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La droga che fa strage in Russia

La droga che sta facendo strage in Russia è stata vietata da qualche anno, ma si vende ancora senza problemi ovunque.

Un centro per la disintossicazione a Ekaterinemburg  (Photo by Brendan Hoffman/Getty Images)
Un centro per la disintossicazione a Ekaterinemburg (Photo by Brendan Hoffman/Getty Images)

LA SPEZIA RUSSA – Milioni di russi hanno provato la «spezia», nome tratto dalla sostanza per la quale si davano battaglia i protagonisti del film Dune, termine che indica una serie di mix di sostanze di sintesi a basso prezzo che fino al 2009 era in libera vendita nelle tabaccherie e nei chioschi per per strada.

VIETATA PER MODO DI DIRE – Vietarla non è servita a molto, tanto che ancora oggi è ampiamente pubblicizzata in rete e facilmente reperibile, lo spaccio per strada è organizzato per il commercio a distanza, la droga si può recuperare anche nelle stazioni, dove sono distribuiti volantini e biglietti con il numero dello spacciatore, il quale una volta contattato offrirà le coordinate per il pagamento elettronico della merce e infine invierà un messaggio con l’indicazione del luogo nel quale recuperare l’acquisto.

LA DROGA BUONA PER TUTTO – La sostanza è pubblicizzata come alternativa alla cannabis e distribuita anche spruzzata sulla camomilla, per essere fumata, ma può essere anche iniettata e rendere l’effetto di eroina o inspirata come la cocaina. In realtà non si tratta di una sola sostanza, ma di una ricetta che varia di continuo mano a mano che le autorità vietano una nuova formulazione, con i clienti a far da cavia. Così succede che in una settimana i clienti-cavia di questa vera e propria industria muoiano come mosche per colpa di una ricetta troppo aggressiva, come avvenuto mesi fa. A settembre sono morti così 40 giovani russi, mentre circa 2.000 sono stati ricoverati in ospedale. Così Putin il 3 febbraio scorso ha messo al bando ogni possibile variazione della formulazione della «spezia», divieto però affiancato da pene molto più blande di quelle previste ad esempio per lo spaccio di eroina. Il massimo della pena arriva a 8 anni per chi spacci una dose mortale.

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UN MIX DANNOSISSIMO – Conosciuta anche con il nome di «mix» o «sali da bagno» la sostanza può procurare attacchi epilettici, di panico, paralisi temporanee, allucinazioni, problemi al cuore e ai polmoni. Non è mortale come la crocodile, che imperversava a cavallo del 2010 e che concedeva appena 2 anni di vita ai dipendenti, ma comunque risulta particolarmente aggressiva e capace di danneggiare velocemente alcuni organi, oltre a indurre la dipendenza nel 30% dei consumatori che l’hanno provata e a provocare loro psicosi difficili da eradicare, anche perché la maggior parte dei consumatori russi l’accompagna all’abuso di superalcolici. Secondo un rapporto dell’ONU del 2013 la droga contribuisce all’insorgenza di tumori e all’aumento delle tendenze suicide.

L’INONDAZIONE DEL MERCATO – Le autorità russe si trovano quindi alle prese con uno tsunami difficilmente arginabile, anche perché i precursori chimici arrivano a bassissimo costo dall’Asia senza che le autorità possano far molto per intercettarle e ormai in Russia c’è abbondanza di esperti nella preparazione di ricette sempre nuove e sempre da sperimentare sulla pelle dei clienti.