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Le mirabolanti avventure di Gianluca Buonanno in Libia

L’europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno si trova in questi giorni in Libia, per una missione che sta documentando via Twitter.

BUONANNO: “PARTO, ADIOS” – «Tutti parlano della Libia, tutti danno consigli su cosa fare o non fare, ma intanto l’unico che ha avuto il coraggio di andare a verificare di persona sul campo come stanno realmente le cose è il sottoscritto, un leghista, mentre il governo italiano se ne sta a casa per la paura», ha commentato l’eurodeputato, amante dei ritratti di Putin. La sua missione è raccontata cinguettìo per cinguettìo. Qui sotto il primo:

«Sono in Libia e posso assicurare che qui la situazione è molto complicata – ha commentato il leghista in questi ultimi giorni-. Da qui mi rendo conto che il Governo parla a vanvera senza conoscere la realtà. Il direttore esecutivo di Frontex oggi ha detto che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia. Renzi e i suoi ministri come pensano di fermarli? Con le chiacchiere? Vengano qui a vedere la massa umana che si appresta ad invaderci. Bisogna far presto, bisogna bloccarli prima che partano». Come abbia intenzione il leghista di fermare i flussi di migranti non è ben chiaro. Per ora l’europarlamentare ha avuto modo di incontrare però diverse personalità politiche del paese tra cui il Ministro degli Esteri Al Shgayar Hassan.

guarda la gallery:

(Buonanno che stringe la mano a random)

BUONANNO: UN LEGHISTA IN LIBIA – Cosa ha portato Gianluca Buonanno in valigia? Una bandiera leghista che, come dimostra il suo account Twitter, sfodera lungo le strade libiche. L’eurodeputato, prima di partire, ha raccontato a il Giornale i motivi della sua missione (pagata di tasca sua). E ha anticipato parte del “programma” di viaggio:

“I dettagli non li posso divulgare per ragioni di sicurezza. Viaggio tramite i collegamenti organizzati dalle ambasciate libiche di Bruxelles e del Cairo. L’obiettivo principale è Tobruk, dove parlerò con il governo riconosciuto internazionalmente e dove ci sono un oleodotto e una raffineria importante. Lì parlerò con il generale Haftar, che l’8 di marzo sarà nominato ufficialmente capo delle Forze Armate.”

In caso di rapimento il leghista è sicuro: «Il mio è un gesto dannunziano, rischio del mio ma non chiedo nulla a nessuno. Se mi prendono, lasciatemi dove sono. Non pagate un euro, usate i soldi pubblici per altro».

(in copertina Buonanno che sventola la bandiera leghista nelle strade libiche. Foto via Twitter)