Ucci ucci, sento odor di Angelucci

06/02/2009 - “La caduta degli Angelucci”: Giampaolo Pansa, fresca grande firma battagliera de Il Riformista, potrebbe intitolare così una delle sue meravigliose articolesse, da dedicare questa volta agli impicci giudiziari del suo nuovo editore. Sperando che l’auspicata fatica sia meno timidina di

     
 

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“La caduta degli Angelucci”: Giampaolo Pansa, fresca grande firma battagliera de Il Riformista, potrebbe intitolare così una delle sue meravigliose articolesse, da dedicare questa volta agli impicci giudiziari del suo nuovo editore. Sperando che l’auspicata fatica sia meno timidina di quanto Giampy scrisse su L’Espresso all’epoca degli impicci di Carlo De Benedetti. Intanto però accontentiamoci di quel che passa il convento dando un’occhiata alle ben 800pagine che il giudice delle indagini preliminari, in gergo Gip, Roberto Nespeca ha messo assieme nella sua ordinanza di custodia cautelare per fotografare il potere e annessi meandri dei re dal trono traballante dell’assistenza privata in convenzione. Ma, a parte la descrizione della rete di intrecci  tessuta dagli Angelucci (il padre Antonio, ex portantino del San Camillo secondo la vulgata, prima che costruisse l’impero della sanità su cui oggi è seduto, e il figlio più grande Gianpaolo), quel che più interessa nelle conclusioni del Gip è il discorso riguardante “l’impero mediatico” degli stessi (oddio, impero è una parola grossa: trattasi di Libero e del Riformista, dove il nostro ha una quota di minoranza; ma nel 1999, prima dell’acquisto del San Raffaele, grazie all’interessamento di Alfio Marchini, Angelucci comprò anceh una fetta della società L’Unità editrice multimediale spa poi finita in liquidazione). 

Quello che ci preoccupa, come giornalisti, è “la pressante influenza, attraverso i giornali di loro proprietà, sulle cariche istituzionali della Regione Lazio, governatore e assessore alla Sanità“. E le protezioni? Ecco un assaggio: “Gli Angelucci acquisiscono notizie riservate su ispezioni, controlli, indagini giudiziarie e esercitano forme indebite di pressione sulle inchieste mobilitando tutte le risorse: contatti politico-clientelari, mezzi d’informazione e collaboratori“.  Come lo esercitano questo controllo? “Curano le relazioni esterne mettendo a disposizione la struttura sanitaria per dispensare favori con ricoveri e prestazioni diagnostico-strumentali. Consentono rettifiche o smentite con l’utilizzo strumentale dei mezzi d’informazione di loro proprietà” [La sottolineatura è di Giornalettismo, ndr]. E, tanto per ricordarne un’altra: “22 dicembre 2007, Angelucci padre parla al telefono con l’assessore Battaglia che si lamenta di un titolo su Libero. Messa giù la cornetta o il telefonino, l’imprenditore-editore chiama a razzo il vice direttore di Libero e chiede spiegazioni. “Ma chi è quella stronza che ha scritto il pezzo?“. Chiunque sia la stronza, il Gip rileva che “Nei giorni successivi su Libero esce un’intervista riparatoria a Battaglia“.

Ma di quali giornali parla, il Gip? Intanto, bisogna dire che Vittorio Feltri è davvero sfortunato: gli arrestano sempre l’editore. Da Bruno Tassan Din al Corriere,  all’amministratore dell’Indipendente, a Paolo Berlusconi quando stava al giornale. Con Libero è lo stesso destino: il precedente editore, Stefano Patacconi,  è morto in un incidente stradale. Questo è in manette. E pensare che solo poco più di due anni fa gli Angelucci erano salutati come i padroni di un neppure tanto piccolo impero delle cliniche private, con almeno 3.000 posti letto  che pompavano utili. Repubblica li incensava così: “Cliniche, strutture sanitarie e quotidiani. E’ un impero ampio e variegato quello della famiglia Angelucci. A capo c’è Giampaolo, 35 anni, da oggi agli arresti domiciliari e che da anni è uno dei protagonisti della sanità laziale ed italiana. L’impero Giampaolo lo ha ereditato dal padre, Antonio, fondatore della Finanziaria Tosinvest spa: è lui che ha creato un vero e proprio “network” di cliniche e strutture per la riabilitazione in tutta Italia particolarmente concentrate tra il Lazio e la Puglia. La Tosinvest dispone di strutture sanitarie accreditate presso il Ssn che garantiscono in totale 3000 posti letto”. E i sogni di gloria con la Borsa? Gli Angelucci sognavano di fare come Berlusconi, piazzare in Borsa il gioiello di famiglia  e rammassare così un bel po’ di quattrini, acquisendo magari soci forti, di quelli che ti coprono le spalle o comunque fanno muro. Ora però la Borsa se la sognano, gliel’ha scippata il Gip. Angelucci senior aveva  trovato posto anche su Wikipedia. E non disdegnavano neppure favori di piccolo cabotaggio, della serie “galeotto fu il pallone e lo stadio”. «Risulta chiaramente come gli Angelucci e la Tosinvest svolgano un’attività di pubbliche relazioni rivolgendo una particolare attenzione ai propri referenti istituzionali. Per questo va sottolineato l’utilizzo di numerosi biglietti per le partite di calcio allo stadio Olimpico per i posti più costosi (tribuna e palco) da distribuire a titolo gratuito e di favore a dirigenti di vari ministeri e della Regione Lazio». Parlando dei benefit concessi a personaggi politici e funzionari, Nespeca cita l’intercettazione tra un indagato e l’ispettore di una Asl. «Del resto Angelucci col suo yacht munito di elicottero… i figli di Angelucci vojo dì… hanno portato tutta questa estate alle Eolie… sono andati a fare il giro sulle Eolie… gratis con l’elicottero… tutti i funzionari della Regione Lazio… si sò sentiti tutti del jet-set… e adesso vanno tutti nel Jetzemani».

Ma davvero gli Angelucci hanno utilizzato il giornale dell’”uomo Libero” Vittorio Feltri per i loro interessi privati? Beh, intanto c’è da dire che l’esordio della cronaca romana e laziale nel giornale è coincisa con l’avvento dei nuovi editori. Così come la particolare attenzione a temi quali la malasanità. Di certo c’è che il popolare Vittorio – l’erede di Montanelli, dicevano – non perde il suo senso dell’umorismo: “”Obiettivo, zittire Libero“,aveva commentato a tutta pagina la notizia degli arresti. E poi, nell’articolo: “…Mi domando su quali elementi si basi l’ordinanza di arresto che afferma la nostra arrendevolezza, o sudditanza, nei confronti degli Angelucci“. Strano, per un giornalista come lui che si picca di essere Libero con la elle maiuscola e anche informato. E Il Riformista? Questo lo chiederemo all’impomatato Antonio Polito, assieme ad altre due domande: 1) cosa pensa di riformare così?; 2) non è che più che di pomata per i capelli quella che usa è invece  vaselina?

Vignetta di Artefatti

     
 

3 Commenti

  1. ricchiuti scrive:

    <<Del resto Angelucci col suo yacht munito di elicottero… i figli di Angelucci vojo dì… hanno portato tutta questa estate alle Eolie… sono andati a fare il giro sulle Eolie… gratis con l’elicottero… tutti i funzionari della Regione Lazio… si sò sentiti tutti del jet-set… e adesso vanno tutti nel Jetzemani».
    Jet set, Jet-set-mani. Si capisce che è una battuta. Bisogna proprio essere giudici dentro per non capirla.

  2. Gregorj scrive:

    però è un peccato che adesso l’Unità sia così severa con Angelucci, e ai bei tempi in cui era azionista del giornale invece no.

  3. Just scrive:

    La vignetta is absolutely definitely LOAL :D
    Quasi più delle vicende di Libero!

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