La strage delle granate in Belgio
13/12/2011 - Due morti e diversi feriti a Liegi Due persone sono state uccise e almeno una decina ferite oggi nel pieno centro di Liegi, dove alcuni individui avrebbero cominciato a lanciare granate sparando sulla folla. L’ATTENTATO - Sarebbero tre i responsabili
Due morti e diversi feriti a Liegi
Due persone sono state uccise e almeno una decina ferite oggi nel pieno centro di Liegi, dove alcuni individui avrebbero cominciato a lanciare granate sparando sulla folla.
L’ATTENTATO - Sarebbero tre i responsabili dell’attentato a colpi di granate e raffiche d’arma da fuoco avvenuto stamattina intorno alle 12.30 nella centralissima Place Saint-Lambert di Liegi, che in questi giorni ospita un tradizionale mercatino di Natale. Due persone sarebbero morte, secondo la ricostruzione del sito del giornale locale ‘La Meuse’ che segue in diretta l’evolversi della situazione.

UN ARRESTO - Diversi passanti sarebbero rimasti feriti dai frammenti di un ordigno esplosivo che uno degli attentatori, un uomo sulla quarantina, ha lanciato contro una fermata degli autobus. La polizia di Liegi ha sigillato il centro cittadino. Uno dei responsabili dell’attentato si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla testa, e sarebbe quindi lui una delle due vittime. Secondo la ricostruzione di ‘Le Soir’, un suo complice sarebbe già stato arrestato e il terzo è ancora in fuga. Gli elicotteri della polizia sorvolano la zona.

LA BORSA NON REAGISCE - Nessuna apparente reazione sui mercati del Belgio alle notizia dell’attentato. Mentre resta da chiarire la natura dell’episodio, la Borsa di Bruxelles mantiene la dinamica di moderato recupero che ha avuto fin dalla mattina, con un più 0,61 per cento. I rendimenti sui titoli di stato decennali belgi sono rimasti stabili attorno al 4,56 per cento.
PRIMA RICOSTRUZIONE - Stando ai media regionali, i responsabili si erano appostati sotto la piattaforma di una panetteria (‘Le Point Chaud’) quando hanno cominciato la loro folle azione. Sempre secondo le prime ricostruzioni – questa volta della tv privata RTL-TVI – una granata sarebbe esplosa all’interno del perimetro del palazzo di Giustizia di Liegi, e un’altra presso la fermata degli autobus. In tutto si sono sentiti deflagrare quattro ordigni dello stesso tipo, oltre a esplosioni minori e numerose raffiche d’arma da fuoco. La diretta dell’edizione online di Le Soir fa sapere che l’unico attentatore rimasto a piede libero si sarebbe nascosto proprio in prossimità del palazzo di Giustizia, da dove avrebbe continuato, sporadicamente, a sparare. Non è chiaro se sia coinvolto o meno un quarto uomo, visto che durante l’assalto – che si è svolto molto rapidamente – ci sono stati degli spari anche dal tetto di un altro negozio della piazza. L’agenzia di stampa Belga ha riferito di diversi spari ancora nel primo pomeriggio, a poche centinaia di metri dalla piazza. La polizia ha evacuato la zona, dove i negozi sono stati chiusi. Le fonti sono discordi sulla dinamica della morte dell’attentatore: secondo alcuni si è suicidato, secondo altri media è stato abbattuto dalle forze dell’ordini. La zona è attualmente sorvolata da elicotteri della polizia.
UN BAMBINO TRA I FERITI GRAVI - Fra le vittime dell’attentato nel centro di Liegi, c’è un bambino di due anni ricoverato in condizioni critiche, “fra la vita e la morte”. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano Le Soir, che cita fonti locali sotto anonimato.













Spero che non si tratti di emulatori dell’esaltato norvegese. Quel tipo di violenza non solo non è accettabile, ma risulta anche incomprensibile, nel senso che la “lettura” di simili episodi da parte di chi li deve contrastare è difficoltosa. Un assalto a personaggi noti magari considerati responsabili politicamente o materialmente di azioni che si vuole combattere, il regicidio tanto per capirsi, si puó arginare con opportune misure di sicurezza, ma l’aggressione alla folla inerme, a dei ragazzi come in Norvegia, come si puó prevederla e quindi prevenirla? C’è un potenziale di isterismo che emerge da notizie come queste che spaventa davvero.
attentato tipico musulmano che la stampa comunista belga vuole celare