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Roma, prostituzione: «Ci insultano e ci tirano bottiglie, non siamo al sicuro»

Roma, la prostituzione all’Eur è davvero un problema: “Non possiamo più andare in giro, veniamo insultati, ci tirano oggetti, bottiglie, non siamo al sicuro. Diventa anche pericoloso per noi vivere così. E con l’arrivo della bella stagione la situazione non può che peggiorare”. Non sono contenti i cittadini del nono municipio di Roma Capitale, Eur-Laurentina, che hanno riempito la sala del Consiglio Municipale rispondendo alla convocazione del presidente del Municipio Andrea Santoro, l’esponente Pd che ha reso l’idea del cosiddetto quartiere a luci rosse una vertenza nazionale.

 

Anna Teresi vigilessa prostituzione Palermo

ROMA, PROSTITUZIONE: IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO EUR – Settimane di articoli e notizie sulle cronache romane e non, prese di posizione ai massimi livelli, crisi politica nel Partito Democratico romano e calendarizzazione nelle commissioni parlamentari di un disegno di legge per ritoccare, abolire, ritornare sulla Legge Merlin. Un esito che il presidente Santoro, nella relazione di apertura in Municipio, rivendica pienamente: “Forse abbiamo sbagliato a parlare di zoning, di “quartiere a luci rosse”. Ma secondo noi un quartiere a luci rosse nel nostro municipio c’è già: si chiama Eur. Come altro definirlo? E il nostro obiettivo resta quello di liberare queste zone dalla prostituzione, perché le nostre strade non devono essere di proprietà di bande di romani, rumeni, albanesi, napoletani e del racket del parcheggio abusivo”, dice Santoro alla sua maggioranza. “Per questo abbiamo cinque proposte, cinque proposte di buon senso che ci auguriamo possano essere recepite dalla maggioranza e dall’opposizione”. Sono i cinque punti del progetto Roxanne che il presidente ha annunciato e sul quale chiede il voto dell’intero consiglio comunale.

 

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I CITTADINI: NON SIAMO AL SICURO – Fuori dal consiglio comunale, la cittadinanza sembra sulla stessa lunghezza d’onda al di là delle divisioni politiche. “Il problema deve essere risolto”, concordano tutti. “Io vivo all’Eur da otto anni, e ho subito sei furti; non è possibile andare avanti così”, dice un cittadino. “Realizzare un quartiere a luci rosse? Ma un quartiere a luci rosse c’è già, che cambia, è il nostro!”, rincara un altro cittadino. “Io so solo che le prostitute sono ovunque in pieno giorno, mattina, sera, domenica e feste comandate. E questo non mi va bene. Sono passato poco fa e all’angolo di via delle Libellule erano lì, come d’altronde su tutta via di Trigoria”.

 

 

Una signora con accento meridionale racconta: “Io vivo qui dal ’90, portavo i miei figli in piscina e mi ricordo di aver dovuto aspettare, in fila, che il cliente di turno finisse la sua contrattazione con la prostituta. E i figli che mi chiedevano cosa stesse succedendo”. E le forze dell’ordine? “Lasciano correre, d’altronde non è reato”, dicono alcuni: e qualcuno giura anche di poter esibire video e foto di automobili della polizia appartate proprio con le lavoratrici del sesso. In molti si dicono d’accordo con l’iniziativa del presidente Santoro: “La situazione è molto difficile e complicata, l’importante era fare qualcosa, smuovere le acque. Il progetto di Santoro sembra una buona base, un punto di partenza”.

 

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BAMBOLE GONFIABILI IN CAMPIDOGLIO – Anche l’opposizione in consiglio comunale sembra essere abbastanza dialogante, pur fra mille dubbi. Nel pomeriggio, prima della seduta del consiglio, il centrodestra municipale ha portato in piazza del Campidoglio, sotto il Marco Aurelio, delle bambole gonfiabili.

 

 

“Lo zoning”, dicono le opposizioni, “non funziona a Mestre con 500mila euro al mese, e voi volete farlo funzionare qui con 5mila euro al mese? Non abbiamo gli agenti per far rispettare la Ztl notturna del Pentagono e pretendete di regolamentare la prostituzione?”, attaccano le minoranze, che rivendicano di aver presentato progetti affini a quello oggi sostenuto da Santoro “almeno un anno fa”. Particolarmente controversa l’idea di attivare dei progetti di educazione sessuale nelle scuole. “A chi saranno affidati? Forse a delle associazioni che si battono per i diritti delle persone LGBT e che sostengono le teorie del gender? L’educazione nelle scuole devono farla i professori”, dicono dal centrodestra. Proprio quest’ultimo punto viene stralciato nella versione finale della delibera, che viene votata all’unanimità: al posto di educazione sentimentale nelle scuole il Municipio si farà carico di promuovere “seminari e convegni” sul tema.

Il consiglio approva dunque i cinque punti del progetto Roxanne proposto dal presidente Santoro, sia fra i consiglieri che fra i cittadini l’opinione è condivisa: “L’importante era far partire la discussione”. Gli occhi sono rivolti al Parlamento, la speranza è quella della revisione della Legge Merlin.