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Mambro e Fioravanti chiedono il rispetto delle sentenze. E allora tornino in carcere

Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono due assassini. Nella loro “carriera” nei Nar, gruppo terrorista di estrema destra, hanno ucciso più persone. E per questi omicidi sono stati condannati a diversi ergastoli. Inoltre, sono stati ritenuti colpevoli, con sentenza passata in giudicato, della strage di Bologna. La più grave strage della storia di questo paese. Una bomba vigliacca che pose fine alla vita di persone innocenti.

Nonostante le loro pesantissime condanne, Mambro e Fioravanti sono liberi. Li potete incredibilmente incontrare passeggiando per il centro di Roma. Invece di passare la loro esistenza dove meritano, dietro le sbarre,  i due pluriassassini ogni tanto si permettono anche di rilasciare dichiarazioni ai media, spesso aggiungendo bugie a bugie.

Mambro e Fioravanti, condannati rispettivamente a nove e otto ergastoli, hanno sempre negato ogni coinvolgimento nella strage di Bologna.

Ieri il deputato Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna, ha fatto un’interrogazione al governo chiedendo chiarimenti in merito alla concessione della condizionale ai due stragisti. Tra le altre cose, oltre al fatto che i due non si siano mai “ravveduti” rispetto ad una strage che hanno sempre negato di aver eseguito, Bolognesi ricorda che Gennaro Mokbel, già membro dei Nar, in un’intercettazione ha raccontato di aver speso un milione e duecentomila euro per tirare fuori dal carcere i due stragisti. («li ho tirati fuori tutti io …tutti con i soldi mia, lo sai quanto mi so costati Cà?… un milione e due…un milione e due…» dice Mokbel a Carmine Fasciani).

Per questi motivi Bolognesi chiedeva al ministro della Giustizia e al Governo di  «avviare iniziative ispettive, ai fini dell’eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza».

Il governo, incredibilmente, tramite il sottosegretario Cosimo Maria Ferri, ha fatto sapere di non ritenere necessaria alcuna ispezione. Secondo il sottosegretario alla giustizia, come riporta Repubblica di oggi, «la libertà condizionale è un vero e proprio diritto e non una graziosa concessione né una non giustificabile rinuncia dello Stato all’ulteriore esecuzione della pena detentiva inflitta con la sentenza di condanna». Per Ferri i requisiti necessari per la condizionale, nel caso dei due Nar, esistevano, compreso quello del «ravvedimento»; cosa che – come fa notare lo stesso Bolognesi – è difficile in realtà desumere visto che i due hanno sempre negato ogni coinvolgimento nella strage del 2 agosto.

Dal canto loro Mambro e Fioravanti, che preferiscono – bontà loro – non commentare, secondo quanto riportato da Repubblica «rimandano alle sentenze, chiedendone il rispetto». Anche noi, ci uniamo al loro appello. Chiediamo il rispetto delle sentenze. Magari iniziando da quella che li ha riconosciuti colpevoli della strage di Bologna.