di trasferirsi in mete tropicali, hanno trovato rifugio in alcol, droga, programmi televisivi, masturbazione compulsiva, sport ancestrali e mille altre diversioni particolari. Queste attività riescono a tamponare il desiderio di impugnare il forcone per infilzare i maledetti chierici e le miriadi di leccaculi che li circondano. Dunque drogatevi e copulate, attendendo che i porci si autodistruggano.

  8. a67

    standing ovation per Walter Stucco !!

    abbiamo il potere di creare casi e personaggi … usiamolo bene !! non facciamo i vespa/costanzo della situazione !!

    la “pettola”, la politica e la tv danno piu’ visibilita’ a persone che anche in un colloquio di pendolari alle 6 di mattina in un treno (so di cosa parlo ;-) ) prenderebbero fischi e pernacchi …

    quandi lasciamoli li’ … a sbattersi con le loro “pippe mentali” … la notizia la dovrebbe fare una cosa che stupisce, non la solita solfa in bocca ai “soliti noti” !!

  9. Mariano

    Mi pare di cogliere giudizi un po’ (troppo) “tranchante”!

    Nessuna voglia di polemica, esprimo quello che mi pare di cogliere… , e non vedo nessun tentativo di capire le ragioni diverse… e rischiando – così – di essere autoreferenziali.

    Noi credenti, ovviante (è banale quel che dico!), siamo soggetti ad errori e sbagli di valutazioni, scelte e prospettive, come tutti…, figuriamoci!! E’ ovvio; ma – gestore quale sono di una piccola libertà situata e limitata – non mi associo alla gogna…, temendo di ritrovarmi tra coloro (“illuminati”) che sempre più mi appaiono “tolleranti intolleranti”!

    Cordialità

  10. a67

    mi pare che il “politically correct” ci stia portando alla III guerra mondiale ;-) )

    sto sicuramente esagerando, ma sto fatto della tolleranza “a prescindere” e del camminare sulle uova altrimenti “si pigliano collera” ci sta portando ad una situazione di stress allucinante !!

    io sono tollerante con quelli “di colore”, con i romeni, con gli zingari … ma non riesco ad essere tollerante con quelli che hanno la Verita’ (con la V maiuscola) in mano !! untidalsignore, cattolici, sionisti & company …

    un abbraccio circolare ;-) )

  11. marforio

    Concordo che è perfettamente inutile argomentare ragionamenti con un talebano.

    Ma due cose mi rodono:

    1. UNO ben più importante di qualsiasi arcivescovo non ha forse detto: Date a Cesare quel che è di Cesare….

    2. Mi piacerebbe sapere se e quanto ha pagato lo stato per l’amore delle suorine di Lecco.

    Meditate gente

    Un saluto e grazie per lo spazio

  12. Mariano

    Qualcuno mi potrebbe dire cosa è di Cesare (così che anch’io gli possa dare il suo!)…ammesso che tra le mie pezze ci sia qualcosa di suo!!
    Cordialità

  13. Mariano

    Gentili a67 e Marforio,
    con interesse, tra lavoro ed altro, leggo quanto dite.
    Mi chiedo se il dialogo \”con quelli “di colore”, con i romeni, con gli zingari…\” lo intendiate in senso metaforico e meta storico. Io ci lavoro con Rumeni, Rom, ecc., (qui a Roma) non hoi mai visto i \”dialoganti\” mettersi a servizio, parlare con loro, cercargli lavoro, cure, ecc. …
    Circa quanto detto da Marforio…, mi permetto di assentire a quanto scrive, chiedendomi se non sia il caso, comunque, di parlare, ascoltare, conoscere anche i Talebani (di turno)!
    Con essi bisogna pur incontrarsi, altrimenti si rischia, spesso, di trovarsi a dire che riflettiamo mentre stiamo (solo) riordinando i nostri pregiudizi…
    Cordialità!

    P.S.:A TUTTI QUELLI CHE VIVONO A ROMA: NOTIZIA!!!!
    domani venerdì 13 febbraio, ore 15, conferenza stampa per la riapertura dell\’Ospedale San Giacomo. Largo Lamberto Loria 3, Roma!
    (io sono stato l’ultimo ad uscire, la notte della chiusura. Atto infame di tutta la classe politica del Lazio!!)

  14. a67

    caro Marforio,

    e’ vero che la situazione per gli immigrati, soprattutto di una certa etnia, non e’ delle migliori, “aiutata” anche dal clima che si respira in questi ultimi tempi, e sicuramente sei piu’ informato di me della situazione.

    il mio e’ un discorso strettamente personale, una sensazione mia “a pelle” …

    almeno per quanto mi riguarda, c’e’ una bella differenza tra l’ “incontro” con uno “di colore” ecc ecc e un Talebano. Con il primo, se capita l’occasione, ci parli, gli dici qualcosa a cui lui RISPONDE, nel bene e nel male. Con il Talebano, lui parla … parla parla parla senza assolutamente risponderti, perche’ lui SA … ed e’ tempo perso e fiato sprecato … a qualsiasi “input”, l’output e’ sempre uguale ….

    e ti assicuro che la diffidenza che provo per i primi e’ proporzionata alla diffidenza che provo per qualsiasi estraneo, mentre con i secondi c’e’ solo da perderci il tempo e il fiato. Per me, non c’e’ niente di piu’ inquietante del guardare negli occhi un “illuminato”, da qualsiasi cosa.

    Never try to teach a pig to sing.
    It wastes your time and annoys the pig.

    saluti

  15. a67

    sopra era “caro Mariano”, ovviamente ;-) ) sara’ l’ora …

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