Il medico che si masturba in auto

A processo un noto professionista di Vicenza La scoperta del responsabile ha lasciato gli investigatori di stucco. I Carabinieri che...

A processo un noto professionista di Vicenza

La scoperta del responsabile ha lasciato gli investigatori di stucco. I Carabinieri che indagavano in provincia di Vicenza su un caso di esibizionismo hanno scoperto che il protagonista delle pratiche onanistiche in pubblico era un noto e stimato medico della zona, un professionista in servizio all’Ulss locale, presso l’Unità di medicina generale di Arzignano. Si tratta del reumatologo Carlo Checchetto, 36anni, residente a Valdagno, località dove sarebbe avvenuto l’episodio contestato e nei confronti del quale il procuratore reggente Paolo Pecori ha chiesto all’Ufficio del gip l’emissione di un decreto penale di condanna. Non è la prima volta che il dottore si fa scoprire: un episodio analogo era già avvenuto a Padova. Per questo gli è contestata la cosiddetta “recidiva specifica infraquinquennale”.

PROFESSIONISTA ESIBIZIONISTA - Ricostruisce la vicenda oggi il Giornale di Vicenza:

L’episodio in questione è avvenuto il 24 ottobre a Valdagno. Una cittadina ha segnalato ai carabinieri che sul lato ovest della pista ciclo-pedonale situata in via Lungo Agno di Valdagno, c’era un individuo che all’interno di un’Audi si esibiva nudo in pratiche onanistiche fin troppo evidenti. In seguito alla sollecita segnalazione la centrale operativa del 112 ha fatto convergere una pattuglia per raccogliere la testimonianza e svolgere indagini attribuire un nome al protagonista del fatto. In seguito a questi controlli la polizia giudiziaria è risalita al dott. Carlo Santo Checchetto, iscritto da dieci anni all’Albo provinciale dei medici chirurghi di Vicenza, essendosi laureato brillantemente a Verona nell’ottobre 2000 a 24anni, e quindi specializzato con profitto in reumatologia a Padova. Dunque, un profilo professionale di rilievo, ma che, almeno in base ai pesanti sospetti della procura della Repubblica di Vicenza che ha chiesto una condanna pecuniaria di 5750 euro di multa, è un soggetto problematico perché se ben in due occasioni – per la prima è già stato sanzionato dall’autorità giudiziaria patavina – è stato individuato come autore di queste pratiche illecite, dev’essere seguito nelle forme dovute. La procedura prevede che Checchetto, difeso dall’avv. Fabio Targa, e che ha negato gli addebiti, può opporsi al decreto penale di condanna e in quel caso sarà processato pubblicamente.