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Mondadori vuole comprare Rcs Libri

Se non di un terremoto, si tratta quantomeno di una forte scossa di assestamento nel mondo editoriale italiano. Parliamo dell’offerta di acquisto di Rcs Libri avanzata ieri in via ufficiale da Mondadori, gruppo controllato dalla holding Fininvest, cassaforte della famiglia Berlusconi. Mondadori ha inviato a Rcs Media Group una «manifestazione di interesse non vincolante» per l’acquisizione dell’intera partecipazione detenuta in Rcs Libri, pari al 99,99% del capitale sociale, e del complesso di beni e attività che costituiscono l’ambito librario di Rcs.

 

Zucchero Fornaciari incontra i fans presso la libreria Mondadori di Torino

 

MONDADORI VUOLE RCS LIBRI, VERSO UN POLO DA 40% DEL MERCATO – La manovra in atto conferma le voci che erano circolate negli ultimi mesi e può certamente avere un peso rilevante sull’intero mercato perché, se i due gruppi editoriali si unissero, verrebbe a crearsi un polo con quota di mercato vicina al 40% e un fatturato di circa 800 milioni l’anno. Il valore della transazione, secondo dati forniti da Reuters, potrebbe oscillare tra i 120 e i 150 milioni di euro, risorse utili per il gruppo Rcs per abbattere il debito di oltre 500 milioni (al 30 settembre scorso). Va precisato comunque che anche Mondadori presenta un indebitamento rilevante. E per questo si parla anche di un possibile aumento di capitale della Mondadori che chiamerebbe in causa Fininvest.

 

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MONDADORI VUOLE RCS LIBRI, OPERAZIONE DA 150 MILIONI – In queste ore Rcs si limita a far sapere che il consiglio di amministrazione della società «si è riservato ogni valutazione in merito». La prossima riunione del cda di Rcs è prevista per l’11 marzo, per approvare il bilancio 2014, ma non è esclusa ora una convocazione anticipata, qualora arrivasse da Mondadori un’offerta vincolante. Nell’operazione della società del gruppo Fininvest potrebbe avere un ruolo anche la cessione annunciata del 7,79% del capitale di Mediaset, dalla quale potrebbero arrivare, considerando gli attuali prezzi di listino, tra i 373 e i 392 milioni di euro. A conti fatti l’acquisizione di Rcs Libri potrebbe costare la metà rispetto a quanto incassato dalla vendita del pacchetto di azioni Mediaset.

MONDADORI VUOLE RCS LIBRI, CONSEGUENZE CULTURALI – Per quanto concerne i marchi controllati dalle due aziende, ad Rcs Libri fanno capo Rizzoli, Bompiani, Sonzogno, Adelphi, Marsilio e Fabbri, mentre Mondadori controlla Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Mondadori Education e Mondadori Electa. Dunque, una domanda sorge quasi spontanea: quali sarebbero le conseguenze culturali del matrimonio librario, il più grande della storia del nostro paese? Una risposta a questo interrogativo prova a fornirla Simonetta Fiori su Repubblica, che scrive:

Quella italiana sarebbe dunque un’assoluta anomalia, che pone interrogativi sul piano della libera concorrenza: quale margine di azione avrebbero i competitor, ossia il gruppo Gems, Giunti, Feltrinelli e la miriade di piccole e medie case editrici che costituiscono il tessuto culturale del paese? Parliamo di libri, dunque di idee e di geografie intellettuali. Il nuovo gruppo sarebbe un attore dominante nella produzione editoriale, con una forza difficilmente contenibile nella campagna acquisti degli autori (pensiamo solo agli anticipi). Ma il ruolo egemone sarebbe anche nella distribuzione e nel rapporto con le librerie, oltre che nel mercato del lavoro editoriale. Un sovrano assoluto, il nuovo Mondazzoli o chissà come sarà chiamato (forse il marketing è già al lavoro), capace di dettare legge in ogni passaggio della filiera del libro. Anche il settore della scolastica ne potrebbe risentire: un manuale su quattro sarebbe targato Mondadori/Rcs. E che fine farebbero marchi come l’Adelphi di Roberto Calasso e Marsilio, il feudo veneziano di Cesare De Michelis, dentro la nuova galassia? Non si esclude che i padri titolari stiano lavorando per difendere i propri gioielli dalla fusione. E molte domande rimbalzano sul destino dell’Einaudi, il blasone di cultura dentro Mondadori.

(Foto di Daniele Badolato da archivio LaPresse)