|

La chiesa in Kenya dopo la bufala sui vaccini

Nel novembre scorso, dopo un’aspra campagna guidata dalla Conferenza Episcopale del Kenya che accusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità di condurre una campagna clandestina per sterilizzare le donne di quel paese, il governo di Nairobi ha bloccato le vaccinazioni antitetaniche. Che ora sono riprese dopo che le analisi hanno dimostrato la scontata infondatezza dell’allarme.

Vaccino anti-influenza: salgono a 11 i decessi «sospetti»
(Lapresse)

SI ERANO SBAGLIATI – Il dottor Robert Walley, che aveva aiutato la chiesa del Kenya a lanciare l’allarme oltre i confini del paese, è ora convinto che non ci sia niente di sospetto nella campagna per la vaccinazione antitetanica delle donne del Kenya. Ha spiegato a LifeSiteNews che i vescovi erano stati «confusi» dalle storie provenienti da Messico e India e dalla forma insolita nella quale il vaccino è inoculato, con 5 iniezioni.

IL COMPLOTTO CONTRO LE DONNE DEL KENYA – Il motivo dell’ostilità della chiesa al vaccino è chiaro, così come evidente è stato il suo intervento sul governo, spiegato in un’intervista di Tempi.it da Stephen Karanja, presidente dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya:

È la prima volta che intervenite contro prassi simili?
– A dire il vero, l’Oms portò qui lo stesso vaccino negli anni Novanta, ma l’allora ministro della Salute, Sam Ongeri, ordinò di bloccare tutto. Ongeri agì in questo modo perché si fidò dei consigli degli uomini di Chiesa che è il maggior partner del governo nel campo della salute (provvediamo per il 40 per cento all’assistenza sanitaria con 58 ospedali, 83 centri per la salute, 311 ambulatori, e 17 centri di specializzazione). Questa volta il ministro si è messo dalla parte dell’Oms.

IL RITORNO DI UNA BUFALA ASSASSINA – In realtà anche negli anni ’90 il vaccino per il tetano non aveva nulla a che fare con la sterilizzazione delle donne, anche perché non esiste farmaco capace d’indurre la sterilità in maniera permanente, e l’allarme della chiesa, allora come oggi, si risolse solo nel condannare a morte le persone che poi morirono perché non vaccinate. Per inquadrare la questione nei giusti termini è bene sapere che il tetano neonatale uccideva dagli 8.000 ai 12.000 bambini all’anno in Kenya, dati del 1998, e che è anche grazie ai «consigli degli uomini di Chiesa che è il maggior partner del governo nel campo della salute», se molti di quei bambini sono morti.

LEGGI ANCHE: La Chiesa keniana combatte i vaccini a suon di bufale

NON SI RASSEGNANO – Ora che le analisi di diversi laboratori hanno ovviamente escluso che il vaccino contenga sostanze che inducono la sterilità, la chiesa ha mollato solo parzialmente la presa. La locale Conferenza Episcopale ha infatti emesso un comunicato in 19 punti nel quale ad esempio chiede che ogni futuro vaccino sia testato e che si provi la sua sicurezza.  Peccato che a parte vaccini sperimentali come quello contro l’Ebola, tutti i vaccini siano ampiamente testati, in particolare quelli in uso da decenni come il vaccino antitetanico, usato ovunque nel mondo senza che da nessuna parte si siano segnalati cali dei tassi di fertilità. Il comunicato contiene inoltre affermazioni false atte a insinuare dubbi sui test, come quella secondo la quale sarebbero stati ignorati i vaccini dell’OMS testandone altri, una maniera come un’altra di di non riconoscere i risultati che smentiscono clamorosamente le analisi sulle quali si fondò l’allarme della Chiesa del Kenya, analisi per parte loro già sconfessate come sbagliate e inadatte allo scopo dalla comunità scientifica. Una bufala assassina.